Don Luigi Ciotti protagonista all’Anno di Studi Onaosi

L’IO deve diventare NOI. Il cambiamento non dobbiamo chiederlo soltanto agli altri

Don Luigi Ciotti protagonista all'Anno di Studi Onaosi
Don Ciotti

Don Luigi  Ciotti protagonista all’Anno di Studi Onaosi 

Si è tenuto oggi 26 gennaio 2016, a partire dalle ore 10, presso il Teatro del Collegio Unico, l’evento inaugurale dell’Anno di Studi 2015-2016. Protagonista assoluto Don Luigi Ciotti, con la sua testimonianza di vita, chiamato a dissertare sul tema: ” Crescere nella coscienza civica, assumendo responsabilità e senso critico”, ha spaziato in ogni ambito, dal Vangelo, alla Costituzione, dall’etica all’ educazione, dalla lotta alla corruzione e alla mafia, all’appello di Papa Francesco per il cambiamento nella sua Enciclica Laudato Si.

All’evento sono intervenuti tra gli altri: il Prefetto Raffaelle Cannizzaro, la Presidente regionale Catiuscia Marini, il Sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il Presidente e il Vice Presidente ONAOSI, Serafino Zucchelli e Aldo Grasselli. Tra gli altri erano presenti: il Rettore dell’Università per Stranieri Giovanni Paciullo, il Pro Rettore dell’Università di Perugia Fabrizio Figorilli, Walter Cardinali, Presidente di Libera Umbria, il Presidente nazionale della FEDERSPEV, Michele Poerio e dell’AMMI nazionale, Maria Grazia Tatti, la Presidente del Consiglio Regionale, Donatella Porzi, Mons. Paolo Giulietti, Vescovo Vicario.

L’evento è stato trasmesso in web streaming ed in collegamento con tutti i Centri Formativi universitari ONAOSI presenti in Italia.

Dopo i saluti del sindaco Romizi che ha detto “Don Ciotti è una delle coscienze vive del nostro Paese e l’ONAOSI è un pezzo di storia e un punto di riferimento non solo per la nostra comunità locale”, è intervenuto il Presidente della Fondazione, Serafino Zucchelli, affermando: “Questa inaugurazione dell’anno di studi 2015/2016 è l’ultima di questa consiliatura, iniziata nel 2011 e si presta ad essere un consuntivo dell’attività svolta in questi anni.

L’assistenza agli orfani dei sanitari dipendenti e volontari, mission dell’Ente dalla seconda metà dell’800, si è arricchita per legge nel 2007 dell’assistenza ai contribuenti in condizione di fragilità. Il mutare del contesto politico, economico, sociale e antropologico in cui la Fondazione deve operare, ha imposto un adattamento delle strutture e dei comportamenti degli uomini della Fondazione ai tempi attuali.

Ecco in sintesi alcuni dati sulla vita della Fondazione: circa 4000 assistiti a domicilio; 750 ospiti (quasi tutti universitari) nel Collegio di Perugia e nei Centri Formativi sparsi in tutto il Paese (2 a Torino; 1 a Pavia; 1 a Milano; 2 a Padova; 1 a Bologna; 1 a Perugia; 1 a Napoli e 1 a Messina); 3 case vacanze: Prè Saint Didier, Nevegal e Porto Verde + il Centro Vacanze di Montebello (PG) e 205 dipendenti. Queste le Principali azioni svolte dal 2011 ad oggi: eliminazione del contenzioso con una nuova legge per l’Onaosi nel 2012, contenuta nel Decreto Balduzzi; aumento dei fondi per l’assistenza di 2 milioni e 200 mila euro (da 16,5 milioni a 18,7); istituzione di un fondo per contribuenti fragili: 500 mila euro/anno; istituzione di un fondo per figli disabili di sanitari viventi: 300 mila euro/anno; aumento del premio di  laurea è stato raddoppiato dall’anno accademico 2014/2015; aumento del fondo per soggiorni di studi all’estero: da 150 mila a 200 mila euro;
convenzione con l’Università di York con finanziamento (100 mila euro) per il finanziamento di 10 master di durata annuale destinati ai laureati più meritevoli;  apertura di un Centro Formativo a Napoli nell”AA 2013-14 per un costo di 250 mila euro per l’anno  2015/16; apertura di un Centro Formativo a Milano  nell’AA 2015-16 per un costo di 265 mila euro per il 2015/16; effettuazione di perizie per la verifica della resistenza a eventi sismici nelle strutture di Perugia e Messina. I risultati non ci obbligano ad interventi per legge ma il CdA ha deciso di intervenire per motivi etici. Nel Centro Formativo di Via della Cupa al via la ristrutturazione di ulteriori 30 camere per un costo di 800 mila euro – oltre le 68 già ristrutturate.

