Chiusura della Porta Santa della cattedrale di San Lorenzo di Perugia

La Porta Santa del duomo di San Lorenzo sarà chiusa dal cardinale Gualtiero Bassetti

Chiusura della Porta Santa della cattedrale di San Lorenzo di Perugia da Riccardo Liguori PERUGIA – Mancano pochi giorni alla chiusura delle Porte Sante delle chiese cattedrali di tutte le Diocesi del mondo, stabilita per domenica 13 novembre 2016 da papa Francesco nella Bolla Misericordiae Vultus. L’Eucaristia di chiusura del Giubileo straordinario della Misericordia nelle Chiese particolari sarà unica e verrà celebrata nella cattedrale. A Perugia la Porta Santa del duomo di San Lorenzo sarà chiusa dal cardinale Gualtiero Bassetti alle ore 18 di domenica prossima, alla cui celebrazione è invitata tutta la comunità diocesana come all’apertura, avvenuta il 13 dicembre 2015, che ha visto la partecipazione di diverse migliaia di fedeli.

Nelle altre sette chiese dell’Archidiocesi in cui il cardinale ha stabilito che fosse aperta una Porta della Misericordia, si svolgerà una celebrazione eucaristica di ringraziamento, sabato 12 pomeriggio o domenica 13 mattina, presieduta dal vicario episcopale della Zona pastorale.

Il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti traccia «un bilancio» degli eventi diocesani dell’Anno giubilare che sta per concludersi, pur ammettendo che «non è semplice, anche in forza di una diffusione che rende difficile rendersi conto di tutto quello che è accaduto. Certo è che le Porte della Misericordia sono state frequentate e hanno occasionato numerose iniziative di pellegrinaggio a livello locale».

«Sul versante della misericordia donata commenta mons. Giulietti –, il fatto di maggiore rilevanza è l’apertura di tre nuovi “Empori della Solidarietà”, a Sant’Andrea delle Fratte e a Ponte San Giovanni di Perugia e a Schiavo di Marsciano. Grazie a tale iniziativa, molti volontari nuovi e vecchi si sono mobilitati a favore delle famiglie in difficoltà, coinvolgendo privati e aziende nell’azione caritativa».

Il vescovo ausiliare, nell’avviarsi alla conclusione della sua riflessione (il cui testo integrale è riportato di seguito), evidenzia che «la chiusura del Giubileo straordinario sarà quindi l’occasione per una giusta soddisfazione per il cammino percorso, oltre che per il rammarico per quello che si sarebbe potuto viver meglio.

Certamente la chiusura dell’Anno Santo non implicherà il diminuire o il cessare dell’impegno per vivere e donare misericordia: si può anzi dire che il successo del Giubileo si potrà valutare proprio dalla continuità attorno a tale tema». Se è difficile tracciare un bilancio del Giubileo, comunque si possono cogliere dei «segnali positivi» di fede, come evidenzia un articolo del settimanale «La Voce» in edicola questo fine settimana a firma di Maria Rita Valli, direttrice dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.

«Non si può sapere se e in che misura le persone che hanno attraversato le porte “sante” delle chiese giubilari hanno fatto esperienza della Misericordia di Dio – scrive la giornalista Valli –. Alcuni segnali, però, si possono cogliere nell’aumentato numero di persone che si sono accostate al sacramento della riconciliazione e in particolare di persone che non si confessavano da anni. Ed è un segnale positivo».

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