Vicenda Gesenu, Cristina Rosetti: “Ci vien da dire, glielo avevamo detto, ma loro…”

Sanità, dibattito in comune con vertici regionali, assente giunta Romizi
Cristina Rosetti
Vicenda Gesenu, Cristina Rosetti: “Ci vien da dire, glielo avevamo detto, ma loro…”

Gli aggiornamenti quotidiani sulla vicenda Gesenu, ci fanno dire: glielo avevamo detto, ma loro, i nostri amministratori, non hanno voluto sentire. A proposito del compost di Pietramelina, oggetto oggi di indagini importanti della magistratura, all’inizio di marzo di quest’anno, depositavamo un ordine del giorno finalizzato a favorire la diffusione della pratica del compostaggio domestico, la riduzione della produzione di rifiuti, della tariffa e dello smaltimento degli scarti in discarica.

Ci era bastato, infatti, leggere i dati, peraltro disponibili a tutti, anche ai nostri amministratori, dei costi di conferimento all’impianto, della percentuale elevatissima di scarti, che finiscono nella nostre discariche, e della ridotta percentuale del prodotto finale, per capire che si dovesse, anche su questo fronte, cambiare strada. A tale proposito, scrivevamo, mesi or sono che la parte umida costituisce il 30% della totalità dei rifiuti prodotti ed il suo smaltimento in discarica è pericoloso perché causa principale della creazione del percolato, capace di “avvelenare” falde acquifere e terreni. Richiamavamo i dati della relazione Arpa del 2013 (l’ultima disponibile) da cui si evince che la totalità di rifiuti organici prodotti nel Comune di Perugia è di 24.327 tonnellate (organico e verde). Il servizio di gestione dell’organico costa al cittadino 93,10 € a tonnellata (sia per l’organico che per il verde) più i costi del trasporto.

A questo punto il rifiuto organico arriva all’impianto di trattamento centralizzato di Pietramelina. Qui avviene la selezione e la trasformazione del rifiuto in compost, ma i dati che Arpa ci comunica sono allarmanti.

Della totalità del rifiuto conferito solo il 10% si trasforma in compost mentre il 55% è caratterizzato da scarti, contro una media nazionale che si attesta attorno al 7%! Gli scarti vengono recuperati, trasportati e smaltiti in discarica e rappresentano un ulteriore costo per il cittadino, peraltro, non solo economico, ma anche ambientale. Da quanto emerge appare prioritario – dicevamo –  intervenire in questo costoso meccanismo, proponendo la riduzione alla fonte dei rifiuti organici tramite un programma efficace che faccia diventare la pratica del compostaggio domestico una normalissima azione virtuosa che il cittadino può svolgere in maniera autonoma.

La diffusione dell’autocompostaggio comporta una riduzione della quantità di rifiuti raccolti, trattati e smaltiti e riduce l’inquinamento generato dal trasposto, il costo del servizio dell’umido, oltre ad avere un’azione sociale di responsabilizzazione del cittadino alla gestione dei propri scarti. Il Comune, insieme al Gestore non si può limitare alla sola consegna del composter (come accade oggi), dicevamo. Soluzioni intelligenti e virtuose possono portare a forti riduzioni dei costi del servizio e a tariffe più eque per i cittadini. Auspicavamo l’appoggio alla nostra proposta almeno dell’Assessore all’ambiente Barelli. Ebbene l’Assessore Barelli, da cui aspettavamo osservazioni e appoggio su questo come su altri ordini del giorno in tema di rifiuti, ha lasciato cadere la nostra proposta nel dimenticatoio. Anzi in più di un’occasione, in pubblica commissione, l’Assessore ha asserito che Gesenu, in fondo, è una società ambientalmente friendly, vantandosi dei premi dalla stessa ricevuti. Forse, ora, chi, in fondo ci sta andando, sta scoprendo altro.

Ma ancora prima di questo, quasi subito dopo l’insediamento, considerando il tema Gesenu prioritario, dicevamo anche questo. Anche qui, i nostri amministratori hanno fatto orecchie da mercante. Inadeguatezza o convenienza?

RIFIUTI ZERO, TARIFFA PUNTUALE TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI

Il Movimento 5 Stelle aveva ragione ancora una volta: Gesenu è stata il “bancomat” dei comuni per anni. Inoltre, con la garanzia delle tariffe dei perugini (tra le più alte d’Italia), va a fare business fuori regione e si indebita a nostro danno e a danno dei lavoratori umbri. I vertici dell’azienda, in questi giorni, hanno spiegato che le difficoltà di Gesenu non hanno influito sui servizi; su questo aspetto urge fare chiarezza.

I costi.

I costi procapite del servizio a Perugia sono nettamente superiori alla media regionale.

