La “Fiaccola Benedettina” 2013 a Parigi, in occasione dell’850° anniversario di fondazione della cattedrale di Notre Dame

notre-dame-parigi-francia(UJ.com3.0) PARIGI – Concluso il viaggio della “Fiaccola Benedettina” a Parigi (14-17 marzo). I tre luoghi simbolo del monachesimo fondato da S. Benedetto – Norcia dove è nato, Subiaco dove ha vissuto oltre trenta anni e fondato molti cenobi e Montecassino dove ha scritto la Regola ed è morto – hanno scelto quest’anno la capitale francese quale meta del gemellaggio. La Fiaccola, accesa a Norcia lo scorso 8 marzo, è stata accolta nella cattedrale di Notre Dame nell’anno in cui si celebrano gli 850 anni della sua fondazione. La Delegazione di Norcia era guidata dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, e dal sindaco di Norcia, Gian Paolo Stefanelli. C’erano poi altri tre sindaci: quello di Spoleto Daniele Benedetti, quello di S. Anatolia di Narco Tullio Fibraroli e quello di Monteleone di Spoleto Marisa Angelini. Infine, facevano parte della delegazione: Ida Gentili, assessore del comune di Norcia ai Servizi sociali; Luca Balsana e Venanzo Santucci, consiglieri comunali a Norcia; Fausto Galilei, presidente dell’Ati 3 dell’Umbria (Ambito territoriale integrato); don Luciano Avenati,

arciprete di Norcia; padre Cassian Folsom, priore dei monaci di Norcia; Ivo Amici, dipendente del Comune di Norcia; Valter Boccolini, agente della Polizia municipale di Norcia con il gonfalone; Livio Proia, Marco Valesini, Davide Fraschetti e Aldo Taschetti, tedofori; Francesco Carlini, giornalista; Alessandro Pratelli, immagini video. La delegazione di Cassino era, invece, guidata da padre Pietro Vittorelli, abate di Montecassino, e da Giuseppe Golini Petrarcone, sindaco di Cassino. Quella di Subiaco da un rappresentante dell’abate Mauro Meacci (la sua segretaria) e dal sindaco Francesco Pelliccia.
L’elezione di papa Francesco.

La Delegazione nursina è arrivata all’aeroporto “De Gaulle” di Parigi alle ore 19.05 di mercoledì 13 marzo: stessa ora e stesso giorno della fumata bianca che ha annunciato al mondo il nuovo Papa. Ritirati i bagagli, tutti i membri della delegazione si sono ritrovati all’ingresso dell’aeroporto, dove c’era uno schermo, per assistere all’annuncio del nome del successore di Benedetto XVI. Quando il Cardinale protodiacono ha scandito il nome dell’argentino gesuita Jorge Mario Bergoglio quale nuovo Vescovo di Roma tutti i membri della Delegazione – dall’arcivescovo Boccardo al sindaco Stefanelli – hanno manifestato la loro gioia con un lungo applauso.
Ricevimento in Ambasciata. Il primo impegno ufficiale per la Delegazione della “Fiaccola Benedettina” è stato giovedì 14 marzo all’Ambasciata d’Italia a Parigi, ove è stata accolta dall’ambasciatore Giandomenico Magliano. «Sono lieto – ha detto il rappresentante del Governo italiano – di accogliervi in questa sede, una delle più prestigiose Ambasciate di Francia. Il messaggio di S. Benedetto, che voi veicolate anche con il simbolo della Fiaccola, è stato e continua ad essere un modello importante per l’Europa». Da sottolineare che il palazzo che ospita l’Ambasciata d’Italia è attiguo a quello del Primo ministro francese.

Poi, c’è stato un ricevimento al Centro Italiano di Cultura a Parigi diretto da Marina Valenzise. Dopo la presentazione della storia e delle peculiarità di Norcia, Subiaco e Cassino e si sono tenuti i discorsi ufficiali. «È un piacere – ha detto mons. Renato Boccardo arcivescovo di Spoleto-Norcia – essere qui ad accompagnare la “Fiaccola Benedettina” simbolo col quale riproporre all’uomo di oggi il messaggio di S. Benedetto. Il patrono d’Europa ci ha insegnato a vivere da amici, ci ha parlato di verità e di giustizia, del bene da raggiungere anche con qualche sacrificio. E noi, comunità eredi di questo messaggio, da anni portiamo i valori benedettini nelle capitali europee per suscitare nuovamente l’impegno nelle nostre civiltà moderne, spesso confuse. Portare la Fiaccola a Parigi, città moderna, di grande pensiero, è un segno di speranza che ci fa affermare come anche il nostro tempo abbia bisogno di una luce che indichi il senso a ciò che si alle azioni che si compiono». Gian Paolo Stefanelli, invece, ha voluto ricordare la ritrovata unità dei tre luoghi benedettini, ovvero Norcia, Cassino e Subiaco.

