Natività della Beata Vergine Maria, presiede cardinale Gualtiero Bassetti

Cardinale Gualtiero Bassetti, sulle colonne de «L’Osservatore Romano»
Card G. Bassetti

Natività della Beata Vergine Maria, presiede cardinale Gualtiero Bassetti 

L’Ordo virginum in Umbria si arricchisce di tre nuove consacrate  il prossimo 8 settembre, giorno della festa liturgica della Natività della Beata Vergine Maria, quando il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, alle ore 18, consacrerà al rito di quest’Ordine, dopo un percorso di formazione durato tre anni, Marina Colombini, Beatrice Boscherini e Milena Panimbono. Dall’8 settembre le consacrate umbre dell’Ordo virginum saranno quindici, di cui nove dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

Cosa fanno nella vita Marina, Beatrice e Milena? Marina, classe 1963, di professione maestra elementare, proviene dalla parrocchia di Castel del Piano, dove è impegnata nelle cellule di evangelizzazione e nel volontariato. Beatrice, classe 1967, insegnante di religione cattolica, è attiva nella parrocchia di Petrignano del Lago, dove svolge attività di catechismo e animazione. Milena, classe 1953, dipendente nella Pubblica Amministrazione, è impegnata nella parrocchia di Santo Spirito in attività di volontariato e gruppi di preghiera.

A presentarci la storia e le finalità dell’Ordo virginum è Laura Lana sulle colonne de «La Voce» in edicola questo fine settimana.

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Sono circa 650 in tutta Italia le donne che hanno scelto di ricevere il rito di consacrazione dell’Ordo virginum. Altre 400 si stanno formando per riceverlo. L’Ordo virginum rappresenta il più antico rito di consacrazione della Chiesa, se ne ha memoria già tra le prime comunità cristiane. Si tratta di uno stato di vita consacrata laica rivolto a donne che, pur continuando a vivere nel mondo secondo uno stile di vita ordinario, hanno scelto di dedicarsi al servizio di Dio, della Chiesa e del prossimo.

L’Ordo virginum scomparve tra il III e il IV secolo d. C. per motivi sociali: era impossibile per una donna vivere nel mondo senza avere la protezione e il sostegno economico di un uomo. Si diffusero così le forme religiose di vita consacrata, dove la scelta vocazionale comportava la vita all’interno di un ordine e di un convento e la conseguente protezione della donna in termini sociali ed economici.

È stato il Concilio vaticano II a ripristinare questa forma di consacrazione con la Sacrosantum concilium del 1963 (il nuovo Rito è promulgato nel 1970), che da allora non ha mai smesso di portare nuove vocazioni.

«A riprova – spiega Maddalena Mazzeschi, prima consacrata in Umbria nel 1998, insieme a Simonetta Cesarini – che si tratta di uno stato di vita che risponde alle esigenze attuali delle donne”. Lo scorso anno l’Ordo virginum ha ricevuto l’ultimo importante tassello di affermazione. «I vescovi italiani – spiega Maddalena – hanno pubblicato una nota pastorale che spiega nel dettaglio caratteristiche, ruoli e modi di questa consacrazione. Prima, non avendo una regola o un carisma univoco a cui richiamarsi, l’Ordo virginum metteva spesso in difficoltà i vescovi, che non sapevano come muoversi di fronte alle singole richieste».

Le donne che ricevono la consacrazione dell’Ordo virginum hanno, infatti, una vita ordinaria: lavorano nei più svariati ambiti, non portano segni distintivi, non hanno nessun servizio pastorale specifico.

«Abbiamo una proposta di castità – spiega Maddalena -, ma non facciamo voto di povertà e di obbedienza. In realtà, però, abbiamo una sorta di obbedienza nei confronti del nostro vescovo, che è il nostro unico punto di riferimento, è lui che esprime il discernimento in ordine al cammino di ogni singola persona, è con lui che definiamo il nostro servizio pastorale in base allo specifico carisma di ognuna. Si tratta di una grande ricchezza della Chiesa, perché ci permette di essere nel mondo e di portare la Parola di Dio anche nei posti e alle persone più impensabili».

«Il rito di consacrazione – spiega Simonetta Cesarini – è solo l’ultima tappa di un percorso lungo che ha portato le tre donne a scegliere questo tipo di vita consacrata. Tutte provengono non solo da diversi contesti lavorativi, ma sono anche attivamente impegnate in diversi tessuti parrocchiali, dove espletano servizi in linea con il loro carisma personale. Dopo la consacrazione, continueranno a muoversi nei loro specifici contesti, pur avendo con noi momenti comuni di approfondimento e aggiornamento, ma soprattutto illuminate dalla nuova grazia ricevuta».

A cura di Laura Lana – «La Voce»

Natività della Beata Vergine

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