Traffico pesante eccessivo sulla E45, Liberati, incidentalità e costi socio sanitari

Traffico pesante eccessivo sulla E45, Liberati, incidentalità e costi socio sanitari
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Traffico pesante eccessivo sulla E45, Liberati, incidentalità e costi socio sanitari

Nel momento scoppia uno scandalo di portata planetaria quale quello Volkswagen; e in cui contemporaneamente emergono grossi dubbi sull’effettiva utilità dei filtri antiparticolato diesel, con indagini avviate al riguardo proprio in Umbria, male non sarebbe se il presidente della Regione, Catiuscia Marini, proferisse verbo, quantomeno nell’ambito delle sue competenze. Come?

Sappiamo da dati ANAS qualcosa che non sorprende: il traffico pesante extraregionale che ingabbia l’Umbria, ridotta a generoso corridoio, si connota come un flusso di TIR non soltanto ben al di là della capacità sopportabile dall’infrastruttura –ormai in permanente emergenza manutentiva e a voler tacere in questa sede delle appaltopoli individuate dalla Magistratura: questo flusso di TIR è soprattutto mediamente più antiquato rispetto a quello in transito lungo la A/1.

In casa nostra ci ritroviamo così una strada semi-distrutta, ma pure un quotidiano carico di inquinanti suppletivo. Cosa comporta infatti una teoria di mezzi pesanti più vecchi, come ad esempio un camion Euro 3 del 2001 rispetto a un Euro 6 del 2013?

Tutti gli osservatori, anche dopo la vicenda VW, sono concordi nel valutare un inquinamento comunque maggiore di circa dieci volte in termini di No(x) e di particolato da parte di un TIR omologato Euro 3 rispetto a uno immatricolato nel 2013.

Dubbi crescenti poi sulla manutenzione dei TIR più vecchi, con ricadute negative per affidabilità stradale e rischio incidentalità –in Umbria già più alta che nel resto d’Italia.

Nell’attesa forse vana di un ripensamento sostenibile della logistica in campo nazionale e regionale (a proposito: sulle merci non una parola nel Piano trasporti!), il buon senso e i tassi di benzo(a)pirene sopra soglia negli stessi territori –guarda caso- in cui è posata la nostra lingua d’asfalto, dalla Val Tiberina settentrionale alla Terni-Orte, obbligherebbero da tempo gli amministratori almeno a serie politiche di contenimento dei TIR extraregionali, salvando ovviamente dal pedaggio tutti gli automobilisti.

Qualche consigliere regionale PD, nell’accoglienza freddina del suo partito, ha pronunciato pochi giorni fa parole simili a quelle del M5S: bene, è venuto il momento di dar seguito alle stesse, liberando l’Umbria di costi socio-sanitari-ambientali inaccettabili.

L’ANAS installi allora sistemi free flow e faccia pagare il transito alle migliaia di TIR extraregionali che ogni giorno usano la nostra regione soltanto per evitare la A/1: con quei denari potremmo ridurre il flusso dei medesimi ‘bisonti’, salvare vite, rispettare meglio l’ambiente e iniziare a sistemare la superstrada.

E’ un assoluto non-sense aver trasformato la E/45 in una camionabile. Quando cambieremo tutto? Dio non voglia che, come spesso accade in Italia, occorra attendere l’incidente del notabile di turno. Provvediamo dunque subito

Traffico pesante eccessivo

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