AMELIA, DOMENICA LA COMMEMORAZIONE DI MONSIGNOR LOJALI

Monsignor Ernesto Vecchi
Monsignor Ernesto Vecchi
Monsignor Ernesto Vecchi

In occasione del 48° anniversario della morte del servo di Dio monsignor Vincenzo Lojali, vescovo di Amelia dal 1938 al 1966, si terrà una solenne celebrazione domenica 16 marzo alle 12 nella Concattedrale di Amelia, presieduta dal vescovo amministratore apostolico della Diocesi Terni Narni Amelia Ernesto Vecchi, alla quale parteciperanno gli ex alunni del seminario vescovile di Amelia e i sacerdoti dell’Amerino.

Monsignor Vincenzo Lojali, ultimo vescovo di Amelia, resse la più piccola diocesi d’Italia per 28 anni, prima che la stessa fosse unita a quella di Terni e Narni.

Nel piccolo centro dell’Umbria, dove monsignor Lojali nacque e dove nel 1938 divenne il più giovane vescovo d’Italia, si sentiva forte il suo carisma pastorale e la vivacità creativa di un episcopato inventato giorno dopo giorno, improntato alla massima attenzione ai bisognosi, alle famiglie e ai sacerdoti, dando vivo esempio di carità e santità di vita. Amò tutti indistintamente con cuore di padre, prediligendo in particolare le anime consacrate per le quali coltivava una profonda venerazione.

A quarantotto anni dalla morte, avvenuta il 14 marzo 1966, ancora vivo è il suo ricordo, soprattutto tra gli ex seminaristi dei quali ha curato con sollecitudine e dedizione costante la formazione. Un “maestro di vita e guida spirituale”, così lo ricordano gli ex alunni del vecchio seminario di Amelia, sacerdoti e laici, che ogni anno organizzano diverse celebrazioni che ne commemorano la figura, promosse dall’Associazione degli ex seminaristi.

Monsignor Lojali si trovava perfettamente a suo agio con le venti parrocchie a lui affidate, sempre animate da una predicazione semplice e popolare, dalle visite informali, ma continue, dalle lettere pastorali.

Le numerose iniziative pastorali, le opere realizzate nel campo della catechesi, il fiorire in quel tempo di istituti religiosi, recano ancora la sua impronta.

Nel 1984 su impulso di don Aldo Cinti, fu introdotta in diocesi la causa di beatificazione, approdata nel 2000 alla Congregazione per le cause dei Santi.

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