Analizzando la relazione dell’ATI 2 – organo di controllo – relativa all’andamento del servizio nell’anno 2013, risulta che i costi per il solo comune di Perugia ammontano ad Euro 32.704.201,40<tel:32.704.201,40> (nel 2007 erano di circa 26 milioni di euro) che equivalgono a 192,70 Euro ad abitante, contro una media regionale di circa 171,00 Euro ad abitante.

La raccolta differenziata.
I vertici Gesenu parlano di una raccolta differenziata in continua crescita, ma dimenticano di dire che sono stati “sanzionati” per non aver raggiunto gli obiettivi di legge. Per il 2012, Gesenu dovrà pagare una penale di 65.800 euro, alla quale se ne aggiungerà un’altra per il 2013, avendo fallito l’obiettivo del 65%. L’obiettivo dichiarato è del 59%. Se poi si analizza il metodo di calcolo della RD, appare piuttosto peculiare l’inserimento del compostaggio domestico nel calcolo della FOU “Frazione  Organica Umida”, quando andrebbe più correttamente considerato una forma di riduzione del materiale inviato a smaltimento. Peraltro, il calcolo di tale quantitativo è piuttosto discutibile, risultando non reale, ma stimato sulla base dei composter distributi ed a prescindere da calcoli effettivi sul compost prodotto. Ciò secondo uguaglianza: 1 composter consegnato =  300 kg di FOU all’anno.

Tale meccanismo presuntivo giova al calcolo della RD per circa 1.739 tonnellate, nel 2013, per il solo comune di Perugia. Altra peculiarità che emerge dal calcolo della RD è il considerare il multimateriale raccolto nell’ambito del calcolo della raccolta differenziata, senza considerare gli scarti risultanti dal processo di separazione dei materiali effettuata presso gli impianti di Ponte Rio, che finiscono in discarica. Gesenu tace il dato più importante: la quantità e qualità dei materiali inviati a riciclo e il ricavo derivante dalla vendita dei materiali. La stessa Ati 2 non fornisce alcuna informazione in merito, fornendo al cittadino sono l’indicazione di un modestissimo ricavo complessivo e pari a poco più di un milione di euro, che dovrebbe contribuire a ridurre le tariffe dei cittadini virtuosi, ma che non sappiamo che fine faccia. Ma la trasparenza non trova applicazione neppure sul quantitativo di rifiuti effettivamente conferito in discarica. Il dato dichiarato relativo alla discarica di Borgogiglione nel 2013, è infatti pari a 198.000 tonnellate circa. Considerando però che la produzione di rifiuti di tutta l’ATI 2 am<calendar:T1:2%20am>monta a 208.962 tonnellate, e che la Raccolta Differenziata ha raggiunto le 118.863 t, in discarica dovrebbero essere conferite circa 90 mila tonnellate anno. Da dove provengono allora le quasi 100mila tonnellate in più smaltite a Borgogiglione? E’ bene evidente che non sappiamo quali e quanti rifiuti vengono conferiti dagli altri Ati e quanto del materiale differenziato e dei relativi scarti vengono conferiti in discarica. Le tante domande che non trovano risposta da parte dei vertici Gesenu e degli organi di controllo, le incongruenze evidenti e le tariffe troppo elevate, anche rispetto alla qualità del servizio fornito, costituiscono campanelli di allarme che dovrebbero porre in allerta il nostro Sindaco. Il Movimento 5 Stelle, che da sempre si batte per una corretta gestione dei rifiuti, ritiene che si debba approfittare della crisi che investe Gesenu per attuare la strategia Rifiuti Zero e passare, finalmente, alla tariffa puntuale (più riciclo meno pago!), peraltro, prevista dall’attuale piano regionale dei rifiuti e rimasta sulla carta, nella totale indifferenza del partito unico, compreso il nostro Sindaco, per 10 anni consigliere comunale. Urge creare un sistema di tracciabilità dei rifiuti, avviati a riciclo e conferiti in discarica, per un monitoraggio in tempo reale da parte dei cittadini.

Il Sindaco Romizi non può che fare questa scelta, dicevamo: Rifiuti Zero, tariffa puntuale e tracciabilità dei rifiuti, se è davvero dalla parte dei cittadini.

 

Vicenda Gesenu

1 Commento su Vicenda Gesenu, Cristina Rosetti: “Ci vien da dire, glielo avevamo detto, ma loro…”

  1. Il comitato di Pietramelina sono anni che sostiene tutto quello che ha detto lei signora Rossetti; sono stati sbeffeggiati sia dagli amministratori che da tanti cittadini. Oggi che è palesemente chiaro che questi rispettabilissimi signori, che io ho conosciuto nelle tante assembee, che hanno fatto negli anni spero che qualcuno abbia almeno il buon senso di chidere loro scusa. In fondo le loro battaglie erano per il bene di tutti noi, eccato che non tutti lo hanno capito prima, forse si potevano limitare i danni.

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