A SANGEMINI INCONTRO CON FREI BETTO TEOLOGO BRASILIANO

Frei Betto
Frei Betto

di Elisabetta Lomoro (UJ.com3.0) TERNI – La parrocchia di San Gemini organizza per giovedì 21 marzo alle ore 21 nella Chiesa di San Francesco un incontro dibattito con Frei Betto dedicato a: “Giovani e partecipazione, nuove forme di cittadinanza per una politica di giustizia, sulle orme dell’arcivescovo Oscar Romero”. L’ incontro con Frei Betto, religioso dell’ ordine Domenicano, teologo, scrittore e politico brasiliano, propone la viva testimonianza di una della figure di primo piano della Chiesa latinoamericana. Arrestato e perseguitato dalla dittatura brasiliana nel 1969 per il suo impegno politico e sociale, Carlo Alberto Libanio Christo – meglio conosciuto come Frei Betto – è esponente di rilievo della Teologia della Liberazione e convinto sostenitore del socialismo cristiano.

Autore di oltre 50 libri a carattere religioso e sociale, ha prodotto pagine di profonda e attenta riflessione sulla realtà e cause economiche dello sfruttamento e sull’attualità del pensiero cristiano in tema di responsabilità e presenza accanto agli ultimi. Attivo oppositore della dittatura in Brasile, ha protetto con altri frati domenicani i perseguitati politici impegnati nella liberazione del Paese. Consigliere di governi impegnati in riforme sociali, è stato assessore del programma Fome Zero (Fame Zero) del primo Governo Lula e ha svolto attività pastorale con le comunità ecclesiastiche di base nella cintura industriale di San Paolo. In più occasioni ha svolto un ruolo fondamentale nella costruzione di relazioni tra i paesi di area socialista e la Chiesa Cattolica.

Due volte premio Jabuti, il più importante premio letterario del Brasile, nel gennaio 2013 ha ricevuto dall’ UNESCO il Premio Internazionale José Martì per “il suo eccezionale contributo alla costruzione di una cultura universale di pace, giustizia sociale e diritti umani in America Latina e nei Caraibi”. L’incontro con Frei Betto avviene in un giorno e in un tempo ricco di eventi straordinari come la Giornata mondiale contro il Razzismo e la Giornata della memoria e dell’impegno contro la Mafia del 21 marzo e quella dei Missionari Martiri del 24 marzo. Frei Betto è un testimone della fede, attraverso la sua vita ed il suo impegno nella Chiesa e nella realtà socio-politica della sua terra, con lui commenteremo anche l’elezione del primo Papa latino-americano.

FREI BETTO è una delle voci libere della Teologia della Liberazione. Frate domenicano, giovanissimo, è stato imprigionato e torturato dalla dittatura militare brasiliana. L’impegno umano, inevitabilmente politico, verso i milioni di diseredati che circondano le città e vivono nelle campagne del suo paese, lo ha reso pericoloso agli occhi dei generali che governavano il Brasile.

Ha scritto 53 libri. La sua prosa diretta e affascinante analizza l’economia e la politica, la vita della gente con una razionalità considerata ” sovversiva ” dai governi forti dell’America Latina, e non solo. Non se ne preoccupa. L’ammirazione dei giovani di ogni continente lo compensa dalla diffidenza dei potenti. Venticinque anni fa ha incontrato e intervistato Fidel Castro, libro che ha fatto il giro del mondo. Lula, presidente del Brasile, lo ha voluto consigliere del programma Fame Zero. Frei Betto è oggi consigliere di varie comunità ecclesiastiche di base e del movimento Sem Terra.

Ha vinto vari premi. L’Unione degli Scrittori Brasiliani lo ha nominato Intellettuale dell’anno. Il suo libro ” Battesimo di Sangue “, tradotto in Italia, è diventato un film.

Nato a Belo Horizonte, in Brasile, nel 1944. Ha partecipato alla JEC (Gioventù studentesca cattolica) Dall’inizio degli anni ’60 ha svolto l’attività di giornalista. Nel 1965 è entrato nell’ordine dei domenicani. E’ stato arrestato nel 1969, per il suo lavoro in opposizione al regime militare. E” rimasto in carcere per quattro anni. A partire da un libro pubblicato in quell’epoca ha acquistato fama internazionale. Autore di saggi, romanzi (oltre 40 opere) e numerosissimi articoli, è stato ed è protagonista dell’attività culturale e politica brasiliana. Teologo della liberazione, ha animato l’attività delle comunità di base e la pastorale operaia a San Paolo. Vicino al PT (Partido dos trabalhodores) dalla sua fondazione e amico personale di Lula, è oggi coordinatore della Mobilitazione Sociale del Progetto Fame Zero.

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