Vinti a Rifondazione Terni: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”

TERNI – I toni e i contenuti del comunicato diramato dalla Segreteria Provinciale del PRC di Terni mi lasciano molto perplesso. Al di là del giudizio sull’impotenza e la subalternità, certamente non saranno sfuggite, ad esempio, le scelte di politiche abitative attuate dalla Giunta regionale che, dati alla mano, confermano la positività degli indirizzi assunti nonché l’alternativa alle politiche nazionali, condite da pubbliche prese di distanza addirittura della presidente Marini nei confronti del suo assessore. Pertanto, valutazioni che andrebbero ben ponderate proprio con i riscontri della “realtà vissuta”. Ovviamente, se la “realtà vissuta” è quella del posizionamento di Rif. Comunista nelle recenti elezioni comunali, allora non possiamo che cogliere la distanza da quella dei lavoratori e dei cittadini ternani, distanza che ha prodotto l’azzeramento della nostra rappresentanza dopo più di vent’anni in Consiglio comunale. Inoltre rivendico la possibilità di parlare pubblicamente, anche in considerazione del fatto che fa bene, visto che finalmente si è aperto un dibattito sulla sinistra umbra e sul ruolo di Rifondazione, a partire dalle prossime elezioni provinciali.

E particolare, non secondario, perché ancora me lo consente la Costituzione Repubblicana. Sicuramente sarebbe auspicabile che, oltre ai mezzi di comunicazione, questo dibattito avvenisse negli organismi politici preposti. Purtroppo l’inerzia del Comitato Politico Regionale, solo organo di cui sono membro, ormai è diventato un fatto cronico, normale e naturale e la sua inattività non fa più notizia o, forse, non interessa più a nessuno.

Ribadisco che le forze della sinistra umbra e ternana, L’Altra Europa con Tsipras, Sel, Pdci, La Sinistra per Terni, La Sinistra per Perugia, Rifondazione Comunista e altre possibili formazioni, dovrebbero costruire una iniziativa unitaria in vista del Consiglio regionale del 2 settembre sul tema “Riconoscimento stato di crisi area complessa Terni-Narni” e del tavolo nazionale sulla vertenza AST – TK, del 4 settembre, per incidere sulle scelte in maniera concreta e positiva salvaguardando i livelli occupazionali e valorizzando la strategicità del sito produttivo ternano. Mi permetto inoltre di informare i compagni che nell’ultima seduta di Consiglio regionale, la mozione approvata prevede l’utilizzo del “Fondo Strategico Italiano” per l’acquisizione di quote di capitale dell’AST. Come è dimostrabile, in Umbria, grazie ai riscontri della “realtà vissuta” e alla posizione della Giunta regionale, è possibile resistere e non essere subalterni agli interessi delle multinazionali, al liberismo e al governo Renzi. Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

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