In 150 al corso caritas-acli sul risparmio delle spese domestiche

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Ha riscosso successo il corso dedicato a come imparare a risparmiare nei consumi domestici di acqua, energia elettrica e gas tenutosi nei giorni scorsi presso il “Villaggio della Carità – Sorella Provvidenza” in Perugia, promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con le ACLI provinciali. L’iniziativa è maturata nel cogliere non poca disinformazione delle persone in difficoltà, che si recano presso il Centro di Ascolto della Caritas diocesana per chiedere aiuto nel pagare le bollette delle utenze, spesso alquanto onerose anche per nuclei familiari di sole quattro persone.

I partecipanti a questo primo corso sono stati 150, con età media tra i 30 e i 40 anni, per la maggioranza donne di cittadinanza italiana e straniera, restando molto soddisfatti delle informazioni fornite dall’esperto dell’ACLI Maurizio Pierdomenico. Questi ha spiegato, tra le altre cose, come leggere correttamente le bollette, come scegliere attentamente il fornitore di energia elettrica senza farsi abbagliare facilmente dalle promesse di risparmio, ma ha dato anche qualche suggerimento pratico per limitare i consumi. Una sorta di educazione all’economia domestica che è risultata molto utile. Tant’è che già dal giorno successivo all’incontro, alcuni utenti del Centro di Ascolto sono tornati per chiedere di poter già mettere in atto alcune “pratiche di risparmio” sui contratti delle utenze, con l’aiuto dei volontari Caritas.

«Il corso è stato molto partecipato – spiega l’operatrice Caritas Silvia Bagarelli – i presenti hanno fatto numerose domande e soddisfatti di apprendere come poter risparmiare sulle bollette. Dato l’interesse che questa iniziativa ha suscitato, pensiamo di ripeterla nel prossimo autunno, nonché di aggiungere dei momenti informativi e formativi su come evitare lo spreco di cibo, altro tema molto importante ed utile. I nuovi corsi pensiamo di estenderli non solo agli utenti e ai volontari dei Centri di Ascolto delle Caritas parrocchiali, ma a tutti i cittadini».
Su questo argomento si è espressa anche la direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni: «L’dea è di fare degli incontri sull’importanza del recupero del cibo, di “contrastare” questo concetto di scarto tipico della nostra società. A ricordarcelo spesso è papa Francesco nell’esortarci come singoli, famiglie e società intera ad un’ampia condivisione dei beni».

«Abbiamo visto con l’apertura dell’“Emporio della Solidarietà” – evidenzia la direttrice della Caritas perugina – come ci sia la possibilità di recuperare cose che andrebbero distrutte. Penso spesso al dato che siamo 8 miliardi nel mondo e viene prodotto cibo per 12 miliardi di persone. Almeno un miliardo non mangia adeguatamente e noi distruggiamo cibo per ben 5 miliardi di persone. Questo dato fa paura. E’ una cifra dolorosa. Abbiamo tutti una responsabilità in questo, ciascuno ha una sua responsabilità, dalla singola famiglia fino ai politici come in Francia, dove è stata fatta una legge che impone sia alla GDO che alla piccola distribuzione di consegnare tutto quello che dovrebbe essere distrutto e che, invece, può essere ancora utilizzato da organismi ONG come gli “Empori Caritas”».

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