Vendita quote Gesenu, Rosetti, M5S, antimafia conferma nostre preoccupazioni

M5S dice che la gestione dei rifiuti deve tornare in capo alla Città

Vendita quote Gesenu, Rosetti, antimafia conferma nostre preoccupazioni

Vendita quote Gesenu, Rosetti, antimafia conferma nostre preoccupazioni

Se il Sindaco Romizi andrà avanti sulla strada della vendita delle quote Gesenu e non intraprenderà tutte le azioni necessarie a riprenderci in mano la gestione dei rifiuti ne chiederemo la sfiducia.
Dal nostro insediamento in Consiglio Comunale, Gesenu e la gestione dei rifiuti a Perugia hanno rappresentato un chiodo fisso del M5S. Atti su atti, con dati analisi e proposte di intervento forte nei confronti di una società che contrariamente a quanto si ostina ad affermare la Giunta Romizi è certamente da attenzionare con estremo rigore.

Abbiamo denunciato a più riprese, con dati alla mano, che la gestione dei rifiuti era tutt’altro che virtuosa, comitati di cittadini hanno per decenni denunciato una gestione delle discariche e degli impianti connessi quanto meno inappropriata. Spesso derisi, il più delle volte tacciati di “esagerare”, abbiamo proposto di “commissariare” Gesenu e di chiamare a rispondere chi in questi anni doveva controllare e non l’ha fatto, ancora prima della notifica delle interdittive antimafia.

Vendita quote Gesenu

Abbiamo con forza detto che il commissariamento dei contratti e le indagini in corso devono trasformarsi nell’occasione – unica per la nostra città – di riprenderci in mano la gestione dei rifiuti. Ma la Giunta Romizi, in un immobilismo che vsito il quadro delineato dalla Commissione antimafia, fa tremare i polsi, per bocca del Vice-Sindaco Barelli, risponde che Gesenu è una società sana, che va “bonificata” con il solo cambio del consiglio di amministrazione, e va rilanciata con la raccolta differenziata.

Per poi procedere a vendere le quote pubbliche. Nelle parole di Barelli, nella migliore delle ipotesi si legge tutta l’incapacità di rendersi conto della reale situazione in atto; quella situazione che invece alla Commissione parlamentare antimafia è molto chiara, che va – e giustamente – all’attacco del socio pubblico di Gesenu, che non ha vigilato, che si è accontentato di detenere una quota minoritaria all’interno della società e per aver permesso ad un partner privato con una configurazione così poco trasparente di trovare spazio.

Le mafie, dice la Bindy mandano spesso avanti quelli con la faccia pulita. La commissione antimafia conferma la nostra opinione: non basta cambiare il CDA e i rappresentanti dei soci – come sostiene il Vice-Sindaco Barelli – per rimediare ad una situazione così complessa e compromessa. Ma la Bindy va oltre e sottolinea come non sia sufficiente tagliare i rami malati perché c’è il grosso rischio che ad essere condizionata sia stata anche la parte sana.

Dalla commissione antimafia emerge la soluzione da noi proposta e che il Sindaco Romizi tiene nel cassetto: tornare alla gestione pubblica. Ma il pubblico che il M5S propone non è il pubblico “carrozzone” e clientelare, al quale ci hanno abituato, destra e sinistra, ma un pubblico sano, partecipato e trasparente, che lasci il clientelismo fuori della porta. In questo quadro, come se nulla fosse, il Vice-Sindaco Barelli organizza convegni, con Gesenu e Gest sull’economia circolare, con la partecipazione di Arpa Umbria, che, da una parte, è consulente dell’antimafia per le indagini su ipotesi di reati gravissimi e, dall’altra, partecipa al convegno, come se nulla fosse…Poi si chiede perché cittadini e comitati non abbiamo fiducia nel suo operato.

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