Vertenza Colussi, Ciprini, M5s, Governo glissa e rimpalla alla Regione

Continueremo a fare pressing affinché il Gruppo presenti un concreto Piano di rilancio, al fine di garantire i livelli occupazionali

Vertenza Colussi, Ciprini, M5s, Governo glissa e rimpalla alla Regione

Vertenza Colussi, Ciprini, M5s, Governo glissa e rimpalla alla Regione

da Tiziana Ciprini (deputata M5S e membro in commissione Lavoro)

Il ministero del Lavoro ha risposto all’interrogazione presentata dalla deputata 5Stelle, Tiziana Ciprini, in cui chiedeva un intervento per garantire il futuro occupazionale dei 125 dipendenti di Colussi, al fine di scongiurare i licenziamenti paventati.

“In riposta alle richieste avanzate, il dicastero è stato elusivo affermando che non verrà aperto alcun tavolo governativo, ma limitandosi a ribadire che verrà monitorata la vertenza, e ritenendo che la questione Colussi riguardi la Regione Umbria, già attiva attraverso incontri tra sindacati e azienda.

On. Ciprini

Inoltre, secondo il governo, il management Colussi avrebbe predisposto un nuovo Piano industriale presentato nelle scorse settimane, per cui sarebbero previsti investimenti complessivi per 80 milioni di euro, dei quali 30 milioni destinati, secondo quanto dichiarato dalla Regione Umbria, anche alla formazione e riconversione delle professionalità all’interno dell’organico di Petrignano.

Tuttavia, ad oggi, non si conoscono ancora le reali intenzioni del management Colussi, nonostante la situazione occupazionale non sia legata a difficoltà aziendali o di business, come ha affermato l’azienda stessa.

Quello che è certo, è che le fette biscottate non verranno trasferite a Petrignano, non si conoscono nuove linee di produzione e garanzie di nuovi investimenti, di rilancio della produzione e dunque di occupazione.

I dipendenti e i sindacati vogliono sapere dall’azienda quali siano i progetti per il rilancio della produzione e del lavoro, poiché si sentono stretti nella morsa del ricatto tra licenziamenti e accettazione di condizioni di lavoro peggiorative, nascoste dietro l’alibi del ‘nuovo modello organizzativo’, prospettato dal Gruppo.

Allora c’è da chiedersi: se la situazione occupazionale non è legata a problemi economici aziendali, perché a rimetterci il posto devono essere i lavoratori?

Il governo avrebbe dovuto e potuto chiedere conto del Piano industriale per verificare le reali intenzioni del Gruppo e non glissare rimandando la questione nelle mani della Regione. Continueremo a fare pressing – conclude Ciprini – affinché Colussi presenti un concreto Piano di rilancio, al fine di garantire i livelli occupazionali”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*