Così “antico”, così moderno! Don Angelo Moriconi, a Fossato di Vico, novant’anni e non sentirli!!!!

Don Angelo Moriconi http://www.protadino.it/

di Salvatore NUTI
Monsignor Angelo Moriconi nasce a Grello di Gualdo Tadino il 18 maggio del 1925. Veloce excursus, per quanto possibile, nella sua lunga vita: Dal 1936 al 1942 è nel Seminario di Nocera Umbra (dove compie i suoi studi). Successivo passaggio, fino al 1949, nel Liceo Classico e Teologico del Seminario d’Assisi. Il 10 luglio 1949 è ordinato Sacerdote dal Vescovo, Costantino Stella. Primo incarico, in qualità di Vice-Parroco, nella Parrocchia di Sassoferrato-Borgo. A seguire, dal novembre 1949 al 1955, in quella di Melano di Fabriano. Nel luglio del 1955, partenza con destinazione Diocesi di Passofondo (allora, territorio di 10.000 abitanti, a vocazione prevalentemente agricola, nel Sud del Brasile), dove impara la lingua portoghese (e vi diventa prima Vice e poi Parroco negli anni 1956 e 1957, a capo della Comunità di Campinas Do Sul, nell’arco di un decennio). Vi contribuisce, con intraprendenza e volontà, alla realizzazione di un Collegio Primario, di una Chiesa e di un Salone Parrocchiale.

Rientrato temporaneamente in Italia, tra il 1968 e il 1969, per partecipare ad un corso d’aggiornamento, a Roma, riservato a Sacerdoti operanti in America Latina, riprende poi il suo cammino verso il Brasile, quasi ai confini con il Venezuela, restandovi fino al 1974 (a contatto con una popolazione prevalentemente indigena). Richiamato in Patria da motivi familiari, guida la Parrocchia di San Rocco, a Gualdo Tadino, per 24 mesi. In successione quindi: Sassoferrato, dal 1976 al 1981 e Campodonico fino al 1983. Nel dicembre dello stesso 1983 è di nuovo in Brasile, a Rio de Janeiro per adempiere i suoi doveri e vi resta per ulteriori sei anni.

A richiesta del Vescovo, Monsignor Sergio Goretti, torna definitivamente “a casa” nel 1989. Pievano di Fossato di Vico dal 1989 al 2007, con l’andar del tempo, a causa della morte dei rispettivi Parroci, diviene titolare pure di Borgo, Osteria del Gatto e Palazzolo (in quest’ultima Frazione riveste anche l’incarico di Amministratore e Legale Rappresentante della Parrocchia, denominata “della Natività di Maria”). “Come vorrei una Chiesa povera per i poveri”, ha citato spesso Papa Francesco…

Chi meglio di Don Angelo, povero ma non di spirito e di intelletto, ha incarnato nella sua lunga parabola questo ideale? Dicevamo, a lungo Missionario in Amazzonia (ad assolvere, da uomo “speciale”, ad un incarico “speciale”), a stretto contatto con la miseria materiale (e l’enorme ricchezza spirituale), la fame, il degrado delle favelas, in una regione caratterizzata da clima umido equatoriale e temperature molto elevate.

A Roraima (in Sud-America), abbastanza lontano da Manaus, la Capitale dello Stato di Amazonas, posta sul Rio Negro, ai margini della Foresta Pluviale Tropicale, nel bacino corrispondente, alla confluenza con il Rio delle Amazzoni, porto e centro di snodo del sistema fluviale e punto di partenza per i turisti desiderosi di visitare le innumerevoli bellezze naturali. Non faceva di certo il turista, in gioventù, nella “Terra do Sul”, Don Angelo; povero tra i poveri (così lontano dal materialismo delle vicende terrene), con sacrificio, costanza e dedizione, ha affrontato quell’esperienza faticosa per amore di Dio e del Prossimo…senza mai vacillare. Le stesse tenacia e dedizione, il medesimo spirito di sacrificio con il quale, ritornato “dalla fine del mondo”, ha ricoperto l’incarico di Pievano di Fossato di Vico e di Pastore che tuttora riveste nelle limitrofe frazioni.

Curvo sotto il peso degli anni, alla sua venerenda età, con quel sorriso umile, bonario, al di sopra delle “bassezze” che pur fanno parte della natura umana, in una normale convivenza civile, sempre puntuale lo si aspetta a svolgere le sue solite Funzioni. E Lui, preciso, con la sua “anch’essa intramontabile”, Punto bianca, sempre arriva con quell’utile anticipo che gli possa permettere di avviare quelle campane elettriche che richiamino i Fedeli e che servano a deliziare le sue orecchie (il loro suono deve piacergli davvero molto). Non di rado, nella bella stagione, “impavido”, con quel suo “ghigno” beffardo, a dispetto degli anni, lo si vede (quale stupore), inforcare la sua vespetta rossa. “Temerario” come quando lo si aspetta in “occasioni” religiose e in seguito scoprire essersi (facendosi gioco dell’età), con la sua utilitaria, allontanato solo un pò…magari a Campodonico (sic!), a trovare i suoi vecchi Fedeli e Amici. E, allora, si pensa: “Che Spirito! Il tempo che inesorabilmente scorre è solo e soltanto un’opinione”.

