Cardinale Gualtiero Bassetti sulle colonne de «L’Osservatore Romano» parla della «follia terroristica»

La guerra di oggi, secondo il prelato, è, in primo luogo, una guerra «contro l'umanità innocente

Cardinale Gualtiero Bassetti sulle colonne de «L’Osservatore Romano» parla della «follia terroristica»

Cardinale Gualtiero Bassetti sulle colonne de «L’Osservatore Romano» parla della «follia terroristica»

Il conflitto innescato dalla «follia terroristica» è indubbiamente una «guerra contro l’umanità» e il prossimo viaggio del Papa in Africa rappresenta una «sapiente forma di risposta a questa violenza cieca e sanguinaria che da troppo tempo sta colpendo il mondo intero». Utilizza queste parole il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, nell’ultimo editoriale intitolato La risposta di Francesco, che sarà pubblicato domenica 22 novembre, su «L’Osservatore Romano», ma che è già consultabile sul sito www.osservatoreromano.va.

L’arcivescovo di Perugia, con questo articolo, sembra prendere le distanze da quell’interpretazione, oggi molto in voga, che parla di uno scontro di civiltà, ma, al tempo stesso, non teme di parlare di una guerra in corso. La guerra di oggi, secondo il prelato, è, in primo luogo, una guerra «contro l’umanità innocente, colpevole solo di abitare i luoghi degli attentati»; e in secondo luogo, una «guerra liquida» dove «il terrore e la morte esplodono all’improvviso, senza campi di battaglia definiti e con eserciti che si formano e si liquefanno repentinamente, come se fossero apparentemente invisibili». Nulla, però, sottolinea con forza Bassetti, «è invisibile all’occhio sapiente di Dio».

I numeri citati da Bassetti sono impressionanti. Il 2014 è stato l’anno con più attentati dal 2001 ad oggi: oltre 32 mila. Ed il gruppo terroristico che ha prodotto più vittime è stato Boko Aram in Nigeria: circa 6 mila 600. Per questo motivo, dopo «i disumani attentati di Parigi», il prossimo viaggio del Papa in Africa, uno dei continenti più martoriati dal terrorismo, ha «un significato importantissimo».

Un viaggio che può essere sintetizzato con tre parole: «dialogo, periferie, misericordia».

Il dialogo perché tutto l’itinerario sarà caratterizzato da alcuni importanti momenti di «dialogo interreligioso ed ecumenico». All’odio cieco si risponderà dunque con l’amore. «Ai muri di separazione si sostituiscono dei luoghi di ascolto». Le periferie perché l’Africa è la «più grande periferia del mondo moderno». «Una periferia in cui accanto a miserie inenarrabili e guerre fratricide risiede la speranza fornita da popoli giovani che vivono la fede in modo autentico». E la misericordia perché con questo viaggio inizierà «l’anno giubilare».

Un anno – conclude il cardinale con grande speranza – che si configura come una preziosa opportunità «per cambiare rotta», «per invertire ogni statistica di morte» e per immetterci nella strada indicata da Pietro: «quella della conversione pastorale».

Cardinale

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