Ast, lo striscione blu dei lavoratori all’Angelus del Papa

“In difesa della dignità dei lavoratori delle acciaierie di Terni”, lo striscione blu dei lavoratori dell’acciaieria di Terni ha fatto breccia nell’attenzione dei tanti pellegrini e fedeli presenti in piazza San Pietro a Roma per l’angelus di papa Francesco di domenica 31 agosto, al quale erano presenti con i loro elmetti blu una ventina di lavoratori insieme al vescovo Giuseppe Piemontese, al sindaco Leopoldo Di Girolamo e al presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli.

Un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione del lavoro e della crisi dell’acciaieria con la distribuzione di volantini e dialogando con le persone presenti in piazza e con gli organi d’informazione, ma anche un momento di comunione fraterna e di preghiera con il Santo Padre.

«E’ stato importante essere con i lavoratori a piazza San Pietro e pregare insieme con papa Francesco, far conoscere le nostre proposte e ragioni a tutti coloro che ci hanno avvicinato – ha detto il vescovo Giuseppe Piemontese -.

Tutta la comunità cristiana avverte la gravità di questa situazione ed è vicina ai lavoratori e alle loro famiglie. Anche papa Francesco è a conoscenza della vicenda che riguarda l’acciaieria, comunicata ufficialmente in più modi e occasioni in queste settimane».

«In prossimità del vertice del 4 settembre, siamo andati a piazza San Pietro con alcuni lavoratori perché volevamo dare un segno di presenza e speranza – ha ricordato ancora il vescovo -.

Un’iniziativa che mostra la vicinanza e l’attenzione della chiesa a questa grave situazione come fatto dai Vescovi umbri nel loro messaggio in difesa del lavoro dei giorni scorsi, la comunicazione al Papa della difficile situazione dell’acciaieria di Terni, con la mia riflessione sulla Mitbestimmung, e oggi la preghiera con il papa all’Angelus, invitando tutti martedì prossimo 2 settembre alle ore 21 alla veglia di preghiera per la tutela del lavoro nel santuario di sant’Antonio a Terni, per pregare insieme perché la ThyssenKrupp modifichi i suoi piani, guardando non solo ai numeri, ma ai volti degli operai, uomini che hanno promosso il benessere dello stesso gruppo industriale. Non sia solo la logica del profitto a determinare le scelte, ma la giustizia e l’equità».

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