Con la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri i cristiani sono entrati nella Quaresima

Il cardinale Gualtiero Bassetti: "Quaranta giorni di tempo per riprendere in mano la nostra vita interiore…"

Con la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri i cristiani sono entrati nella Quaresima PERUGIA – «Quaresima, un tempo prezioso in cui ci prepariamo alla Pasqua, fulcro della nostra fede. Quaranta giorni di tempo per riprendere in mano la nostra vita interiore. Tempo di penitenza, di conversione, di gioioso impegno a rientrare in noi stessi, nella contemplazione della croce di Gesù». Così il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti nell’omelia pronunciata alla celebrazione eucaristica del Mercoledì delle Ceneri, il pomeriggio del 1° marzo, nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia. La Quaresima, ha proseguito il porporato, «è tempo di penitenza, di conversione, di gioioso impegno a rientrare in noi stessi, nella contemplazione della croce di Gesù.

Diceva Paolo VI: “Il più grande errore, che rischierebbe di deformare il Vangelo, sarebbe quello di togliere la croce dal centro della fede e della vita cristiana”. Ricordiamoci della parola di san Paolo: “Che non sia resa vana la croce di Cristo”; vana nel suo mistero redentore e vana nel suo insegnamento morale. La Quaresima ci ricorda con forza che, non solo Gesù porta la croce, ma anche i suoi discepoli sono chiamati a portarla con Lui: “Se qualcuno – dice il Signore – vuol venire dietro a me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce, e mi segua”».

Il cardinale ha esortato i fedeli in San Lorenzo dicendo loro: «Non perdiamo questa occasione di grazia, che è la Quaresima. E’ il tempo vissuto da Gesù nel deserto…, tempo in cui permettiamo alla nostra anima, al nostro spirito, di far udire la propria voce perché la nostra parte più autentica e più vera, il bene che è dentro di noi, torni ad orientare la nostra vita».

«Il digiuno che oggi abbiamo fatto (e mi auguro che sia così) – ha auspicato il presule – e l’austero segno delle ceneri sul capo, ci ricordano che nella nostra vita ci sono tanti affanni per cose inutili e poco essenziali. Sono invece necessarie quelle che portano a Dio, a noi stessi e al prossimo».

Soffermandosi sul messaggio quaresimale di papa Francesco, il cardinale Bassetti ha invitato i fedeli «a non accontentarsi di una vita mediocre, a crescere nell’amicizia con il Signore. Per far questo il Santo Padre ci propone la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. E noi ci lasciamo ispirare da questo testo dell’evangelista Luca che ci offre la chiave, dice Francesco, per comprendere come agire per raggiungere la felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione».

«La parabola – ha rilevato l’arcivescovo – presenta due personaggi principali, ma è il povero Lazzaro che viene descritto in maniera più dettagliata: egli si trova in una situazione disperata, come tanti poveri che incontriamo anche noi, e non ha la forza per rialzarsi, giace alla porta del ricco e mangia le briciole che cadono dalla sua tavola… Il ricco non ha nome (la ricchezza è anonima). Il povero porta un nome bellissimo, Lazzaro, che significa “Dio aiuta!”. Il Signore fa di noi tanti Lazzari, perché possiamo essere aiutati da Lui, perché possiamo incontrare il suo volto misericordioso e aiutarci a capire che l’altro è un dono, che ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto e amore! La Parola di Dio ci aiuti ad aprire i nostri occhi perché in questa Quaresima possiamo, davvero, incontrare Cristo vivo, nella Parola stessa, nei sacramenti e nel prossimo».

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