Valnestore, Liberati M5s, verificare responsabilità dei politici

Liberati: “Terre dei fuochi umbre, M5s già nel gennaio scorso incontrò Arpa sulla vicenda”

Valnestore, Liberati M5s, verificare responsabilità dei politici

Valnestore, Liberati M5s, verificare responsabilità dei politici

“Continuate a contaminare il vostro letto e verrà una notte in cui rimarrete soffocati dai vostri stessi rifiuti’. Un dire profetico del capo indiano Seathl che, già 150 anni fa, descriveva impeccabilmente il futuro”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati intervenendo sulla situazione ambientale in Valnestore per la quale annuncia la presentazione di una interrogazione: “Ecco spiegati – dice – gli sconcertanti dati, finalmente emersi, del report del Registro tumori umbro relativi al Comune di Piegaro, con tassi di incidenza e mortalità ben al di sopra della media regionale e dei dati relativi alle più grandi città dell’Umbria”.

Il capogruppo regionale pentastellato fa sapere che “analoghi atti ispettivi saranno presentati anche dai consiglieri comunali di Panicale e Piegaro (Valerio Spanu e Stelvio Olivi)”, e spiega che le questioni da chiarire riguardano: “da dove provenivano i rifiuti sotterrati a Pietrafitta e nel circondario; chi ha concesso le autorizzazioni, qualora vi siano state; chi doveva monitorare sullo stato di crescente inquinamento, testimoniato visibilmente anche dalle acque nerissime dei laghetti adiacenti alla centrale, e sulle condotte assunte; Quali attività hanno condotto i sindaci del posto, assessori regionali e rappresentanti eletti, rispetto a quanto certamente si mormorava non solo in loco”.

Liberati chiede, in sostanza, che “si faccia luce sulle responsabilità politiche di chi amministrava Comune e Regione in quegli anni, così come le colpe di coloro che, nei decenni successivi hanno scientemente taciuto, condannando per il tempo a venire i cittadini e un intero territorio”.

“Dopo il caso delle milioni di tonnellate di ceneri riversate alla fine degli anni ’80 su Fabro – ricorda il capogruppo pentastellato -, denunciate nell’autunno scorso dall’intero M5S anche in Parlamento, è bene sapere che gli stessi portavoce M5S regionali e locali, unitamente agli attivisti di Piegaro e Panicale, avevano già aperto il filone della Valnestore, dopo 30 anni di silenzi, di omertà e di paura. Una catena indegna che sarà spezzata. Per questo – spiega – ci siamo confrontati più volte sull’argomento, interloquendo rigorosamente, già nel gennaio scorso, con Arpa e col direttore Ganapini per chiedere conto su tanto secretato marciume e per sollecitare severi controlli”.

Liberati si dice certo che “tra Piegaro e Panicale, la terra continuerà pure in futuro a vomitare tonnellate di rifiuti pericolosi, nascosti per decenni non solo sotto la centrale Enel, ma anche in aree non propriamente marginali della Valnestore. È doveroso – conclude – parlare degli esiti infausti di tanto reiterato disprezzo delle regole: centinaia di morti e un territorio sfigurato, devastante scenario che rispunta oggi grazie alla testimonianza coraggiosa di chi ‘ha visto’ e rifiuta l’omertà di chi mette la testa sotto la sabbia, o le ceneri”.

Valnestore

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*