Concerto “cantiamo insieme la speranza” a favore “fondo di solidarietà” per famiglie in difficoltà

celebrazione

Ancora una volta la Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve si affida al canto per raggiungere il numero più ampio possibile di cristiani e uomini di buona volontà affinché non facciano mancare il sostegno alle famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro. Dopo una serie di incontri e prove durante i mesi primaverili, il progetto del “grande evento” del concerto “Cantiamo insieme la speranza”, animato da 250 coristi dei sette “cori rappresentativi” le Zone pastorali dell’Archidiocesi, si sta per realizzare. Il concerto si terrà domenica 14 giugno, alle ore 21, nella cattedrale di San Lorenzo alla presenza del cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti e della direttrice della Caritas diocesana Daniela Monni. «Questo evento – spiega la dott.ssa Monni – concluderà a livello diocesano la “Quinta Raccolta del Fondo”, che è iniziata in Quaresima ed ha fruttato a tutt’oggi, nelle otto Diocesi dell’Umbria, oltre 600 mila euro per complessivi 3 milioni 519 mila euro raccolti nelle cinque “Collette” svoltesi dal 2009, permettendo di aiutare in sei anni 2.524 famiglie in difficoltà».

Secondo i dati forniti dal Centro Studi di Confindustria Umbria, dall’inizio della crisi (2008) si sono persi 22 mila posti di lavoro e, a fine 2014, su una popolazione di 895 mila abitanti (dei quali 352 mila occupati), i disoccupati erano 50 mila e i cassintegrati 20 mila. Dati che non possono non far riflettere e far sperare in una ripresa dell’occupazione, che, a partire dal primo trimestre 2015, inizia timidamente a farsi sentire, ma sono ancora tanti i padri e le madri di famiglia disoccupati, che chiedono aiuto ai Centri di Ascolto Caritas.

Questo concerto canoro è «unico nel suo genere – commenta Antonio Salemme, operatore volontario Caritas ed uno dei promotori dell’evento –, che ha portato per l’occasione a formare sette “cori zonali” attraverso l’unione di più cori parrocchiali che fanno parte della stessa Zona pastorale. Il percorso che condurrà a tale evento trae origine da alcuni concerti di singole parrocchie che negli ultimi 2-3 anni hanno visto la luce per sostenere il “Fondo”, passando per la realizzazione del DVD, sempre a cura della Caritas diocesana, dal titolo “Cantiamo insieme la speranza”. Quest’ultima iniziativa ha visto la collaborazione di centinaia di bimbi delle comunità parrocchiali, che hanno inciso i più bei canti natalizi. Il titolo del DVD è diventato lo slogan delle iniziative canore organizzate in sostegno al “Fondo” visto che coloro che si esibiscono cantando, vogliono portare con le loro voci un segnale di speranza, una speranza che non abbandona mai l’uomo e che trae la forza da un Amore più grande del nostro».

L’idea del concerto canoro in cattedrale di domenica, sottolinea Salemme, «è venuta dopo la riuscita iniziativa natalizia che ha visto più Cori parrocchiali dell’Unità pastorale n° 26 del marscianese unirsi per formare un “coro interparrocchiale” di 90 elementi, eterogeneo per composizione, ma con in comune il desiderio di tendere una mano ai fratelli in difficoltà, tenendo due bei concerti».

Come si è concretizzata l’idea del “grande evento” del concerto “Cantiamo insieme la speranza” la spiega sempre Antonio Salemme: «la Caritas si è avvalsa della collaborazione di alcuni organizzatori degli ultimi due concerti citati, che, forti dell’esperienza maturata, non si sono risparmiati in energie contattando di persona o telefonicamente i vari Cori di tutta la Diocesi. Sono stati poi individuati uno o più referenti per ogni Zona pastorale, che si sono rivelati persone disponibili e preziose nell’organizzare “cori” che fossero il più possibile rappresentativi di ogni Zona. Ognuno dei sette “cori zonali” proporrà due brani intervallati da letture proposte come riflessione al pubblico circa la carità e la solidarietà. Ovviamente, i 250 coristi sono soliti animare le Messe domenicali in parrocchia, non certo esibirsi in concerti, ma metteranno tutto l’impegno possibile e non solo con la voce, anche con il “cuore” affinché quest’evento possa riuscire al meglio, il cui unico obiettivo, lo ribadiamo, è quello di mostrare vicinanza a quanti sono in difficoltà».

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