L’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti alla celebrazione eucaristica

bassetti(UJ.com) CITTA’ DEL VATICANO – Sin dalle prime luci dell’alba di oggi (martedì 19 marzo) migliaia di fedeli hanno raggiunto Piazza San Pietro per partecipare alla celebrazione eucaristica di inizio ministero petrino di Papa Francesco. Tutta Via della Conciliazione era un’immensa fiumana con voci e colori diversi provenienti dai cinque continenti, un arcobaleno di persone accomunate dalla fede e nel voler essere lì per salutare ed esprime il proprio sentimento di gioia e di speranza a Papa Francesco nel giorno dell’inizio del suo ministero petrino, coinciso con la festa liturgica di san Giuseppe. Da Perugia e dall’Umbria, in particolare dalla Diocesi di Assisi, diversi fedeli hanno raggiunto Roma per partecipare all’importante celebrazione in San Pietro.

 

C’erano anche tre presuli umbri, gli arcivescovi di Perugia, mons. Gualtiero Bassetti, e di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, rispettivamente presidente e vice presidente della Conferenza episcopale umbra (Ceu), e il vescovo di Orvieto-Todi, mons. Benedetto Tuzia. Mons. Bassetti ha preso parte alla celebrazione anche in qualità di vice presidente della Cei, che, proprio in questi giorni, è riunita a Roma per la sessione primaverile del suo Consiglio permanente. L’arcivescovo di Perugia ha voluto esserci soprattutto come “ambasciatore” dell’intera comunità diocesana perugino-pievese presso Papa Francesco; comunità che nel prossimo settembre rivivrà l’esperienza del grande pellegrinaggio diocesano alla tomba di Pietro del novembre 2011, quando quasi cinquemila fedeli dell’Archidiocesi umbra raggiunsero Roma per pregare e per incontrare Papa Benedetto XVI insieme al loro vescovo.

 

«Sono rimasto colpito dal clima di semplicità di questa liturgia, nonostante la solennità dell’evento epocale e mondiale. I frati della Verna sono stati i ministranti della liturgia papale e sono stati i primi a comparire dopo la croce processionale sul sagrato della Basilica di San Pietro». Sono le prime parole pronunciate l’arcivescovo mons. Bassetti a pochi minuti dalla fine della celebrazione eucaristica di inizio ministero petrino di Papa Francesco. Parole dal tono commosso e, al tempo stesso, piene di gioia, di soddisfazione, di speranza. «La semplicità delle vesti liturgiche dava ancora maggiore spicco e autorevolezza alla persona di Papa Francesco – ha proseguito mons. Bassetti –. Nell’omelia, seguendo le letture della liturgia del giorno, la solennità di san Giuseppe, il Santo Padre più volte è tornato a sottolineare la parola “custode”: Giuseppe custode di Gesù e Maria. Da qui possiamo cogliere il suo richiamo al dovere per tutta la Chiesa di custodire con tenerezza ogni creatura, soprattutto i piccoli, i fragili, i poveri, i deboli: coloro che secondo le categorie di questo mondo non contano nulla. Custodire i propri fratelli con affetto e tenerezza».

 

«La parola “tenerezza” – ha evidenziato l’arcivescovo – è stata pronunciata una decina di volte da Papa Francesco, segno che all’interno della Chiesa i rapporti devono cambiare. La tenerezza è il clima che si vive nel fidanzamento, all’interno della famiglia: la Chiesa deve assumere un atteggiamento più familiare». «Inoltre, il Santo Padre – ha ricordato mons. Bassetti – ha sottolineato con un riferimento esplicito a Francesco, quello che è il dovere primario di custodire il Creato. Il Papa non ha eluso il tema dell’autorità che gli viene da Dio nel governo della Chiesa: ha parlato di “potere”. Ma quale potere? Quello consegnato da Gesù a Pietro: “pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle con la forza dell’amore e della tenerezza”». «Infine, come Papa Francesco fece subito dopo la sua elezione – ha concluso il presule –, ha chiesto a tutti i fedeli e le sorelle presenti il dono della preghiera».

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