Tari, Rossetti (M5S), su cittadini scaricate inefficienze e oltre 3 milioni di chi non paga

Comune Perugia, Rosetti M5s: "Scoperto un debitore eccellente"
cristina rosetti

Discusso stamattina in seconda Commissione, il piano finanziario Gesenu, su cui si calcola l’imposta sui rifiuti dovuta per il 2015. Siamo indietro di 10-15 anni rispetto alle realtà più virtuose, come il Consorzio Contarina del Trevigiano, interamente pubblico, che gestisce una popolazione di 554.000 persone su 1.300 kmq, e 260.000 utenze e che applica la tariffa puntuale dal 2000. I numeri non mentono: il costo totale pro-capite del servizio per noi perugini è di 211, 65 euro ad abitante, a fronte di oltre la metà per il modello Contarina, 103,88 euro ad abitante, con tariffe Gesenu che sono più del doppio rispetto a quelle del trevigiano. L’illustrazione del PEF mette in evidenza i tanti punti deboli del modello di raccolta seguito nel nostro Comune, ancora troppi rifiuti indifferenziati che portano in alto costi, anche ambientali, oltre all’ecotassa e all’indennità di disagio ambientale. Ed è proprio l’alta produzione pro-capite dei rifiuti in Umbria, l’altro dato che soccombe rispetto a modelli più virtuosi.

Nel 2013, avevamo 558 kg/abitante/all’anno rispetto ai 338 del trevigiano e soprattutto un rifiuto secco (quello che si mette in discarica) pari a 200Kg/abitante/anno rispetto ai 53 di Contarina. E la produzione procapite anche nel 2014 si attesta a Perugia su 535 kg/abitante/anno e ciò nonostante la crisi economica. L’altissima percentuale degli scarti dalla raccolta dell’umido e dal multimateriale sono preoccupanti e lo stesso dirigente del Comune di Perugia li definisce inaccettabili. Un piano finanziario da quasi 44 milioni di euro (rispetto ai 42.831.675 del 2014), che contiene quello che l’Amministrazione definisce un efficientamento (ma che si traduce spesso in riduzione dei servizi, ad esempio di spazzamento), per un 1.800.000 euro circa, che però non aiuta a ridurre la Tari. Infatti, per far quadrare il bilancio del Comune, l’Amministrazione Romizi mette a carico del PEF la somma di 3.400.000 euro delle morosità (gli utenti che non pagano), togliendola dal proprio bilancio di previsione, in serie difficoltà.

Solamente un asserito ampliamento della base imponibile (ampliamento degli utenti che prima godevano dell’esenzione del 70% e che vivono in zone ora classificate servite e il recupero dall’evasione totale ovvero nuove utenze) potrà impedire un incremento della Tari, ma i numeri non sono chiari.  Impianti di recupero che negli anni non sono stati realizzati, come quello per lo spazzamento già progettato da Gesenu nel 2011 che fa sì che le 5.200 tonnellate raccolte vadano direttamente in discarica anziché essere recuperate. Analogamente dicasi per i centri di riuso e recupero che molti comuni virtuosi hanno creato, che permettono di intercettare oggetti ancora utili che possono essere riutilizzati anche in una ottica di politica sociale. Si aspettava quello di S. Andrea delle Fratte, ma sembra che la Regione non dia il via libera.

Di fatto è mancata in questi ultimi 20 anni una visione e tuttora si arranca, adottando scelte forzate da scadenze normative, come la raccolta separata del vetro che diventerà a breve obbligatoria. Occorre una visione e una netta scelta di campo e di obiettivi. Per questo il M5S ha votato contro il Piano finanziario che non accenna ad una pianificazione seria di misure di riduzione della produzione di rifiuti, che non contempla alcuna riduzione delle tariffe né premia i comportamenti virtuosi, anzi, l’attuale sistema scarica sui cittadini più virtuosi l’inefficienza di un intero sistema, che per troppo tempo a vivacchiato e che ora non è più sostenibile. Diffusione al 100 per cento della popolazione del porta a porta, introduzione della tariffa puntuale basata sugli svuotamenti dell’indifferenziato, potenziamento delle capacità di recupero degli impianti e del compostaggio domestico, creazione di centri di riuso, riparazione e riciclo, creazione di un centro di ricerca e misure drastiche per abbattere la produzione dei rifiuti; queste le uniche ricette da perseguire e oggetto di due nostri odg che da mesi aspettano di essere approvati.
Il Consigliere
Cristina Rosetti

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*