Al Pranzo di Natale anche 25 profughi pakistani

Offerto dal cardinale Bassetti e ospiti della Caritas diocesana. Come “dono” un primo permesso di soggiorno

Al Pranzo di Natale anche 25 profughi pakistani

Al Pranzo di Natale anche 25 profughi pakistani

Tutto è pronto a “Villa Sacro Cuore”, la struttura ricettiva diocesana di Perugia, che accoglierà, il 25 dicembre, il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti con i suoi 150 ospiti e volontari di alcune delle opere segno della Caritas e realtà socio-caritative ecclesiali. A “Villa Sacro Cuore” vi dimorò, tra il 26 e il 27 ottobre del 1986, san Giovani Paolo II quando venne in visita a Perugia per poi recarsi ad Assisi al primo storico incontro interreligioso per la pace nel mondo.

Il “Pranzo di Natale” dell’arcivescovo di Perugia con persone in difficoltà è un appuntamento che si ripete da una quindicina d’anni e che vede ‘protagonisti’ quanti vengono accolti e seguiti ogni giorno dagli organismi pastorali della Chiesa diocesana.

E’ anche un’esperienza di condivisione che ormai viene “imitata” da comunità parrocchiali e religiose, strutture di accoglienza e famiglie nell’ospitare nel periodo natalizio anche persone sole. Tra i commensali del “Pranzo di Natale” offerto dal cardinale Bassetti ci sono i 25 giovani profughi pakistani di religione musulmana ospitati dalla Caritas nella canonica di San Giovanni del Prugneto, giunti lo scorso ottobre da Caltanissetta.

Il racconto di Farhat, giovane musulmano, che si appresta a vivere la festa del Natale.

«Quando siamo arrivati – racconta Farhat, uno dei pakistani – non capivamo dove fossimo, perché stremati da un lungo viaggio durato un mese nell’attraversare Iran, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria e Austria. Siamo arrivati a Tarvisio per poi raggiungere il Centro di prima accoglienza di Caltanissetta e, dopo aver nuovamente attraversato il mare, siamo giunti a Perugia, ignari di averla sfiorata una prima volta nel percorrere la Penisola da nord a sud. Per una settimana non abbiamo fatto altro che mangiare, soprattutto pane, e uno di noi è stato ricoverato in ospedale. Oggi ci prepariamo a vivere l’importante festa del Natale, festeggiata anche nelle comunità cristiane del Pakistan».

«Il Natale ha portato un “dono” anche a noi musulmani – annuncia Farhat con gli occhi che gli brillano per l’emozione e la gioia –: il primo permesso di soggiorno, che speriamo possa esserci rinnovato in futuro». E proprio di futuro parla Farhat nel dire: «Vorrei studiare, ma il mio primo impegno è quello di poter lavorare per aiutare la mia famiglia. Per questo sono venuto in Italia, dove c’è speranza. Auguro a quanti ci hanno accolto un Natale di pace e li ringrazio per quello che fanno ogni giorno per tutti noi».

Le attività del profughi: dal “cricket” alle lezioni di italiano, agli incontri con gli studenti.

A spiegare come trascorrono le giornate a San Giovanni del Prugneto i 25 profughi pakistani è Stella Cerasa, responsabile Caritas per l’accoglienza di migrati richiedenti asilo politico. «Innanzitutto si sono ben integrati non solo con noi operatori Caritas, ma con la gente del luogo – evidenzia Stella –. Basti pensare all’aiuto fornito loro dai commercianti negli acquisti, date ancora le difficoltà linguistiche. La presenza di questi giovani è vista molto positiva anche dai loro coetanei italiani. Stanno diffondendo in zona il gioco del “cricket”, che in Pakistan è sport nazionale, di cui sono campioni olimpici. E’ stata fornita loro l’attrezzatura per poter costruire un perimetro di gioco in uno spazio verde messo a disposizione da un vicino della casa parrocchiale. Nelle scorse settimane hanno disputato alcune partite con la squadra di “cricket” di cittadini indiani presenti a Perugia».
Per gli ospiti pakistani non solo sport, ma anche incontri con gli studenti di alcune scuole superiori del capoluogo per fare esperienza e, nel contempo, per far conoscere le loro storie di vita, così da avviare con il mondo scolastico perugino uno scambio di esperienze culturali. Nelle ultime settimane hanno ricevuto a San Giovanni del Prugneto la visita di due quinte classi di un Istituto professionale ed hanno visitato la sede di un liceo cittadino.

