“LA VOCE” IL PRIMO INTERVENTO DI MONS. ERNESTO VECCHI

Vescovo Ernesto Vecchi

vecchi_monsignore(UJ.com3.0) TERNI – La rubrica del settimanale cattolico «La Voce», che propone in ogni numero un intervento di un vescovo della regione ecclesiastica umbra, nell’ultimo numero in edicola venerdì 12 aprile, ospita per la prima volta la firma del vescovo Ernesto Vecchi, amministratore apostolico della Diocesi Tern-Narni-Amelia con un interessante articolo dal titolo “La luce della Pasqua”. Una riflessione quella del presule, oggi alla guida della Diocesi di Terni, che partendo da quella che è considerata la “notte della ragione”, ossia la perdita della consapevolezza critica «dell’uomo “evoluto– scrive mons. Vecchi – quello dei lumi, prima, e quello tecnologico, poi che col suo disincanto ha tentato di costruire da solo il suo futuro», non tralascia di affrontare le questioni di attualità politica». «La separazione tra fede e ragione è il dramma della nostra epoca, perché ha distrutto la capacità di ragionare – prosegue mons. Vecchi – e lo dimostra anche l’incapacità d’intesa tra gli schieramenti politici emersi dall’ultima competizione elettorale: di fronte alle emergenze che strangolano le aziende e privano le nuove generazioni del loro futuro, si è continuato a “menare il can per l’aia”. Anziché collaborare si è messa in campo una tattica politica di basso profilo, che insegue le onde emotive del momento, mortificando le storiche potenzialità creative e imprenditoriali del nostro Paese». Riferendosi poi all’Umbria «regione abitata da gente “di pasta buona”», il vescovo Vecchi sollecita la comunità regionale a «mettersi in prima fila nel rinnovamento della Chiesa, sulle orme di San Francesco e dei tanti martiri che, col loro sangue, hanno irrigato questa terra benedetta dal Signore. Senza la fede in Gesù Cristo, morto e risorto, non si va da nessuna parte. E Cristo, oggi, vive nella sua Chiesa mediante l’Eucarestia».

Il testo integrale del vescovo mons. Vecchi è consultabile sul sito www.lavoce.it, nella rubrica “Parola di Vescovo”.

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