Vicenda Gesenu la Giunta Romizi non risponde alle interrogazioni del

ci è stato negato di avere risposte importanti a due interrogazioni

Operazioni antieconomiche a Perugia, M5S, violazione della concorrenza

Vicenda Gesenu la Giunta Romizi non risponde alle interrogazioni del M5S da Cristina Rosetti PERUGIA – Al Consiglio comunale di oggi, 12 dicembre, era presente l’Assessore Barelli, occhi bassi, quasi ad evitare il nostro sguardo, forse, a disagio, per la mozione presentata dal M5S per la revoca delle deleghe, a causa dell’inerzia sulla vicenda Gesenu. La maggioranza ha bocciato la nostra richiesta di dibattito urgente, negando la discussione e nascondendo ancora una volta la testa sotto la sabbia. Analogamente, ha fatto il Presidente del Consiglio, negando l’urgenza alle nostre interrogazioni, così, da togliere dall’imbarazzo la Giunta. Né l’Assessore Barelli si è proposto di rispondere.

E, così, ci è stato negato di avere risposte importanti ad entrambe le interrogazioni. La prima, sul blocco dell’impianto di trattamento dell’umido di Pietramelina e il conferimento ad impianti fuori regione, che da notizie di stampa del grossetano (uno degli impianti di conferimento fuori regione è infatti un impianto di Grosseto) potrebbe proseguire anche dopo Natale, e, la seconda, sulle gravi dichiarazioni pronunciate dal Dott. Stazi, della Società Seit (nel 2010 partecipata al 70% da Gesenu), che ha dichiarato di avere informato i vertici Gesenu (AD e presidenti) delle irregolarità che aveva verificato e che per non essersi piegato (così lo stesso afferma) ha di fatto dovuto chiudere la società e licenziare i propri dipendenti.

Inaccettabile la volontà di questa Giunta e della maggioranza consiliare di evitare ogni occasione di dibattito su un tema che necessita di interventi determinati e urgenti affinché si faccia chiarezza; e visto il fallimento della Giunta, l’indirizzo, chiaro, in tal senso, non può che partire dal Consiglio.

E, intanto, dai giornali si apprende (articolo di oggi de Il Messaggero) che la Dott.ssa Moriconi, direttore tecnico dell’Ati 2 (i 24 comuni che sarebbero stati “truffati”) avrebbe individuato in oltre 3 milioni di euro il danno economico derivante dal mancato adeguamento degli impianti (a cui si aggiungono i danni ambientali). Peccato che lo dica solo ora che la Procura sta indagando e solamente perché richiesta dagli inquirenti.

Ciò conferma che il M5S su questa vicenda ci ha sempre visto chiaro: nessuno ha controllato, ma i danni e gli inadempimenti ci sono stati e non ci risulta che siano stati contestati. Azionare le fideiussioni in garanzia, peraltro, inciderà piuttosto pesantemente sulla Società Gesenu, di cui il Comune sembra dimenticarsi di essere socio al 45 per cento. Come fa, tutto quello che emerge dalle indagini, ad essere avvenuto senza che nessuno sapesse? Confidiamo che la Procura ci dia una risposta.

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