Messa Crismale in San Lorenzo

MESSA CRISMALE IN SAN LORENZO 2013di Riccardo Liguori (UJ.com3.0) PERUGIA – «Vedo la nostra cattedrale gremita di fedeli nel giorno in cui rinnoviamo le nostre promesse sacerdotali e questo testimonia che la nostra Chiesa è viva, perché il popolo di Dio è accanto ai suoi pastori». A dirlo è l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti a inizio della solenne concelebrazione della Messa Crismale nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, tenutasi nel pomeriggio del Mercoledì Santo (27 marzo) ed aperta dalla processione di numerosi sacerdoti, religiosi, diaconi e seminaristi dal palazzo arcivescovile alla cattedrale. Concelebranti sono stati l’arcivescovo emerito mons. Giuseppe Chiaretti e l’abate benedettino dom Giustino Farnedi e tra i numerosi fedeli giunti da molte parrocchie c’era un nutrito gruppo di ragazzi che nel corso dell’anno riceveranno la Cresima.

«Oggi, carissimi fratelli e sorelle, attorno al vescovo e al suo presbiterio risalta l’unità della Chiesa diocesana – ha evidenziato, nell’omelia,  mons. Bassetti –. L’olio dei catecumeni ci chiama tutti, anche se in diverso modo, a mantenerci solleciti nell’impegno e nella fatica e ci ricorda che il battesimo non è soltanto una data, ma un costante cammino nella vita… Anche il ministero episcopale, presbiterale e diaconale non è una data, ma una vita, in cui abbiamo la possibilità di compiere le stesse azioni di Gesù Cristo e di vivere più vicino a lui per essere più facilmente suoi discepoli. Ecco la gioia, fratelli presbiteri, del nostro ministero ordinato. Questa gioia non è anzitutto per noi la ricerca di frutti subito visibili, perché allora vorrebbe dire che Gesù stesso avrebbe fallito. La gioia del nostro ministero non è aver potere e potenza, come ha sottolineato il Santo Padre, perché Gesù anche in questo fu spiazzato. La gioia del ministero non è neppure la vittoria, perché Gesù mori in croce. La gioia del nostro ministero, fratelli presbiteri, è la potenza della Parola e la grazia del sacramento. La gioia del ministero è che noi, non siamo padroni di nulla, ma ministri per servire alla Parola, al sacramento e per amore (servi per amore) della nostra gente».Mons. Bassetti si è poi soffermato sul «grande dono dell’Anno della Fede, per cui sentiamo il bisogno di ringraziare Papa Benedetto XVI per averlo indetto e per il grande dono che gli otto anni del suo Pontificato sono stati per la Chiesa. Il Signore lo ricompensi per le sue fatiche. Inoltre, vogliamo ringraziare il Signore per il dono di Papa Francesco: una vera carezza di Dio in un tempo difficile per la Chiesa e per il mondo».

«In questo giorno santo – ha proseguito l’arcivescovo – vi confesso che seguo sempre con amore, talvolta anche con una certa apprensione, il vostro ministero bello ed esaltante e prego che nessuno di voi ceda mai nella tentazione di viverlo senza entusiasmo e per inerzia. In una società fragile, quale è la nostra e in un contesto di cattolicità convenzionale, potremmo essere tentati di non comprendere a fondo che tutto nella nostra vita è dono di Cristo e del suo Spirito. Apriamo il cuore fratelli, perché Gesù ogni giorno possa fare in noi ciò che noi siamo chiamati a fare nella sua Chiesa. Ma se purtroppo capitano talvolta situazioni che manifestano confusione e smarrimento, anche per cattiva testimonianza di qualche consacrato o credente, ciascuno di noi può toccare con mano quante persone, anche anonime, testimoniano amorosamente il regno di Dio. Uomini e donne, padri, madri di famiglia che si alzano al mattino per lavorare, che faticano per mettere al mondo figli e mantenerli; giovani buoni e puliti; persone che quotidianamente spendono se stessi piegandosi sui loro fratelli sofferenti con amore e che soffrono intimamente per la propria inadeguatezza ad essere conformi al Vangelo. Ecco la nostra Chiesa, bella! Tutti costoro, frutto anche del nostro generoso ministero di presbiteri, diventano forza di testimonianza e stimolano noi sacerdoti ad essere più disponibili nei confronti della nostra gente. Cari fratelli presbiteri, facciamo in modo che la nostra madre e sposa, la santa Chiesa, la nostra amatissima Chiesa perugino-pievese, possa essere sempre più luminosa e splendente per il suo Signore!»

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