NARNI – NUOVE INDAGINI ARCHEOLOGICHE NELLA CHIESA DI SANT’AGOSTINO

chiesa(umbriajournal.com) NARNI -Considerato l’elevato potenziale archeologico dell’area in cui sorge la chiesa di Sant’Agostino a Narni e la carenza di informazioni circa la storia dell’edificio religioso e del sito su cui insiste, il Centro di Studi Storici di Narni, in collaborazione con la parrocchia dei Santi Giovenale e Cassio di Narni, dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi e del Comune di Narni, ha deciso di avviare delle indagini archeologiche all’interno della chiesa di Sant’Agostino. Gli scavi, cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito del programma operativo della Regione Umbria, saranno condotti per conto della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria dall’archeologo Giulio Faustini.
Tale intervento si inserisce nel percorso che la parrocchia sta cercando di avviare per riportare l’attenzione su un luogo carico storia che narra tempi in cui, a Narni, forte erano le esperienze religiose vissute e proposte a quanti abitavano all’interno delle mura.
“Una sfida – spiega il parroco della Cattedrale di Narni, don Angelo D’Andrea – per non dimenticare il patrimonio storico, artistico, religioso che ci è stato tramandato nei secoli e un invito ai narnesi affinché si interessino concretamente di questo patrimonio, insito nel dna della città stessa”.

L’imponente complesso architettonico di Sant’Agostino sorge sul versante orientale dell’altura che ospita il centro storico della città di Narni. E’ costituito dalla vasta chiesa e dai ruderi dell’adiacente convento, da poco restaurati. La costruzione religiosa sorge in un’area di notevole interesse dal punto di vista storico-archeologico: il complesso degli agostiniani è collocato a cavallo del circuito murario della Narnia romana, mentre la chiesa sembra insistere nello stesso punto in cui un tempo sorgeva il più antico edificio di culto di Sant’Andrea della Valle. Le mura romane, erette subito dopo la deduzione coloniale del 299 a.C., correvano in corrispondenza dei lati settentrionali della Cattedrale dedicata al Vescovo Giovenale e di piazza Cavour, proseguendo lungo il fronte meridionale di via Caterina Franceschi Ferrucci. Da questo allineamento, coincidente con il limite meridionale della colonia, il circuito difensivo doveva giungere nel punto in cui oggi si trova la chiesa di Sant’Agostino, da dove proseguiva verso nord, fino a raggiungere la porta inferior, collocabile in prossimità dell’incrocio tra via Marcellina e via Gattamelata. Almeno a partire dall’XI secolo d.C. la città di Narni risulta essere divisa in sei regiones: la regio S. Andreae, la regio S. Mariae Maioris, la regio S. Juvenalis, la regio S. Mariae Impensulis, la regio S. Severini e la regio S. Valentini sive Marilinata sive Vallis. Le regiones prendevano il nome dalla chiesa più importante della propria zona ed è all’interno di questo contesto che si ha notizia per la prima volta della chiesa di Sant’Andrea della Valle, uno degli edifici di culto più importanti della Narni medievale. Nel 1266 il vescovo di Narni, Orlando, decise di donare la vecchia Chiesa di Sant’Andrea ai frati agostiniani, che fino a quel momento risiedevano in un convento collocato all’esterno della città. Dopo aver utilizzato per alcuni decenni il vecchio edificio di culto, i frati, tra il Trecento ed il Quattrocento, realizzarono l’attuale Chiesa di Sant’Agostino.

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