Umbricellum, al via il ricorso contro la legge elettorale umbra Galgano (Sc): “Si viola la costituzione”

PERUGIA – Il ricorso avrebbero potuto scriverlo il segretario regionale del Pd, Leonelli e il capogruppo a palazzo Cesaroni, Locchi viste le dichiarazioni sull’illegittimità del premio di maggioranza senza soglia rilasciate nelle settimane precedenti all’approvazione della legge elettorale da parte del consiglio dell’Umbria. E’ stata la deputata di Scelta Civica, Adriana Galgano a riportarle durante la conferenza stampa organizzata all’hotel La Rosetta di Perugia, insieme al Movimento 5 stelle e al Comitato per la democrazia in Umbria, per presentare il ricorso al tribunale civile di Perugia che verrà adito contro il testo. “Scelta Civica fa parte della maggioranza – ha sottolineato Galgano – ma questo non significa fare i servi sciocchi specie quando il Pd si contraddice in modo così smaccato”.

La parlamentare ha ricordato l’interpellanza presentata alla Camera e “l’assurda replica” del sottosegretario Bressa. “Come si dice, quando non puoi batterli, provi a confonderli – ha ironizzato – e questo è stato il tentativo visto che ha citato diverse leggi che, a loro volta, rimandano ad altre norme spostando l’asse del discorso su un punto non fondamentale. Quello che noi contestiamo, infatti, è ben altro ossia la non rispondenza della legge elettorale umbra a quanto disposto dagli articoli 48 e 3 della Costituzione che prevedono l’uguaglianza del voto e dei cittadini di fronte alla legge: non ci sono elettori di serie A e B a seconda che votino per il Parlamento o per i consigli regionali”. Galgano ha colto l’occasione per ribadire le sue perplessità sulla legge elettorale nazionale, meglio nota come Italicum, e che “per evitare il ripetersi di casi simili al ‘Porcellum’ o all’‘Umbricellum’, abbiamo introdotto un emendamento alla riforma costituzionale che prevede il parere preventivo della Consulta sulle leggi elettorali approvate”.

Anche il deputato del M5S, Filippo Gallinella, in conferenza insieme alla collega Tiziana Ciprini, ha ripercorso l’iter dell’interrogazione presentata alla Camera durante il question time cui ha risposto il ministro Boschi anticipando l’intenzione del Governo, poi ufficializzata da Bressa, di non impugnare la legge umbra di fronte alla Corte Costituzionale. “L’Umbricellum è un testo cucito su misura per il Pd – ha attaccato il grillino – che uccide la rappresentanza politica territoriale. Continuare a trincerarsi dietro una formale e sterile differenza tra legge elettorale nazionale e regionali è una vergogna. Visto che il governo – ha chiuso il parlamentare – non ha coraggio e responsabilità per impugnare l’Umbricellum, sarà una sentenza della magistratura a colmare il vuoto politico”.

Al coro dei contrari ha aderito anche la capogruppo dell’Udc in Regione, Sandra Monacelli che, dopo aver ribadito di non aver votato il testo in Consiglio, ha illustrato l’interpellanza presentata dal presidente della commissione bicamerale per gli Affari regionali, D’Alia nella quale si rinnova, al Governo, la richiesta di impugnare la legge umbra. “Non si possono cambiare le regole del gioco in corsa – ha detto Monacelli – per garantirsi la vittoria: così si trucca la partita e questo è quello che è accaduto in Umbria. Dobbiamo lavorare per promuovere un’uniformità delle leggi elettorali regionali per evitare che ogni Ente si cucia il vestito su misura e l’indignazione per dire basta deve partire dal basso. Per questo – ha concluso l’esponente dell’Udc – aderiamo con convinzione alla battaglia portata avanti dal Comitato”.

Quindi, sono stati i legali che si stanno occupando del ricorso, Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino del foro di Perugia, presenti in conferenza stampa, cui si aggiunge anche Felice Besostri, già vincitore del ricorso contro il ‘Porcellum’. “Presenteremo ricorso al tribunale civile di Perugia in settimana – hanno detto – e poi c’è un termine di 60 giorni per la fissazione dell’udienza che, tuttavia, contiamo sia convocata prima della data delle elezioni. Il testo verrà notificato alla Regione che avrà 30 giorni per presentare le sue motivazioni. Questo per quanto attiene la tempistica mentre riguardo le ragioni alla base del procedimento – hanno proseguito Ricciardi e Pennino – la legge elettorale umbra viola la Costituzione all’articolo 48 per quanto attiene l’uguaglianza del voto, contrasta con la sentenza n. 1 del 2014 della Consulta per il premio di maggioranza attribuito senza soglia, disattende anche lo statuto del consiglio regionale in quanto non si è chiesto il parere del comitato per le pari opportunità come previsto per le norme che hanno a che fare con questioni di genere e non ha tenuto conto del parere espresso dagli uffici tecnici della Regione che avevano già sollevato perplessità in merito all’attribuzione del premio di maggioranza senza soglia”.

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