Dal pellegrinaggio regionale a Lourdes di 700 umbri

lourdes 2013 giovani e disabili(umbriajournal.com) LOURDES – Da 111 anni l’Unitalsi accompagna i malati e le persone in difficoltà a Lourdes e quest’anno ha organizzato un pellegrinaggio regionale (in svolgimento fino al 6 luglio) di circa 700 persone tra malati e accompagnatori, guidato dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, presidente della Ceu, con la partecipazione di un folto gruppo di ragazzi e ragazze della Pastorale diocesana giovanile di Perugia-Città della Pieve.

Questa significativa esperienza è seguita a livello mediatico da tre mezzi della comunicazione sociale della Chiesa umbra, il sito-quotidiano online della Ceu (www.chiesainumbria.it), con testi e galleria fotografica del pellegrinaggio, «Umbria Radio», con lo “Speciale Lourdes – Gocce di Carità” in onda giovedì 4 luglio (ore 18.25) e venerdì 5 luglio (ore 9.35), e il settimanale «La Voce», che pubblicherà un ampio servizio nel numero in edicola questo fine settimana.

A sottolineare l’importanza di questo pellegrinaggio è mons. Bassetti: «almeno una volta nella vita bisogna venire in questo santuario mariano, il più frequentato al mondo da credenti e non, ma è talmente coinvolgente l’esperienza di fede e di vita che trasmette, che non può non essere ripetuta. E’ un’esperienza che va fatta conoscere il più possibile, soprattutto ai giovani, anche attraverso i media».

«La recente alluvione ha “mutilato” Lourdes per un quarto delle sue strutture di accoglienza e luoghi di culto – evidenzia mons. Bassetti –. Ma questo crea un clima ancora più bello, perché, pur mancando spazi dove i pellegrini possono raccogliersi in preghiera, si ha ancora di più il senso del mistero e vedo che nella gente si è creato un clima che altre volte non ho colto. I nostri giovani volontari sono splendidi, pieni di gioia e danno un tono di vivacità ai nostri malati, assistendoli con tanta premura».

A Lourdes per costruire il cuore dei nostri giovani facendoli entrare nei problemi degli altri

«Questo pellegrinaggio – commenta don Riccardo Pascolini, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale giovanile – si sta rivelando una proficua esperienza di servizio, di preghiera, di comunione per i nostri giovani. Nei loro sorrisi si coglie l’effetto della “terapia” che converte i cuori, la “terapia del servizio”, che riesce ad arrivare al cuore dei giovani nonostante che in questo mondo i giovani sembrano vivere un po’ di apatia di vita, invece il servizio li fa uscire, decentrare dai loro problemi per farli entrare in quelli degli altri. Le foto inviate da Lourdes e pubblicate sul sito “chiesainumbria.it” sono foto non solo di speranza, ma sono pietre per poter costruire il cuore dei giovani nella nostra regione, che è un po’ il cuore d’Italia».

A Lourdes si viene a pregare e a servire i malati, a vivere una sofferenza che diventa ricchezza

Cosa si fa a Lourdes? «Si prega molto attraverso l’intercessione di Maria – risponde don Francesco Verzini, giovane sacerdote perugino – e si fa servizio con i malati. I ragazzi sono divisi in gruppi da sei e vanno ogni mattina all’ospedale dell’Unitalsi, dove aiutano malati e disabili ad alzarsi, a pranzare, a cenare…, soprattutto li accompagnano alle celebrazioni principali del pellegrinaggio e nei luoghi di preghiera. Gli stessi malati hanno chiesto ai nostri ragazzi di aiutarli a fare la doccia, a vestirsi… Quindi hanno avuto subito un impatto forte con la sofferenza, ma con una sofferenza che non limita, ma che in realtà diventa ricchezza».

A Lourdes la fede si ricarica

Molto significativa e coinvolgente è la testimonianza di una giovane volontaria dell’Unitalsi umbra: «è un’esperienza molto forte, soprattutto nei momenti in cui noi siamo chiamati a fare un servizio – racconta Letizia –. Dalle cose più semplici, ogni giorno, mi rendo sempre più conto di quanto i ragazzi disabili che ci affidano danno davvero a noi. A volte mi capita che durante il servizio questi ragazzi ci ringraziano per tutto ciò che facciamo, ma in verità siamo noi a ringraziare loro, perché ogni sera vado a letto con qualcosa in più, con una parte di loro in più dentro di me».

Ma la «sensazione più forte» Letizia l’ha provata quando si è inginocchiata per la prima volta davanti alla Grotta: «ho sentito di stare difronte a qualcosa di veramente sacro, di ritrovarmi in una terra santa e capire che c’è davvero Maria, che è lì a braccia aperte. E quanto ti trovi davanti a questa grandezza, a questa pienezza, non puoi far altro che sentirti così piccola, ma nello stesso tempo ti senti così amata e stai lì e ti godi questo amore gratuito che riempie e ricarica la tua fede».

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