Il Papa al Regina Caeli: la Chiesa annunci con coraggio Cristo risorto

1_0_682741(di Radio Vaticana) Grande folla di fedeli, almeno 80mila, anche oggi in Piazza San Pietro per il Regina Caeli di Papa Francesco in una stupenda giornata primaverile. Al centro del discorso del Pontefice la pagina degli Atti degli Apostoli che si legge nella Liturgia di questa Terza Domenica di Pasqua. Il servizio di Sergio Centofanti:
“Cari fratelli e sorelle, buongiorno!”.
E’ il saluto ormai consueto con cui il Papa si rivolge ai tanti fedeli riuniti in Piazza San Pietro. La pagina biblica citata dal Pontefice riferisce che “la prima predicazione degli Apostoli a Gerusalemme riempì la città della notizia che Gesù era veramente risorto, secondo le Scritture, ed era il Messia annunciato dai Profeti”. I sommi sacerdoti e i capi della città cercano di stroncare sul nascere la comunità dei credenti e fanno imprigionare gli Apostoli, ordinando loro di non insegnare più nel suo nome. Ma Pietro e gli altri Undici rispondono: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù … lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore… E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo»”. Gli Apostoli vengono flagellati e gli viene nuovamente imposto “di non parlare più nel nome di Gesù”. Ma essi se ne vanno, “lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi” a causa del Signore.
Il Papa si chiede dove abbiano trovato i primi discepoli “la forza per questa testimonianza” e da dove venisse “la gioia e il coraggio dell’annuncio, malgrado gli ostacoli e le violenze”. “Non dimentichiamo – ha affermato il Papa – che gli Apostoli erano persone semplici, non erano scribi, dottori della legge, né appartenenti alla classe sacerdotale. Come hanno potuto, con i loro limiti e avversati dalle autorità, riempire Gerusalemme con il loro insegnamento?”:
“E’ chiaro che solo la presenza con loro del Signore Risorto e l’azione dello Spirito Santo possono spiegare questo fatto. E’ il Signore che era con loro e lo Spirito che li spingeva alla predicazione spiega questo fatto straordinario. La loro fede si basava su un’esperienza così forte e personale di Cristo morto e risorto, che non avevano paura di nulla e di nessuno, e addirittura vedevano le persecuzioni come un motivo di onore, che permetteva loro di seguire le orme di Gesù e di assomigliare a Lui, testimoniandolo con la vita”.
Questa vicenda della prima comunità cristiana – ha proseguito – “ci dice una cosa molto importante, che vale per la Chiesa di tutti i tempi, anche per noi”:
“Quando una persona conosce veramente Gesù Cristo e crede in Lui, sperimenta la sua presenza nella vita e la forza della sua Risurrezione, e non può fare a meno di comunicare questa esperienza. E se questa persona incontra incomprensioni o avversità si comporta come Gesù nella sua Passione: risponde con l’amore e con la forza della verità”.
Il Papa ha quindi chiesto l’aiuto di Maria affinché “la Chiesa in tutto il mondo annunci con franchezza e coraggio la Risurrezione del Signore e ne dia valida testimonianza con segni di amore fraterno”:
“L’amore fraterno è la testimonianza più vicina che noi possiamo dare del fatto che Gesù è con noi vivo, che Gesù è risorto. Preghiamo in modo particolare per i cristiani che soffrono persecuzione: ma in questo tempo, ci sono tanti cristiani che soffrono persecuzioni, tanti, tanti in tanti Paesi! Preghiamo per loro con amore, dal nostro cuore: sentano la presenza viva e confortante del Signore Risorto”.

Dopo il Regina Caeli, Papa Francesco ha ricordato che ieri, a Venezia, è stato proclamato Beato Don Luca Passi, sacerdote bergamasco del 1800, fondatore dell’Opera laicale Santa Dorotea e dell’Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea:
“Rendiamo grazie a Dio per questa testimonianza di questo Beato!”
E oggi – ha detto ancora – in Italia si celebra la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema «Le nuove generazioni oltre la crisi»:
“Questo Ateneo, nato dalla mente e dal cuore di Padre Agostino Gemelli e con un grande sostegno popolare, ha preparato migliaia e migliaia di giovani ad essere cittadini competenti e responsabili, costruttori del bene comune. Invito a sostenere sempre questo Ateneo, perché continui ad offrire alle nuove generazioni un’ottima formazione, per affrontare le sfide del tempo presente”.
Infine ha salutato “con affetto tutti i pellegrini presenti, provenienti da tanti Paesi”, le famiglie, i gruppi parrocchiali, i movimenti, i giovani e, in particolare, il pellegrinaggio della diocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, con l’arcivescovo Buoncristiani. Un pensiero speciale ha rivolto anche per i ragazzi e le ragazze “che si stanno preparando alla Cresima”. Quindi il saluto finale:
“A tutti voi buona domenica a tutti e buon pranzo!”.

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