Umbria, urto renziano su Marini, Leonelli stoppa Cecchini-Rometti

Giacomo Leonelli, segretario regionale Pd, lancia un nuovo appuntamento per la valorizzazione del paesaggio, dopo quello di Villa del Colle del Cardinale
Giacomo Leonelli, segretario regionale Pd, lancia un nuovo appuntamento per la valorizzazione del paesaggio, dopo quello di Villa del Colle del Cardinale

da Marco Sacchetti (caporedattore DIRE)
La parola d’ordine per la composizione della nuova Giunta umbra sarà “rinnovamento completo”. Lo assicura Giacomo Leonelli, segretario regionale del Partito Democratico, che parla della necessità, per il suo partito, di lavorare già in ottica del 2020, seguendo modalità nuove per dare un segno agli elettori. “Dobbiamo giocare d’attacco nei prossimi anni- spiega Leonelli alla ‘Dire’ prefigurando l’urto renziano sulla giunta Marini – dobbiamo abbandonare i vecchi schemi consolidati che ormai appartengono al passato.

Per dare questo messaggio, il primo passo sarà la composizione della Giunta”. Una dichiarazione che sembrerebbe lasciar intendere la volontà di lasciare fuori da Palazzo Donini Fernanda Cecchini e Silvano Rometti, ex assessori rieletti in Consiglio regionale con un buon numero di voti (rispettivamente 6.807 e 4.072), intenzione che però il Segretario si guarda bene dal confermare.

Il rinnovamento di cui parla, infatti, sarebbe nel modo di lavorare e “non per forza nelle persone”. Quanto alla composizione della Giunta, i rumors dicono che le donne saranno almeno due e che la corrente che fa capo al sottosegretario agli Interni Gianpiero Bocci sarà ben rappresentata, con il probabile ingresso nella squadra di governo di Catiuscia Marini dei “suoi”: Donatella Porzi (prima degli eletti), Luca Barberini (il secondo arrivato), Marco Vinicio Guasticchi o Andrea Smacchi. Ma sull’ipotesi di una Giunta a componente fortemente renziana, Leonelli non si sbilancia: è possibile, ma “non ho ancora parlato con la Presidente”.

E aggiunge che già nella lista per il consiglio si è”cercato di rappresentare tutte le anime del Pd” (potrebbe esser così anche a Palazzo Donini) e che “il numero di preferenze non sempre è così significativo, perché spesso a prevalere sono personalità che hanno già ricoperto importanti ruoli a livello istituzionale”. Una chiosa sinistra per i recordman storici di preferenze, Cecchini e Rometti appunto. “Dopo la Toscana, siamo quelli che hanno perso di meno, in altre regioni il Pd ha preso meno voti di noi ma ha vinto più facilmente perché il centrodestra era diviso, mentre qui si é presentato compatto”. Così il segretario del Pd dell’Umbria Giacomo Leonelli, in un colloquio con la ‘Dire’ dedicato all’analisi del voto regionale raffrontata alle europee 2014. Nel caso del voto per il Parlamento europeo “abbiamo attratto un voto di speranza dovuto all’effetto Renzi’- spiega Leonelli- che in questa occasione non siamo riusciti a trasmettere in nessuna delle nostre regioni”.

Tuttavia l’Umbria è stata ‘meno peggio’ di altre regioni, nonostante il distacco con il centrodestra, rispetto al 2010, si sia ridotto da 10 a 3 punti percentuali, anche nel paragone con le Comunali di Perugia vinte dal centrodestra l’anno scorso. “Abbiamo confermato il primo turno di Perugia, rimanendo esattamente al 35%, ma le coalizioni sono del tutto cambiate. Sono loro (il centrodestra, ndr) ad aver perso voti”.

Guardando alla situazione nazionale, il segretario del Pd umbro Giacomo Leonelli, da sempre renziano, condivide in pieno la linea del premier. “Per quanto riguarda Rosy Bindi, penso che l’irritualità e intempestività delle sue mosse sia lampante; se ci aggiungiamo che correndo divisi in Liguria, abbiamo consegnato una regione in cui il centrodestra era in grande difficoltà al portavoce di Forza Italia Toti, il ragionamento di Renzi non può che esser condivisibile”, conclude commentando i fatti degli ultimi giorni.

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