Umbria, Andrea Liberati (M5S): “La questione morale, mai affrontata, presenta il conto”

Andrea Liberati

da Andrea Liberati – Consigliere regionale M5S Regione Umbria
Un episodio tira l’altro. Quanto affiora in questi giorni sulla Sanità umbra, con l’emersione di variopinti favoritismi e familismi purtroppo prevedibili entro la slabbrata cornice politico-amministrativa regionale, nonché le cronache di oggi sulla gestione dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale in danno delle casse pubbliche e di famiglie e imprese che avrebbero avuto diritto, sono soltanto la punta di un iceberg chiamato ‘questione morale’. Ora, passo dopo passo, sbarca finalmente anche in Umbria tale argomento, scientemente ignorato dalla partitocrazia che, da ben nove lustri, governa e sgoverna questa Regione. Un tema sacrificato sui sordidi altari del consenso e della conservazione. Dell’immobilismo.

Problemi che tornano oggi tutti in faccia a chi li ha bistrattati: qualcuno forse coglierà l’amaro retrogusto dell’espressione ‘Vittoria di Pirro’. Accadrà a chi, come la presidente Marini, fa orecchie da mercante, sperando coi propri assordanti silenzi di non venir travolta dal sommovimento che agita l’Italia e molte Regioni. Auspici destinati a fracassarsi sui predetti iceberg.
Infatti, evitando accuratamente di affrontare il problema della dirittura morale dei politici, talora anche sotto indagine e sotto processo e tuttavia bellamente ricandidati, Marini non solo offre un pessimo esempio di condotta pubblica a quei dirigenti e funzionari regionali magari sensibili a certe sirene, ma colloca la stessa Regione Umbria in posizione di debolezza amministrativa, danneggiandone l’immagine esterna.

Anche per questi motivi abbiamo chiesto in data 4 giugno un intervento forte, con l’immediata stipula di un protocollo Regione Umbria-Autorità nazionale anticorruzione (ANAC). Già ci sono accordi con ANAC, come il patto Cantone-Zingaretti nel Lazio. Si proceda quanto mai rapidamente alla rotazione degli svariati dipendenti e funzionari regionali ingessati da troppo tempo nei propri uffici, seguendo al riguardo i migliori esempi applicati nel Paese. E che detta rotazione sia reale, non amicale. Che sia autentica, non di facciata. La rotazione di centralinisti, uscieri e pensionandi non interessa alcun cittadino, mentre è cruciale accendere un faro su acquisti, servizi, lavori, bandi. E i corrotti siano direttamente allontanati, con richiesta di risarcimento danni. Ma su tutto questo torneremo presto, con esempi assai concreti.

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