Vicenda Gesenu, Barelli prenda esempio dal M5S, non citarlo a sproposito

la Giunta Romizi è rimasta inerte, non ha apportato cambiamenti

Vicenda Gesenu, Barelli prenda esempio dal M5S, non citarlo a sproposito

Vicenda Gesenu, Barelli prenda esempio dal M5S, no citarlo a sproposito
da Cristina Rosetti Portavoce Consigliere M5S

PERUGIA – Nella vicenda Gesenu, la Giunta Romizi è rimasta inerte, non ha apportato cambiamenti societari quando doveva, ad inizio mandato, e non ha vigilato sulle inefficienze. Tanto che la c.d. riduzione del 10% della Tari è avvenuta con tagli ai servizi. L’Assessore Barelli “interrogato” più e più volte dal M5S su cosa stesse mettendo in campo per arginare i danni ai cittadini, di una gestione evidentemente inefficiente (non ci volevano le indagini della DDA a capirlo), per cambiare discorso, avendo poco o nulla da elencare in materia, ha attaccato a più riprese il M5S su presunte cattive gestioni in altri comuni, a guida 5 Stelle, soprattutto, a Livorno, dove non si sarebbero tutelati i lavoratori, ma si era scelto di portare i libri in Tribunale.

Ebbene, oggi, con immenso piacere, rispondiamo ancora una volta su quanto abbia fatto il Sindaco 5 Stelle di Livorno per risanare la società, con dati che non annuncia il Sindaco Nogarin, ma che certifica il Commissario giudiziale incaricato dal Tribunale fallimentare di Livorno.

In pochi mesi una società in estreme difficoltà finanziarie e con lavoratori precari, nel concordato preventivo in continuità ha trovato la giusta via d’uscita. I risultati sono oltre le aspettative e i primi numeri sono straordinari: in pochi mesi il valore della produzione è cresciuto di oltre 500mila euro rispetto alle previsioni contenute nel piano di concordato, mentre i costi si sono ridotti di oltre 1,5 milioni di euro grazie a politiche di efficientamento negli acquisti e nella gestione del personale.

Molti lavoratori che prima erano inidonei, sono tornati in servizio. La decisione della Giunta 5 Stelle di procedere con il concordato in continuità sta dunque realmente producendo un risanamento della società; che non ci sarebbe stato se Livorno avesse seguito la tradizionale e ingiusta strada della ricapitalizzazione, facendo pagare le inefficienze ai cittadini. Questo conferma che amministrare bene una città si può, ma che occorre perseguire l’interesse generale e non avere timori.

Caratteristiche che la Giunta Romizi ha dimostrato palesemente di non avere, visto, peraltro, che anziché rispondere alle istanze dei cittadini, preferisce esercitarsi con le querele.

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