Vecchietti: Stati generali delle autonomie locali contro tagli e disservizi

da Michele Vecchietti (Candidato Presidente “L’Umbria per un’altra Europa”)
L’incontro con le rappresentanze del pubblico impiego ha confermato la presenza di un quadro allarmante anche in Umbria: i tagli lineari del governo Renzi e il fallimento della riforma endoregionale della giunta Marini stanno facendo precipitare il governo del territorio ed i servizi pubblici nell’abbandono e nella confusione.
Con la legge di riordino delle funzioni di governo del territorio siamo giunti al paradosso che le mansioni assegnate alla regione dalla riforma Delrio sono svolte dal personale in esubero delle Province, condannate in questo modo al dissesto nel giro di pochi mesi.
Un paradosso che lede la dignità del pubblico impiego, usato come capro espiatorio di una classe politica intenta a difendere le proprie posizioni di rendita, e che cancella attività fondamentali di vigilanza: basti pensare che il controllo sulle attività di cava è oggi assegnato alla Regione, ovvero lo stesso ente che concede le autorizzazioni, fatto questo che determina potenziali conflitti d’interesse.
In questi anni non si è giunti alla costituzione delle unioni dei comuni, al superamento dell’iniquità fiscale determinata dalla tassa di bonifica, al ricollocamento del personale delle ex Comunità montane: adesso, con la vertenza delle Province, la Regione si disinteressa di un ente la cui soppressione, anziché produrre benefici e razionalizzazione dei servizi, determina l’eliminazione di un livello d’intervento sulle attività produttive, sui piani regolatori, sulla manutenzione delle strade.
A ciò si aggiunge il ritardo della riforma dei centri per l’impiego, della Polizia provinciale, nella stabilizzazione dei precari dell’amministrazione statale, di cui ne è un esempio la vicenda dei tirocinanti presso i tribunali, abbandonati a se stessi dopo anni di impiego con stipendi da fame.
Bisogna riaprire la partita con un percorso di confronto e condivisione delle scelte con i lavoratori e i cittadini: servono veri e propri stati generali delle autonomie locali per respingere semplificazioni distruttive e garantire la continuità delle funzioni, delle risorse e dell’impiego del personale.
Questo, e non il silenzio compiacente verso il governo Renzi, è il modo per cancellare sprechi e privilegi anziché posti di lavoro e servizi pubblici.

da Michele Vecchietti (Candidato Presidente “L’Umbria per un’altra Europa”)

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