Festa del “Villaggio della Carità” a Perugia

Tutto è pronto per l’inaugurazione dell’Emporio della Solidarietà “Tabgha” della Caritas diocesana perugino-pievese realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e della Caritas italiana all’interno del complesso edilizio del “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza”, ubicato nei pressi della chiesa parrocchiale di San Barnaba in via Cortonese di Perugia.

L’inaugurazione dell’“Emporio” è in calendario lunedì 8 settembre, alle ore 18, in occasione della prima Festa del “Villaggio della Carità” con l’accoglienza dei suoi frequentatori e dei rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose del capoluogo umbro. Seguirà la celebrazione della Santa Messa, al termine della quale ci sarà l’agape fraterna offerta dagli operatori e volontari della Caritas diocesana e dai referenti delle Caritas parrocchiali. La Festa si concluderà in serata con il concerto bandistico della Filarmonica di Pila (Pg).

Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, che darà il benvenuto agli ospiti insieme al direttore della Caritas diocesana Daniela Monni, giovedì 4 settembre, alle ore 18, terrà, sempre al “Villaggio della Carità”, una riflessione sul tema: “Maria, Casa di Accoglienza”.

«La meditazione nel nostro Pastore – spiega il diacono Giancarlo Pecetti, condirettore della Caritas diocesana e responsabile del “Villaggio della Carità” – sarà sulla Vergine, perché il giorno scelto per la Festa del “Villaggio” è il giorno della Natività di Maria. Lei, l’umile di Nazareth, è vera casa di accoglienza prima di tutto di Cristo nel suo grembo e poi di tutti noi quando, ai piedi della croce, Gesù le dice, indicando Giovanni, “ecco tuo Figlio”. In Giovanni tutti noi siamo stati consegnati a Maria, casa di accoglienza dell’umanità».

Una festa dell’accoglienza al “Villaggio della Carità”. La Festa del “Villaggio della Carità”, prosegue il diacono Pecetti, «è una festa dell’accoglienza delle persone in difficoltà, dei numerosi volontari che animano quest’esperienza, delle diverse autorità civili e religiose che accoglieranno l’invito e delle realtà benefattrici dell’“Emporio della Solidarietà”, che ci apprestiamo ad inaugurare l’8 settembre».

Il “Villaggio della Carità-Sorella Provvidenza”, lo ricordiamo, è la realtà caritativa della Chiesa diocesana inaugurata lo scorso gennaio, che fino ad oggi ha ospitato quindici nuclei familiari per complessive trentacinque persone italiane e straniere di diversa religione. Oltre all’accoglienza di famiglie, il “Villaggio”, evidenzia il diacono Pecetti, «è sede sia del Centro di Ascolto diocesano, dove settimanalmente vengono ascoltate ed aiutate tra le ottanta e le cento persone, che del Consultorio Medico gestito da sanitari della sezione perugina dell’AMCI, l’Associazione Medici Cattolici Italiani».

Finalità dell’Emporio della Solidarietà “Tabgha”
L’Emporio della Solidarietà “Tabgha”, dedicato al luogo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, sarà fruibile inizialmente ad una novantina di famiglie dimoranti in Perugia città ed è concepito come luogo non solo di distribuzione dignitosa di prodotti di prima necessità (alimenti e igiene personale) a chi si trova in difficoltà economica accentuata dalla grave crisi in atto, ma soprattutto come luogo di conoscenza reciproca, perché sia chi dona che chi riceve viene in qualche modo arricchito. E’ stato scritto circa tre mesi fa dal direttore di «Avvenire», l’umbro Marco Tarquinio, che «la rete degli “Empori della solidarietà” promossi e realizzati dalla Caritas è ancora piccola, ma davvero esemplare, che si deve e si regge anche e soprattutto grazie a persone capaci e generose delle proprie abilità e del proprio tempo, innamorati di Cristo e decisi a guardare in volto e a rispettare i poveri (e i tanti impoveriti) in un sistema sociale ed economico che tende a renderci tutti moralmente e materialmente “miseri”. Negli Empori trova ascolto, ottiene credito e fa la spesa chi è spinto ai margini dalle logiche del “pensiero dominante”, logiche idolatriche dalle quali oggi ci mette in guardia con vigore Papa Francesco».

