Umbria, M5S, solo nell’ultimo anno, sono stati persi 8000 posti di lavoro

Sicurezza sul lavoro, tre persone sono state denunciate penalmente
Crisi Lavoro
Crisi Lavoro

Manca poco più di un anno al termine del 31 dicembre 2015 e molte regioni italiane, Umbria compresa, hanno ancora ingenti somme da poter spendere nel ciclo di programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2007-2013. Si tratta di circa 21 miliardi di euro (di cui parte cofinanziati dallo Stato): una somma non lontana dalle consuete “manovrine” autunno che, con precisione chirurgica, provocano lacrime e sangue per milioni di cittadini.

In Umbria, secondo l’ analisi della Commissione europea riferita al maggio 2014, il totale del finanziamento dei Fondi europei è pari a circa 571 milioni di euro mentre risulta rendicontato poco più del 60% ovvero circa 372 milioni. Le cifre parlano chiaro: entro 16 mesi la Regione Umbria dovrebbe spendere, a pena restituzione, circa la metà di quanto non sia riuscita ad utilizzare in 7 anni: la straordinaria cifra di 199 milioni di euro. Tenuto conto che i fondi FSE e FESR riguardano tutte le azioni volte a garantire l’occupazione, sostenere istruzione e formazione, i proclami contenuti in corposi “piani strategici” del governo umbro a guida PD non sono stati evidentemente seguiti da azioni efficaci e credibili .

Nonostante le ingenti somme spese, ed in barba a quelle che (con tutta probabilità) torneranno a Bruxelles, i dati ISTAT sono inequivocabili: in Umbria, solo nell’ultimo anno, sono stati persi 8000 posti di lavoro. Non solo; da un recente studio realizzato da Adapt (associazione no profit) per il Corriere della Sera, emerge che l’ Umbria è tra le peggiori regioni in fatto d’incentivi al re-inserimento di uomini e donne over 40 senza lavoro.

Secondo la Giunta Marini, quali effetti hanno dunque prodotto i fondi strutturali spesi in attuazione delle politiche della Regione Umbria? E quale sorte intende riservare alle cifre non ancora spese? La questione non è di poco conto perché siamo di fronte a somme da capogiro che aumenteranno con il nuovo programma di fondi europei 2014-2020. La questione potrebbe anche diventare decisamente spinosa poiché, anche sul fronte della capacità di realizzare quanto programmato, è in gioco la riconferma di un mandato che si sta dimostrando fallimentare nonché condito da smisurata retorica.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*