«Di questo – ha detto – sento di dover ringraziare due persone in particolare: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo e l’abate di Montecassino, padre Pietro Vittorelli, i due grandi artefici di questa “ri-nata” collaborazione, che tutti auspicavamo». Poi, Stefanelli ha voluto sottolineare la portata storica di questa edizione 2013 della Fiaccola, iniziata con l’elezione di papa Francesco. E ha ricordato altre due edizione significative della Fiaccola: «A marzo 1981 eravamo a Berlino – ha ricordato – e nel successivo novembre cadeva il Muro che divideva quella città; nel 1990, invece, ci trovavamo a Praga e pochi giorni dopo si sarebbe tenuta l’ultima riunione dell’alleanza militare tra i Paesi di blocco sovietico, conosciuta come Patto di Varsavia».

Visita all’abbazia di Fleury. Venerdì 15 marzo c’è stata la visita all’abbazia di Fleury a S. Benoit sur Loire, sulle rive del fiume Loira, a 35 km da Orléans. Secondo una tradizione locale, nella cripta dell’abbazia sono conservate le reliquie di S. Benedetto: nel 672 alcuni monaci di Fleury decisero di andare a recuperare i resti abbandonati di S. Benedetto all’abbazia di Montecassino, distrutta dai Longobardi. Il momento centrale della visita è stata la Messa celebrata dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, insieme agli oltre venti monaci che vivono a Fleury. Ha assistito alla celebrazione l’abate di Montecassino, padre Pietro Vittorelli. Nell’omelia Boccardo ha invitato i presenti ad approfondire l’amicizia con Gesù, a pensare come lui, ad agire come lui. «Non basta – ha detto il Presule – una conoscenza superficiale o un’adesione sentimentale al Figlio di Dio. C’è il bisogno, e ce lo ricorda anche S. Benedetto nella Regola, di mettere Cristo alla base della vita cristiana. Così otterremo la sapienza necessaria per vivere bene dentro di noi e, di conseguenza, fuori di noi, nella società».
Celebrazione nella Cattedrale di Notre Dame. Sabato 16 marzo alle ore 18.30 si è tenuta una solenne concelebrazione eucaristica nella splendida cattedrale di Notre Dame a Parigi, gremitissima di persone. La presenza della “Fiaccola Benedettina” e delle Delegazioni di Norcia, Cassino e Subiaco è stata inserita nel programma ufficiale delle manifestazioni per l’850° anniversario di fondazione della Cattedrale. La Messa è stata presieduta da mons. Jérôme Daniel Beau, vescovo ausiliare di Parigi. Il cardinale arcivescovo della capitale francese, André Armand Vingt-Trois, era in Vaticano, dove ha partecipato all’elezione di papa Francesco. L’importanza della “Fiaccola Benedettina” in Francia è stata sottolineata dalla presenza dell’arcivescovo Luigi Ventura, Nunzio Apostolico a Parigi, ovvero il rappresentante del Papa in quello Stato. La “Fiaccola” e i gonfaloni dei Comuni di Norcia, Cassino e Subiaco erano stati sistemati in un lato del presbiterio, ben visibili dalle moltissime persone che riempivano Notre Dame. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, e l’abate di Montecassino, padre Pietro Vittorelli – il primo all’inizio della celebrazione e il secondo alla fine – hanno ringraziato per l’accoglienza, sottolineando come la “Fiaccola Benedettina” non sia uno spettacolo o un’emozione, ma un aggregatore di valori che concorrono al bene comune e alla concordia, che danno speranza all’uomo contemporaneo. Nella sua omelia il Vescovo ausiliare di Parigi ha sottolineato come la “Fiaccola Benedettina” sia un appello alla pace e alla fraternità. Alla celebrazione era presente anche Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Europea. Al termine della Messa, il sindaco di Subiaco, Francesco Pelliccia, a nome anche dei suoi colleghi di Norcia e Subiaco, ha letto il messaggio di pace che gli stessi hanno scritto in occasione delle celebrazioni benedettine del 2013: «La voce di Benedetto – affermano – parla ai nostri cuori, e ripartire dalla sua opera luminosa significa recuperare una forte unità spirituale, culturale e d’identità, unico e prezioso strumento capace di farci superare i momenti di difficoltà che i nostri Paesi stanno attraversando».

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