La diocesi di Città di Castello alla GMG di Rio 2013

gmg(umbriajournal.com) CITTA’ DI CASTELLO – Lorenzo Pecorari, Nicola Santi Amantini, Simone Santi Amantini, Samanta Coltrioli, Filippo Milli, Michele Martini, Giulio Gragnoli, Eleonora Fatti, Federico Pecorari e Mirko Pierli: sono i nomi dei 10 ragazzi della diocesi di Città di Castello, con un’età compresa tra i 18 e 27 anni, che parteciperanno alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù in Brasile, a Rio de Janeiro, nell’incontro di condivisione e preghiera con milioni di giovani di tutte le parti del mondo insieme a papa Francesco.
La partenza è prevista per lunedì 15 Luglio, con il ritorno fissato il 30 del mese stesso. In questo tempo di permanenza in terra brasiliana i 10 partecipanti saranno nei primi giorni in visita a Niterói, città costiera e sede dell’arcidiocesi di Niterói. Si sposteranno poi nei giorni propri della GMG, che vanno dal 24 al 28 Luglio, a Rio de Janeiro, dove, nella notte tra il 27 e il 28, parteciperanno alla Veglia con il Santo Padre, celebrando poi l’Eucarestia il mattino seguente.
Molti della nostra diocesi si sono interessati al viaggio di fede di questi ragazzi e li hanno aiutati, sia con la preghiera, ma anche in modo più concreto, venendo incontro in più modi per sopperire un po’ alle ingenti spese che un viaggio intercontinentale presenta. Un ringraziamento doveroso al Vescovo Domenico Cancian e alla Diocesi di Città di Castello, alle varie parrocchie, in particolar modo quella di San Giustino, ma anche a tutte quelle del territorio che hanno permesso la vendita di dolci al termine delle Sante Messe della domenica e agli sponsor: Banca di Anghiari e Stia, SMP, Austoscuola Tiberina, Confront Market, Avis San Giustino, Scacf spa, Impronta Digitale, Farmacia Eredi Polverini.
«Andate e fate discepoli tutti i popoli!» (Mt 28,19): echeggia forte lo slogan della GMG 2013, un vero e proprio invito al quale i giovani di tutto il mondo si sentono chiamati a rispondere. Una necessità, un bisogno, un desiderio Vero da soddisfare, è questo che i ragazzi di Città di Castello hanno avvertito come una chiamata, nel nome di quel Gesù che chiamano Amico.

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