Umbria: Centri antiviolenza, una battaglia di civiltà

L’apertura di due nuovi punti di ascolto della rete antiviolenza a Todi e Marsciano è una buona notizia per le donne e per l’Umbria: la violenza contro le donne è una malattia endemica della nostra società, che ha radici profonde nella tradizione e trae nuovo alimento dalla crisi. Perciò va combattuta giorno per giorno, casa per casa, scuola per scuola, contro la prepotenza, il razzismo e forme intollerabili di un maschilismo che non muore mai.

Bisogna dare continuità e certezza di riferimenti a questa battaglia di civiltà, assumendo impegni precisi anche in vista della prossima legislatura regionale. Le donne – e così le minoranza sessuali oggetto di continue e insopportabili discriminazioni- devono poter contare sul sostegno attivo delle istituzioni, devono sapere che le istituzioni sono lì per proteggere e garantire la loro libertà.

E’ questa è una delle priorità che Sinistra Ecologia Libertà indica alla coalizione di centrosinistra che si candida al governo della Regione.

In particolare ci impegnamo a far sì che il programma elettorale della coalizione preveda:
• la stabilizzazione del finanziamento ai Centri antiviolenza
• la rapida approvazione della buona legge di parità che inspiegabilmente giace da tempo in qualche cassetto della Regione
• azioni concrete di tutela della salute e della libertà della donne nella contraccezione e nell’interruzione di gravidanza, incluso l’accesso senza ricovero alla pillola ru486 per l’interruzione farmacologica.

Chiediamo inoltre che il nuovo Consiglio regionale discuta in tempi brevi la proposta di legge contro l’omofobia, e che si impegni ad attuare molteplici azioni di prevenzione, tra cui la sperimentazione dell’ora di educazione sentimentale nelle scuole umbre, che aiuti le ragazze e soprattutto i ragazzi a conoscere se stessi e a misurarsi con la propria fragilità senza soffocare nella corazza di cartone degli stereotipi sessisti.

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