VITALIZI – BREGA: “LA CATTIVA INFORMAZIONE PUÒ FARE PIÙ DANNI DELLO SPREAD”

banche(umbriajournal.com) PERUGIA – “La notizia della attivazione della procedura di referendum regionale per la soppressione dei vitalizi di per sé sarebbe una notizia ascrivibile alla categoria ‘dialettica ed esercizio legittimo degli istituti di democrazia diretta’ da parte dei cittadini, se non per le falsità riportate da alcuni organi di stampa con l’aggravio della correità addirittura di rappresentanti delle istituzioni stesse”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Eros Brega, commentando notizie di stampa relative alla richiesta di referendum. “Innanzitutto – spiega Brega – da parte della Regione Umbria e di tutte le altre Regioni italiane, non è stato effettuato alcun escamotage per rinviare l’applicazione della norma sulla abolizione dei vitalizi in virtù del fatto che la norma richiamata, cosiddetta Tremonti (dl 138 del 2011) e poi ripresa dal decreto legge 174/2012 sui cosiddetti costi della politica stabilisce, leggere per credere, che ‘a partire dalla prossima legislatura regionale’ le Regioni abrogano gli istituti del vitalizio. Dunque la Regione Umbria, al pari delle altre Regioni, è nella pienezza della rispondenza al dettato normativo. Non solo, ma tutte le Regioni italiane nel dicembre 2011, con atto autonomo, hanno abolito i vitalizi a partire dalla legislatura successiva a partire da quella in vigore. Tant’è che le Regioni Lombardia, Molise e Lazio appena uscite dal voto, si trovano nella fase a regime della norma dunque fine delle trasmissioni sui vitalizi. Ma allora mi domando: a qualcuno risulta che la Regione Umbria sia andata al voto in questi mesi? Ma dico di più: la malafede di chi aizza il popolo pensando di averne ritorni di visibilità o elettorali ha omesso di raccontare che il passaggio al ‘sistema contributivo’ per la casta regionale non era un obbligo ma una facoltà; ed è stato il sistema regionale stesso, a livello nazionale, a decidere che invece ci saremmo fermati tutti alla abolizione dei vitalizi. Infatti, la semplice abrogazione dei vitalizi avrebbe determinato una riduzione di costi ancora superiore nel medio-lungo periodo alla introduzione del sistema contributivo”.

“Non a caso – prosegue – la lettera m) dell’art. 2 del d.l. 174/2012, tra l’altro – proprio a conferma del fatto che la finalità della norma ‘tremontiana’ è quella dell’abolizione – prevede il passaggio al sistema contributivo dalla prossima legislatura con (in attesa della modifica di legge) limiti anagrafici e temporali alla percezione del vitalizio, salvo che per le regioni che abbiano abolito i vitalizi, alle quali non si applica la norma. Infine, ciliegina sulla torta, si racconta che entro il prossimo 10 giugno il non passaggio al sistema contributivo comporterà la riduzione dei trasferimenti erariali alla Regione Umbria. La malafede però non ha limiti: la legge regionale dell’Umbria, che ha adempiuto alle prescrizioni dei suddetti decreti legge, è stata approvata la prima volta nel 2011, come sopra ricordato, e la seconda nel dicembre 2012. E’ altresì passata allo screening del governo e non è stata impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale. Altro dire non posso, se non consigliare ai venditori di fumo di cambiare avvocati, poiché delle motivazioni tecniche alla base della richiesta di referendum non ne regge nemmeno una; ma forse la colpa è solo della cattiva stampa, si difenderà qualcuno, o forse l’intento è il discredito delle Istituzioni a prescindere. Così, se si torna alle urne, tra forconi e scontrini qualcuno avrà assicurata la riconferma dello scranno da consigliere regionale”.

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