Nel Collegio Unico di Elce: radicale ristrutturazione o costruzione ex novo. Per ricercare la soluzione migliore è stato bandito un Concorso internazionale di idee con un investimento fino a 20 milioni di euro.

E’ in atto da parte della Commissione Giudicatrice la selezione dei 72 progetti pervenuti. Entro un mese la Commissione proclamerà i vincitori; sono aumentati i livelli di trasparenza: bilanci pubblicati integralmente ed il rispetto delle norme anticorruzione; al via la riduzione dei costi per amministratori e collegio dei revisori: meno 30% circa; prepensionamenti nel rispetto delle norme di legge: entro il 2016 riduzione di circa 20/25 unità del personale dipendente. Tutto questo è accaduto con bilancio sempre in pareggio o lievemente in attivo; nessun aumento dei contributi; nonostante forti incrementi della tassazione.

Operando attraverso risparmi e buona rendita del capitale mobiliare (assenza di intermediari; regole ben precise)”. Zucchelli ha concluso con due ultime considerazioni: “In merito al problema della sede centrale dell’Ente: ribadisco la volontà mai messa in discussione di lasciare la sede centrale della Fondazione a Perugia. L’argomento non è mai stato all’OdG. La maggioranza non ha mai portato proposte in tal senso.

Non c’è stata alcuna votazione. Lo Statuto approvato il 13/09/2015, all’unanimità prevede all’art. 1 la sede della Fondazione a Perugia. Per concludere: le necessità del corpo sociale stanno crescendo per il perdurare della crisi economico-sociale. Sono calati i finanziamenti all’SSN. Le retribuzioni degli addetti sono calanti. Minori sono le prospettive di carriera. Le pensioni future molto ridotte. L’allungamento della durata media della vita con conseguente crescita delle patologie cronico-degenerative e della non auto sufficienza. Per far fronte a questi bisogni crescenti prima di pensare all’aumento dei contributi oggi improponibile bisogna realizzare ulteriori risparmi e sinergie di azione con gli altri enti prevido-assistenziali almeno del mondo sanitario, alla messa in campo delle quali stiamo già lavorando”.

Don Luigi Ciotti, ha parlato a lungo, partendo dai suoi esordi, in gioventù, a fianco di chi vive situazioni di disagio ed emarginazione e ricordato la nascita dell’ associazione Gruppo Abele Nel 1972 Luigi Ciotti è ordinato sacerdote dal Cardinale Michele Pellegrino, che gli assegna come parrocchia “la strada che ancora oggi – ha ribadito più volte- è il luogo dalla sofferenza e della solitudine, dove s’incontrano i poveri e gli ultimi, coloro che non hanno voce e che hanno difficoltà nel difendere la propria dignità e libertà. “  Don Ciotti ha poi citato la nascita di Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafia. Libera, la cui nascita fu ispirata quando Don Ciotti, durante le stragi di Capaci e Via D’Amelio, si trovava in Sicilia e decise che le persone vittime della violenza criminale non andavano lasciate sole, “perché la violenza criminale ci riguarda tutti.” Così nasce Libera, con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, oggi presente in 5.000 scuole.

Don Luigi Ciotti

Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1600 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.