«Prevalentemente – spiega Stella Cerasa – i 25 pakistani sono impegnati nelle lezioni di lingua italiana (tre volte alla settimana, n.d.r.), tenute da due volontarie con esperienza di insegnamento presso l’Università per stranieri di Perugia. Inoltre, negli ultimi due mesi, si sono recati in Questura per l’ottenimento dei permessi di soggiorno come richiedenti l’asilo politico».

«Questi ragazzi, che sono molto deliziosi, dopo essersi ambientati – commenta Ilio, operatore Caritas impegnato nell’assistenza dei profughi insieme ai colleghi Giangaspare, Laura e Marco – ci aiutano nella gestione quotidiana della struttura che li ospita. Hanno anche acquisito autonomia nel cucinarsi, in modo da mantenere le loro abitudini alimentari».

Rispettosi della religione cristiana.

I giovani profughi pakistani sono di religione musulmana, ma rispettosi della fede di chi li accoglie. «Vivono a pochi metri da una chiesa – sottolinea Ilio –, ma fin da subito hanno rispettato questo luogo dove si tengono più volte alla settimana momenti di preghiera e celebrazioni eucaristiche. Evitano di riunirsi in gruppi, di parlare ad alta voce e di ascoltare la musica. Nel contempo, la Caritas ha riservato loro un ambiente della canonica dove poter pregare, in particolare il venerdì, quando si ritrovano per la preghiera comunitaria, ma c’è qualcuno che prega tutti i giorni, ad iniziare dalle 5 del mattino».

Anche per il Natale hanno molto rispetto e, nell’avvicinarsi della ricorrenza della nascita del Figlio di Dio, hanno chiesto agli operatori Caritas come si stavano preparando a questa importante festività religiosa. I profughi, sapendo che alcuni dei volontari di San Giovanni del Prugneto prestano servizio anche al Punto di Ristoro Sociale Comune-Caritas “San Lorenzo”, hanno pensato che sarebbero andati lì a Natale. Ma la risposta degli operatori è stata: «Staremo tutti insieme, perché a volerlo è il nostro cardinale arcivescovo nell’invitare ospiti, operatori e volontari delle strutture di accoglienza Caritas a “Villa Sacro Cuore”. Insomma non li avremo lasciati soli il giorno di Natale».

«Il cardinale Bassetti – spiega Stella Cerasa – ha avuto modo di incontrare e pranzare con questi giovani poco più di un mese fa nella canonica di San Giovanni del Prugneto, nella sala dove trascorrono molto del loro tempo. Su una parete abbiamo collocato, in occasione della visita del cardinale, un grande poster che riproduce la “Porta d’Europa” realizzata a Lampedusa in ricordo delle tante migliaia di persone che ce l’hanno fatta ad arrivare nel nostro Paese, fuggendo da guerre, persecuzioni, violenze e fame, ma anche in memoria di tante altre che sono perite, soprattutto in mare, con la speranza di poter raggiungere una terra ospitale».

Trascorrere insieme a questi giovani il Natale è per il cardinale Bassetti occasione di rinnovare la sua solidarietà-vicinanza a quanti soffrono anche per la lontananza dai loro Paesi d’origine, soprattutto per testimoniare che la venuta al mondo di Gesù trasmette ancora, dopo più di duemila anni, il messaggio universale di pace rivolto agli uomini di ogni cultura, nazionalità e fede religiosa.

Profughi

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