All’Emporio della Solidarietà “Tabgha” si “pagherà” in “pesciolini”
A spiegarci come funzionerà l’“Emporio della Solidarietà” della Caritas perugina è sempre il diacono Pecetti. «Le persone che usufruiranno di questo servizio – spiega – utilizzeranno una tessera nominativa che prevede dei punti in “pesciolini”, che fanno riferimento all’episodio evangelico avvenuto a Tabgha. Il numero dei “pesciolini” in ogni tessera varia a seconda dello stato di necessità di ciascuna famiglia.

Anche i prodotti hanno un valore espresso in “pesciolini” e, al momento della verifica di quanti generi sono stati prelevati dagli scaffali, un sistema automatico (simile a quello delle casse di un supermercato) controllerà che il numero dei “pesciolini” non superi quello totale della tessera, che potrà essere rinnovata».
L’“Emporio della Solidarietà” occupa una superficie di circa 400 mq con annesso locale per stoccaggio prodotti e due celle frigorifere per la conservazione degli alimenti freschi. L’“Emporio”, realizzato secondo le vigenti norme igienico-sanitarie, ha scaffalature in legno, un bancone frigorifero e due armadi refrigeranti.

Per la sua realizzazione sono stati spesi 184 mila euro, di cui 150 mila donati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che fornirà anche all’“Emporio” generi alimentari per un valore di 200 mila euro. I prodotti che saranno distribuiti dal 9 settembre sono stati donati dalle aziende “G.M.F. Fioroni” e “EuroSpin”. A queste realtà fornitrici-benefattrici vanno i più sentiti ringraziamenti della Caritas diocesana, auspicando che altre possano seguire il loro esempio di generosità verso tante persone in difficoltà.

Meno burocrazia per gli “Empori della Solidarietà”, quando le idee viaggiano più veloci delle azioni «Allestire l’“Emporio della Solidarietà” – spiega Alfonso Dragone, responsabile di questo servizio Caritas – è stata una sfida complessa che ha richiesto importanti risorse, sia in termini di tempo sia in termini economici. Va da sé che aver preso parte alla realizzazione di questo fantastico progetto sia stata una straordinaria esperienza sotto il profilo umano e professionale: si è realizzato qualcosa che va ben oltre l’obiettivo dell’aiuto alimentare».

«In un periodo di grandi incertezze, poter contare su dei punti fermi – prosegue Dragone –, è senza dubbio una risposta positiva a chi in questo momento ci chiede una mano anche nel volersi sentire accolto e parte attiva, sapendo di trovarsi in uno spazio a “dimensione famiglia”. L’ottica è quella di un ribaltamento della prospettiva: non un luogo dove ricevere un pacco viveri, bensì un luogo dove tornare a scegliere ciò di cui si ha bisogno. Insomma, è un “Emporio della Solidarietà”, nel senso più ampio del termine».

Il responsabile dell’Emporio “Tabgha” sottolinea anche altri due obiettivi: «la riduzione dello spreco alimentare, attraverso il recupero dell’invenduto, ed il conseguente impatto positivo sull’ambiente che ne consegue. La cosa che mi ha sorpreso maggiormente nella fase della realizzazione di questo progetto – evidenzia Dragone – è stata una eccessiva burocrazia che ha rallentato i tempi della stessa realizzazione.

Si è dovuto rispettare tutti i criteri dell’avvio di una normale attività commerciale, quando la finalità è tutt’altra, non di lucro, ma umanitaria. In Italia, grazie anche alla rete Caritas, iniziano ad esserci diversi di questi “Empori”, che restituiscono dignità alla persona e allora perché non legiferare in modo che si favoriscano il più possibile queste realtà abbattendo costi e tempi di realizzazione».

«Il terzo settore in generale – conclude il responsabile dell’“Emporio” – meriterebbe maggiore attenzione e sostegno da parte del legislatore. A beneficiarne sarebbe la società intera, a partire dai più indifesi. Dietro i numeri delle statistiche ci sono sempre delle persone, ma questo troppo spesso sembra essere solo un dettaglio marginale, invece è la sostanza».

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