Vecchietti: “Il welfare torni ad essere strumento di partecipazione, contro tagli e unilateralismi”

da Michele Vecchietti (Candidato presidente L’Umbria per un’altra Europa)
Anni di tagli al welfare stanno determinando una strisciante negazione di diritti per milioni di non autosufficienti nel nostro Paese: ne pagano le conseguenze quanti hanno bisogno di assistenza, privati della possibilità di esercitare la loro autonomia, le famiglie, costrette a farsi carico in misura sempre più pesante del lavoro di cura, gli operatori sociali, messi di fronte a contesti sempre più difficili e con retribuzioni inadeguate.

Gli enti locali e la regione hanno perseverato ad assumere scelte unilaterali, senza istruire nessun processo partecipativo con i diretti interessati e disattendendo gli impegni presi rispetto all’attuazione della presa in carico globale ed all’istituzione dell’audit civico. Proseguono gli investimenti nelle strutture e la concentrazione dei non autosufficienti in centri diurni sovraffollati e manchevoli di risorse e mezzi in grado di favorire la socializzazione; alla sempre maggiore compartecipazione alla spesa a carico delle famiglie, ottenuta anche attraverso il ricorso arbitrario da parte delle amministrazioni al calcolo dell’ISEE famigliare in sostituzione di quello individuale, corrisponde dunque un pesante peggioramento dei servizi.

Redistribuire la ricchezza nella nostra regione dall’alto verso il basso significa anche tornare ad investire nel sistema di welfare, contrastando le conseguenze dell’austerità attuata dai governi nazionali; ciò consentirebbe di disporre delle risorse necessarie per garantire ai non autosufficienti il diritto a scegliere il tipo di assistenza, secondo quanto disposto dalla convenzione ONU delle persone con disabilità, assicurando allo stesso tempo il lavoro e la formazione degli operatori sociali. Per tutto questo serve dare attuazione ad un grande processo partecipativo, che superi un sistema decisionale basato sul binomio tra amministrazioni e gestori dei servizi ed apra la gestione e la programmazione delle attività di cura a quanti ne hanno diritto.

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