Umbria TPL e Mobilità a rischio pignoramento dei creditori, monito M5S

Umbria mobilità, finanza e polizia a lavoro, ci sono indagati
Umbria TPL e Mobilità a rischio pignoramento dei creditori, 21 per cento Comune di Perugia

Oggi in seconda commissione, il partito unico ha approvato la modifica statutaria di Umbria TPL e Mobilità, partecipata pubblica, il 21% in mano al Comune di Perugia, la c.d. Bad Company che all’indomani del rischio di fallimento del trasporto regionale si è tenuta patrimonio e debiti (fino a pochi mesi fa erano ben 376 milioni di euro), maturati a seguito della fallimentare esperienza della fusione delle società di trasporto regionali che, nel luglio 2012, portava la Società vicina al fallimento. Per quella vicenda, ad oggi, non vi sono responsabili. Una proposta, quella di modifica dello Stauto, propedeutica ad un affidamento alla medesima Società della gestione dell’intero trasporto regionale (la prima esperienza sembra non aver insegnato nulla), portata in commissione dall’Assessore Casaioli, con il massimo dell’approssimazione possibile.

L’Assessore spiega che l’operazione dell’attribuzione a Umbria TPL e Mobilità del ruolo Agenzia regionale del trasporto pubblico è sorretta da quelle che sono di fatto, ad oggi, due speranze: un risparmio fiscale dell’IVA, di circa 1 milione e duecento mila euro, ma per essere sicuri ci vuole l’interpello all’Agenzia delle Entrate, ma soprattutto e ben più grave la speranza che i creditori di Umbria Mobilità e TPL non attacchino le risorse del fondo trasporti una volta trasferiti nelle casse della società.

Una volta attribuita la qualifica di Agenzia regionale ad Umbria TPL e Mobilità alla stessa sarebbe trasferita anche la gestione del contratto di servizio del nostro trasporto pubblico, dice il Mobility Manager, Ing. Naldini, che parla di rischi da correre… Ovvero secondo Giunta e Dirigenza del Comune di Perugia un possibile, oggi ancora non certo, risparmio di poco più di un milione di euro, varrebbe il rischio di pignoramento delle risorse di tutto il fondo destinato al trasporto pubblico. Siamo sempre più basiti dall’approssimazione e sottovalutazione delle implicazioni delle scelte che la Giunta sta adottando sulla testa dei cittadini di Perugia e non solo in materia di TPL. Sui debiti della società, su quanto ci costa tutta la struttura di Umbria TPL e Mobilità, compresi noti dipendenti prestati alla politica, con promozioni per non aver lavorato, tutti tacciono. Rigettata dal partito unico la nostra mozione di necessario approfondimento con la delegata del Sindaco in Umbria TPL e Mobilità, l’avv. Adriani, che avrebbe potuto e dovuto farci un quadro chiaro della situazione attuale della Società, e di richiesta di specifico parere su entrambe le questioni, risparmio dell’Iva e soprattutto pignorabilità delle quote del fondo regionale trasporti, quanto meno all’avvocatura comunale. C’è urgenza, ci dicono, di modificare lo Statuto, ma non c’è nessuna scadenza. Di chi è l’urgenza? Qual è lo scopo reale di tutta l’operazione? L’indagine della Procura su Umbria Mobilità che fine ha fatto? Tutti quesiti ad oggi senza risposta, tranne uno: a detta della dirigenza comunale tale e tanto è il debito che incombe su UM che l’attribuzione della delega di Agenzia del TPL regionale è l’unica via d’uscita…

Umbria TPL e Mobilità a rischio pignoramento

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