Vecchietti: “Subito un nuovo piano sanitario regionale per liberare la sanità dai corporativismi”

La moltitudine di dati riguardanti la qualità del servizio sanitario regionale non deve confondere: l’Umbria in questi anni ha subito un forte depotenziamento dei livelli di assistenza, causato da incontrastati tagli alla spesa pubblica e dall’assenza di ogni programmazione regionale nella ripartizione delle risorse e nell’organizzazione dei servizi.

Gli umbri attendono ancora l’attuazione dell’accordo di programma del marzo 2013 con il Ministero della Salute per gli investimenti sanitari, come pure la riorganizzazione dei presidi territoriali, impoveriti progressivamente in termini professionali e di risorse economiche, la riduzione dei tempi di attesa per le visite programmate, l’applicazione delle terapie con farmaci cannabinoidi e l’impiego della RU 486 in regime di day hospital.

Al contrario, la Regione ha scelto di proseguire nella centralizzazione dei servizi di base e di prevenzione, affossando la Legge d’iniziativa popolare per la riforma del sistema sanitario e procedendo unilateralmente alla sottoscrizione della convenzione con l’Università, con la quale si è in sostanza istituito un sistema di deroga permanente, con grave danno per la capacità di risposta ai bisogni di salute.

Come Umbria per un’altra Europa ci impegniamo a contrastare la deriva corporativistica di cui è preda la sanità regionale, che compromette la tenuta complessiva del sistema ed il suo carattere pubblico ed universalista. C’è bisogno di una nuova fase di programmazione, aperta alla partecipazione degli operatori sanitari e della cittadinanza, che alle logiche clientelari sostituisca un’autentica democratizzazione dei servizi.

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