La partecipazione delle Caritas umbre al 36° convegno nazionale

36° convegno caritas diocesane(UJ.com3.0) PERUGIA – Tre ampi servizi, pubblicati nel sito web ufficiale della Ceu (www.chiesainumbria.it), sono dedicati al 36° Convegno nazionale delle Caritas diocesane promosso dalla Caritas italiana, dal 15 al 18 aprile a Montesilvano (Pe), sul tema “Educare alla fede per essere testimoni di umanità”, in particolare alla partecipazione del folto gruppo di umbri in rappresentanza delle otto Caritas diocesane della regione: Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Città di Castello, Foligno, Gubbio, Orvieto-Todi, Perugia-Città della Pieve, Spoleto-Norcia, Terni-Narni-Amelia.

Nell’ambito di questo 36° Convegno si è svolta anche la “sessione primaverile” del Coordinamento nazionale degli addetti alla comunicazione delle Caritas diocesane presso la Caritas italiana, proposta lo scorso autunno dal responsabile dell’Ufficio stampa e comunicazione della Caritas diocesana di Perugia. I lavori di questo Coordinamento sono stati dedicati ai social network, al loro ruolo e incidenza nel piano di comunicazione globale della Chiesa e in particolare della Caritas. Sono state messe a fuoco potenzialità e problematicità di questi strumenti ed è emerso che uno dei rischi è quello che diventino un veicolo di critica negativa e di sfogo, ma al contempo si è sottolineato che possono anche rappresentare un’ulteriore opportunità per ascoltare i bisogni delle persone in difficoltà.

Proprio l’ascolto è stato al centro dei “gruppi di confronto” organizzati su cinque ambiti (migranti, famiglie, giovani, persone che vivono forme diverse di solitudine, persone che sperimentano dipendenze), ai quali hanno partecipato i circa 600 convegnisti in rappresentanza di 161 Caritas diocesane. Il filo conduttore dei diversi gruppi – hanno rilevato i convegnisti umbri – sono state le problematiche delle persone che arrivano ai Centri di Ascolto diocesani e parrocchiali colpite dalla crisi economica.

Su quanto viene fatto dalla Chiesa in Umbria nel fornire servizi e percorsi educativi per limitare le devastanti conseguenze di questa crisi, i rappresentanti delle Caritas hanno presentato nei “gruppi di confronto” l’esperienza del “Fondo di solidarietà” a favore delle famiglie in difficoltà. E’ un’iniziativa giunta al suo quarto anno di vita, che non ha solo come obiettivo il sostegno economico, ma una finalità pedagogica nel promuovere forme di solidarietà per chi è in difficoltà e tra coloro che lo sono e, nel contempo, di sensibilizzare le persone a stili di vita più sobri.

A metà aprile 2013 il “Fondo di solidarietà” ha raccolto (nelle quattro collette promosse tra il 2009 ed il 2012) complessivamente circa 2.600.000 euro, di cui quasi due milioni e mezzo già erogati in quattro anni a 1.709 famiglie così ripartite per ciascuna delle otto diocesi: 142, Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino; 172, Città di Castello; 141, Foligno; 66, Gubbio; 148, Orvieto-Todi; 554, Perugia-Città della Pieve; 183, Spoleto-Norcia; 303 Terni-Narni-Amelia. Da segnalare che 49 famiglie beneficiarie del “Fondo di solidarietà” vi hanno rinunciato sia per aver ritrovato il lavoro sia per essersi trasferite fuori regione.

Al 36° Convegno nazionale delle Caritas si è posto l’accento anche sulla necessità di investire sempre più sulla formazione e sul potenziamento delle Caritas diocesane, sviluppando percorsi educativi per le comunità locali affinché siano capaci di testimoniare nel quotidiano che la carità è l’intima natura della Chiesa ed è esigenza concreta della fede cristiana. I partecipanti umbri hanno rilevato ai microfoni della trasmissione quotidiana “Gocce di carità” di Umbria Radio che, di fatto, non ci sono nuove povertà, ma nuovi volti che si trovano a fronteggiare povertà antiche o recentemente acquisiste e nuove persone che si trovano a toccare con mano cosa significa la povertà, in gran parte per la mancanza del lavoro.

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