“Io sono un piccolo uomo – ha proseguito Don Ciotti – ma dedico la mia vita a chi fa più fatica di me e a saldare un po’ di questa Terra con il Cielo”. Crescere Insieme- “Condivido questa frase che leggo sulla vostra brochure- ha sottolineato Don Ciotti, rivolgendosi ai tanti giovani presenti platea– perché l’esistenza di ciascuno di noi trova senso solo nelle condivisione e nella corresponsabilità.

L’IO deve diventare NOI. Il cambiamento non dobbiamo chiederlo soltanto agli altri, alla politica, ma partire da noi ed autoriformarci, risvegliare le nostre coscienze. Dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità, perché non c’è giustizia, senza verità. Dobbiamo avere umiltà e coraggio ed utilizzare responsabilità anche nell’uso delle parole.  E fare attenzione ai mormoranti, agli opportunisti, alla paura, alla solitudine, all’indifferenza, al vuoto relazionale, che sono delle malattie mortali e dilaganti – ha poi proseguito sul tema dell’educazione- che non spetta solo alla scuola o alla famiglia, ma a tutta la comunità.

L’educazione deve essere diffusa, un progetto corale, condiviso.” Standing ovation e lunghi applausi, poi le domande del pubblico: ragazzi, educatori, docenti universitari su tanti temi: mafia, legalità, politica e riforma costituzionale, futuro, giovani, coscienza, libertà e legalità. Don Ciotti ascolta e riprende a parlare, risponde a tutti, rivolgendosi ai suoi interlocutori con il “TU”, emozionano i presenti. “Educare significa relazionarsi con l’altro, saperlo ascoltare, anche quando non ha voce. Educare al Bene Comune, al senso del limite, alla giustizia, al rispetto, e alla speranza.

La speranza che è di TUTTI o NON è di NESSUNO. La Responsabilità è Conoscenza, io che sono laureato in Scienze Confuse, ma vi dico fate attenzione, soprattutto voi giovani, alla mentoteca – la grande enciclopedia mondiale che è internet – bisogna saper scegliere, selezionare e non accontentarsi del sentito dire, andare in profondità . Etica è una parola abusata, ma Etica significa Responsabilità, non nei codici e sulle carte, ma nei comportamenti e nelle scelte, perché bisogna dire di NO alle scorciatoie e ai compromessi, alle prepotenze e ai privilegi.

La Libertà è la più esigente delle responsabilità e chi è libero, deve utilizzare la propria libertà per tutelare non solo i propri diritti e la propria dignità, ma anche quella altrui. Dobbiamo diventare cittadini responsabili e non delegare nessuno. La Libertà e la Giustizia hanno bisogno della Responsabilità, che precede il Diritto ed è alla base della Legalità.  Anche Legalità è una parola abusata, troppo celebrata, educare alla legalità significa educare alla responsabilità di ascoltare la coscienza, di scegliere con coraggio il cambiamento, con sacrifico, coerenza, continuità. L’alfabeto del cambiamento deve essere scritto nelle coscienze.  Non si può essere cittadini ad intermittenza”.

Ha poi citato Don Luigi Sturzo che diceva “La politica quando si occupa del bene pubblico è la più alta espressione della carità” e sottolineato che la democrazia non sta in piedi senza la Responsabilità di NOI tutti. La politica deve oggi e NON domani, fare spazio ai giovani e non limitarsi a dare loro solo un posto” Perché una società che non investe sui giovani è una società che divora sé stessa”  – ha aggiunto durante la sua lunga, appassionata testimonianza.

La corruzione e le mafie cambiano continuamente, ma restano sempre le stesse e vivono tra noi, in tutto il mondo, e soltanto cercando il vero benessere che può dare solo la verità che ci si oppone alla mafiosità.  Don Ciotti  ha poi ricordato la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie – che sono un patrimonio di tutti i cittadini e dello Stato – legge che prevede una vendita residuale di tali beni, a cui lui non si oppone, ma tali beni sono, secondo Don Ciotti il simbolo di chi ricomincia a vivere e segno tangibile che la mafia non vince sempre, ma che insieme, talvolta, vinciamo NOI.

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