Si staglia in lontananza la sua possente, massiccia e inconfondibile sagoma, che tanto somiglia a quella di Giovanni Paolo II e subito si pensa: “E’ Eterno Don Angelo”. E quando a Messa, di frequente, durante la predica o nell’antifona d’ingresso lo si vede intento ad estrarre, par da sotto la stola, quasi come in una sorta di parto, una rivista, un giornale o addirittura un libro per poi aprirli, commentando i riferimenti a fatti recenti o passati, a Santi o Sante semisconosciuti (magari ad una Santa Teresina da “vattelapesca”, poco nota ma non per questo meno importante) che vorrebbe tutti accomunare in un unico abbraccio, come quasi una sequela d’una interminabile litanìa, ti vien da pensare: “Quanto è antico, sempre fermo nei suoi princìpi, ma anche quanto è moderno Don Angelo…

Mica come quei Preti che per rimproverare chi non va in Chiesa se la pigliano con i Presenti”. Altra roba…Lui. Ecco, per citare le sue parole, “realmente” agganciato alla concretezza del vivere e “tuttavia”, non di meno, saldamente ancorato agli insegnamenti Cristiani; con l’occhio sempre vigile e attento alle vicende del mondo, anche quando sembrerebbe estraniarvisi, chino e raccolto nei silenzi e nelle sue meditazioni. Parco e “spartano” nel verbo e nei comportamenti; pronto all’aiuto persino degli estremisti non cattolici, mantiene in ogni caso un atteggiamento pragmatico: “Fratelli sì…ma da convertire”. Forte la sua tempra (una roccia, un diesel) quasi a dare l’impressione che, giunto al termine di ciascuna cerimonia, infaticabile, sia subito pronto ad iniziarne un’altra o ad affrontare le sue ancor innumerevoli fatiche.

Mai una lamentela, una debolezza, un atteggiamento di invidia, intolleranza. Proverbiali, da un carattere allegro, con humor quasi all’inglese, par suo, le proprie battute sull’esiguo numero dei partecipanti alle Funzioni Religiose.

Meriterebbe ogni volta la Chiesa Piena (però nel Paese siamo ormai “quattro gatti”) e non è possibile ma spesso durante il canto, quando lo scoramento prende la platea, ci pensa la sua possente voce baritonale a venire in soccorso e a dare allegria, quasi che eran venti e sembran cento (persone). Calendario fitto d’impegni: Domenica 22 marzo inaugurerà la statua del “Cristo Risorto”, commissionata e donata alla Comunità di Palazzolo dai generosi (due mecenati, appassionati anche di sport, che vollero bene, soprattutto a noi che da ragazzi giocavamo a pallone) Elda Marchegiani (e dal povero Mimmo Tappi); si preparerà poi a celebrare la Santa Pasqua e poi via, a tappe veloci, verso il 18 maggio 2015, quando compirà gli anni…E SARANNO NOVANTA…NOVANTA E NON SENTIRLI, come un soffio delicato e leggero!

E’ ETERNO DON ANGELO: un esempio di vita (che fede!) per chi crede, un uomo buono (che filosofia di vita!) per chi non crede. Per tutti, in ogni caso, UN GRANDE! Gli vogliamo bene. Tutti gli dobbiamo stima e riconoscenza per garbo, pacatezza, modestia, disponibilità nei gesti e nei sentimenti. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Auguri, comunque e sempre perchè, assieme a Don Jean Claude, per il quale nutriamo pari, immutato affetto, possa percorrere lungamente le nostre stesse strade. E’ questo un piccolo tributo che rendiamo al Parroco e all’Uomo: ha battezzato i nostri Figli (tutti siamo “cresciuti” con Lui), ha compiuto un ampio tratto della sua vita insieme a Noi, c’è stato spesso di conforto, ci ha guidato con il suo ricco bagaglio di esperienza, esortandoci a confidare nella speranza e ha affrontato con discrezione, calma, pazienza e perseveranza le stesse difficoltà, i nostri stessi problemi…e se un giorno, tra lo stupore, dovesse allontanarsi e tardare per un pò, proviamo ad immaginare, anzi siamo convinti, che…tornerà a breve!
Grazie di tutto Don Angelo – BUON COMPLEANNO & AUGURI GRANDI

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*