Violenza, omofobia e bullismo, M5s: “Ripartire dall’educazione socio-affettiva”

Occorre quanto prima impegnare la scuola in un progetto educativo volto a ridare dignità alla vita affettiva e relazionale.

Rosetti, M5s, scrive alla Corte dei Conti, no gettoni presenza a consiglieri assenti

Violenza, omofobia e bullismo, M5s: “Ripartire dall’educazione socio-affettiva”

da Cristina Rosetti M5s – E’ ormai evidente come le nuove generazioni, bambini ed adolescenti, crescano in un contesto sociale che, rispetto al passato, non è più in grado di offrire punti di riferimento stabili, sia di tipo normativo, valoriale che culturale. In una società così mutevole e precaria, talvolta contraddittoria, per non dire ostile, risulta oltremodo difficile strutturare una identità stabile su cui poter fare affidamento.

La tendenza alla uniformità risulta, talvolta, essere l’unica arma di difesa contro l’aggressione delle informazioni, spesso ambivalenti, veicolate da mezzi di comunicazione di massa sempre più potenti e sofisticati. Ecco che allora, la relazione, l’identità, la comunicazione nonché l’espressione della propria vita affettiva diventano virtuali.

Il contatto avviene attraverso lo schermo; la realtà virtuale diventa più vera della realtà. La vita interiore rischia così di venire svuotata da falsi valori, improntati sulla superficialità e il disimpegno.

Annullare l’unicità dell’essere umano, nonché la sua ricchezza interiore, rappresenta la strada maestra per consegnare alla società un individuo anonimo, privo di personalità e di spessore morale. In questo quadro, si rende oggi più che mai necessario mettere in campo misure efficaci e forme di insegnamento che promuovano la crescita emotivo-culturale della nuove generazioni.

E occorre partire dalla Scuola – da sempre luogo educativo e di crescita fondamentale – la quale necessita di un ampliamento della propria proposta educativa, che vada oltre l’attività didattica tradizionale, con lo scopo di integrare percorsi formativi in grado di rendere le nuove generazioni, sempre più padrone delle proprie risorse empatiche ed identitarie.

E’ dalle emozioni, dalle relazioni, dalla vita interiore che occorre ripartire per arginare fenomeni devastanti, sotto il profilo personale e sociale, come la violenza, l’omofobia e il bullismo, le quali rappresentano altrettante piaghe della nostra società e cause del sempre più crescente decadimento del tessuto sociale. Fatti di cronaca inenarrabili, sempre più accessibili alle nuove generazioni, dimostrano l’assoluta mancanza di empatia.

Occorre quanto prima impegnare la scuola in un progetto educativo volto a ridare dignità alla vita affettiva e relazionale.

Da tale esigenza, non più rinviabile, scaturisce l’ordine del giorno presentato dal M5S dopo l’importante momento di informazione, formazione e riflessione sul tema della Violenza sulla donna e della violenza di genere, che ha coinvolto importanti servizi e centri istituzionali, come i Centri anti-violenza e il Centro Pari-Opportunità e tante associazioni quotidianamente sul campo per cercare di dare risposte alle crescenti denunce di fatti di violenza.

Con il nostro ordine del giorno, a firma del Portavoce Consigliere Cristina Rosetti, e grazie dal contributo del Dott. Massimiliano Cappelletti, Psicoterapeuta, anche alla luce di quanto disposto dalla Convenzione di Istanbul, impegniamo il Sindaco e la Giunta: ad attivarsi al fine di introdurre, quanto prima, un percorso di “Educazione socio – affettiva” nei programmi di insegnamento delle Scuole Materne e Primarie, allo scopo di educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, al rispetto delle opinioni e delle condotte altrui, nonché alla gestione della propria sfera emotiva, al fine di iniziare una precoce ed efficace attività di prevenzione alla violenza e ai comportamenti deviati; a coinvolgere nella definizione e realizzazione del predetto programma le famiglie e l’intero corpo docente.

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