Il Papa a San Paolo fuori le Mura per la prima visita nella Basilica Ostiense

1_0_682739(di Radio Vaticana) Papa Francesco è giunto nel pomeriggio per nella Basilica di San Paolo fuori le Mura per la solenne Celebrazione eucaristica in occasione della sua prima visita come Vescovo di Roma nella Chiesa ostiense che custodisce la tomba di San Paolo. Ad accoglierlo tutta la comunità benedettina con l’abate Edmund Power che, al microfono di Fabio Colagrande, ci descrive il programma di questo pomeriggio:
R. – Il Santo Padre arriva, come tutti i Papi, al quadriportico, nella parte della facciata principale della Basilica e, dopo aver salutato la comunità, si veste con i paramenti sacri. C’è poi la grande processione d’ingresso. La nostra Basilica è enorme e dunque ci aspettiamo una grande folla. Arrivato alla Confessio, dove si trova la tomba dell’apostolo Paolo, c’è un momento di venerazione e quindi la Santa Messa. Lui presiede la Messa dal trono, nell’abside, essendoci più spazio. Si può, infatti, così usare tutta la Basilica per i fedeli. Alla fine forse ci sarà anche un momento dedicato alla venerazione dell’icona della Madonna, davanti alla quale Sant’Ignazio di Loyola, nel ‘500, pronunciò la sua professione religiosa.
D. – Che significato ha per la vostra comunità benedettina dell’Abbazia di San Paolo questa visita di Papa Francesco?
R. – Qualsiasi visita del Papa ha un grande significato per noi, perché riteniamo che la fondazione della nostra comunità benedettina risalga più o meno all’anno 720, ad opera di Papa Gregorio II, allo scopo di assistere il Papa nella sua responsabilità di accogliere i pellegrini alla tomba di Paolo. C’è sempre, dunque, questo collegamento particolare con il Papa, con il vescovo di Roma. E noi, quindi, ci riteniamo il monastero papale. Questa sarà la prima visita di Papa Francesco, anche lui religioso come noi, cioè gesuita. Siamo molto contenti di poterlo accogliere nella Basilica di San Paolo, nella “sua” comunità monastica, che è qui per collaborare con lui, in qualità di vescovo di Roma e di pastore della Chiesa universale, per i bisogni dei pellegrini che vengono a Roma.
D. – Che significato assume il gesto del Papa di pregare sulla tomba di San Paolo? Il successore di Pietro che prega sulla tomba dell’apostolo delle genti…
R. – Si parla spesso del ministero petrino del vescovo di Roma. La Chiesa di Roma, però, dall’inizio, non è solo la Chiesa di Pietro: è sia la Chiesa di Pietro che di Paolo e i due apostoli insieme simboleggiano la totalità della Chiesa, il suo senso di integrità, di unità, di centralità e poi anche il suo senso missionario, il senso dinamico; tutti e due gli aspetti sono ugualmente importanti. A mio parere, dunque, lui è ugualmente, in un certo senso, il successore di Paolo nel suo ministero, un ministero quindi “pietropaolino”. Questo è ciò che può dire un abate di San Paolo fuori le Mura.

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