Vecchietti: “Renzi affossa l’Umbria, l’Umbria boccia la Marini”

La forte crescita in Umbria delle procedure fallimentari nel primo trimestre del 2015 certifica le condizioni di profonda sofferenza dell’economia regionale. Rischiamo che la disoccupazione dilaghi. Altro che anno felix! Il mito del Jobs Act si rivela per quell’inganno che è sempre stato, al pari degli ottanta euro ripresi poi dal governo a suon di tasse. Tutto il mondo del lavoro da quello dipendente, agli artigiani, ai professionisti e alle partite IVA è sempre più segnato dalla precarietà, dallo sfruttamento e dalle disuguaglianze, mentre la stretta sul credito e l’inadeguatezza delle protezioni sociali aggravano la spirale recessiva. L’inadeguatezza del nostro Governo Regionale è certificata dal fatto che l’Umbria soffre più delle altre regioni italiane. Dobbiamo cambiare passo:sottraendo risorse ai mille baronati dell’Umbria massonica, dobbiamo predisporre un piano regionale per il lavoro e per la lotta alla povertà; strumenti con cui sostenere direttamente la popolazione, introducendo il reddito di cittadinanza, anticipando il pagamento degli ammortizzatori sociali, abbattendo le barriere nell’accesso al credito, utilizzando le risorse comunitarie per l’occupazione e lo sviluppo. Solo una grande redistribuzione della ricchezza può far ripartire l’economia regionale.

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