Tar Umbria accoglie ricorso Carla Casciari, l’ex assessore entra in Consiglio Regionale

Carla Casciari (Pd) su rinnovo incarico direttore USR dell'Umbria

Tar Umbria accoglie ricorso Carla Casciari, l’ex assessore entra in Consiglio Regionale

«Per i suesposti motivi il ricorso è fondato e va accolto con l’effetto dell’annullamento in parte qua dell’atto di proclamazione degli eletti al Consiglio Regionale dell’Umbria e conseguente attribuzione alla candidata Casciari Carla (detta Casciarri) della lista “Partito Democratico”, quale prima dei non eletti, del seggio consiliare di spettanza». Recita così la sentenza del Tribunale Amministrativo dell’Umbria in merito al ricorso presentato dalla ex vicepresidente regionale all’indomani della proclamazione degli eletti.

Il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria (Tar), quindi, ha il ricorso di Carla Casciari e la proclama eletta alla carica di consigliere regionale dell’Umbria in sostituzione di Giuseppe Biancarelli.

Una sentenza clamorosa che cambia anche gli equilibri all’interno del Consiglio Regionale dell’Umbria, rafforzando il gruppo del Pd, che passa da 11 a 12 consiglieri, compresa la presidente Marini.

Sentenza che ha una ricaduta pesante anche sulla città di Gubbio, con il sindaco Filippo Maria Stirati che perde il suo rappresentante di fiducia all’interno dell’Assemblea di Palazzo Cesaroni. Biancarelli, che in questi primi tre mesi di legislatura aveva stretto i rapporti con Attilio Solinas e Gianfranco Chiacchieroni, entrambi consiglieri regionali del Pd, era stato voluto e sostenuto direttamente dal primo cittadino di Gubbio.
Regione, Carla Casciari nuovo consigliere regionale dopo la sentenza del Tar Umbria. Giuseppe Biancarelli esce dall’Assemblea di Palazzo Cesaroni.

«Il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso in materia elettorale della dottoressa Casciari – dice l’avvocato Roberto Baldoni, dello studio Baldoni Rampini di Perugia – e, di conseguenza, è stata proclamata alla carica di consigliere regionale in sostituzione di Giuseppe Biancarelli, della lista “Umbria più uguale – Sinistra Ecologia e Libertà – La Sinistra per l’Umbria”.

La sentenza recita che: «…La ricorrente lamenta, in particolare, l’illegittimità dell’assegnazione di un seggio alla lista “Umbria più uguale – Sinistra Ecologia e Libertà – La Sinistra per l’Umbria” avente riportato la cifra elettorale di 9.009, sostenendo dover essere attribuito alla lista del “Partito Democratico”non esistendo alcuna altra lista della coalizione che abbia superato la soglia di sbarramento del 2,5 % correttamente intesa di cui all’art. 15 comma 6, della legge n.108/1968, fatta eccezione per la lista “Socialisti riformisti Territori per l’Umbria” la quale, a sua volta, ha però già ottenuto il dodicesimo seggio a quoziente intero. Quale prima dei non eletti della lista “Partito Democratico”la ricorrente avrebbe pertanto pieno titolo a conseguire il seggio consiliare non attribuitole, con conseguente legittimazione ed interesse al ricorso….».

In sostanza la contestazione era sostenuta da questo

«…A sostegno dell’impugnativa deduce doglianze di violazione e/o erronea applicazione dell’art. 14 della legge regionale Umbria n. 4/2015 e dell’art. 15 commi 6 e 7 della legge 108/1968 e di eccesso di potere sotto i profili del travisamento, erroneità dei presupposti e di carente istruttoria, così riassumibili:

– ai sensi dell’art. 15 comma 6, della legge n. 108/1968 e s.m. ai fini del riparto dei seggi tra le liste è imposto il rispetto della soglia del 2,5 % del totale “dei voti validamente espressi nell’intera circoscrizione” così esplicitandosi la volontà di calcolare la soglia percentuale di sbarramento avendo come termine di riscontro tutti i voti validamente espressi dagli elettori mentre l’Ufficio Centrale regionale ha calcolato tale soglia prendendo come riferimento unicamente le cifre elettorali delle coalizioni di liste e/o di liste non collegate, senza considerare anche tutti i “voti validamente espressi” ottenuti dai candidati alla presidenza della Giunta;

– così opinando, ovvero ricomprendendo nei voti validi complessivamente intesi anche quelli assegnati solamente ai candidati della presidenza della Giunta, il computo della soglia in questione dovrebbe effettuarsi sulla base di 373.679 voti validi espressi anziché dei soli 351.708 voti espressi per le sole liste o coalizioni che hanno partecipato alla tornata elettorale, con conseguente non superamento da parte della lista “Umbria più uguale – Sinistra Ecologia e Libertà – La Sinistra per l’Umbria” della soglia di sbarramento, che risulterebbe pari a 9.341,97 voti arrotondati a 9.342…»

Biancarelli, davanti a tutto questo non è stato a guardare e….

«…Si è costituito il controinteressato Giuseppe Biancarelli, chiedendo il rigetto del gravame, stante l’infondatezza di tutte le censure ex adverso dedotte, in sintesi evidenziando:

– la legge regionale si riferirebbe alla cifra elettorale di coalizione solamente al comma 5, lett. b) dell’art. 15 L. 108/1968 ovvero ai soli fini della proclamazione del Presidente della Giunta eletto e della ripartizione dei seggi tra le liste vincitrici e non anche, come pretenderebbe la ricorrente, alle diverse ipotesi di cui ai commi 6 e 7;

– alla locuzione “voti validamente espressi nell’intera circoscrizione”il legislatore regionale avrebbe unicamente inteso il totale dei voti attribuiti a tutte le liste partecipanti alla tornata elettorale con esclusione di quelli assegnati al solo candidato Presidente;

– la ratio della normativa sopra richiamata sarebbe d’altronde quella di garantire una rappresentanza anche alle liste di minoranza all’interno di una coalizione e non quello di avvantaggiare formazioni politiche più forti;

– secondo interpretazione logico sistematica risulterebbe distorsivo della volontà degli elettori consentire, come vorrebbe parte ricorrente, una commistione tra voti espressi per organi del tutto diversi quali il Consiglio Regionale ed il Presidente della Giunta Regionale;

Si sono altresì costituiti l’Ufficio Centrale regionale e l’Ufficio Unico Circoscrizionale eccependo unicamente il proprio difetto di legittimazione passiva…».

La difesa di Giuseppe Biancarelli, all’udienza pubblica del giorno 7 ottobre 2015 ha depositato copia della deliberazione dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria n. 4 del 3 settembre 2015 inerente la convalida degli eletti alla consultazione elettorale di che trattasi; indi le parti hanno svolto difese e la causa è stata trattenuta in decisione.

E quindi…

«…Come ben evidenziato dalle parti il presente giudizio verte sull’unica questione di diritto consistente nell’ applicazione dell’art. 15 comma 6, della legge n. 108 del 17 febbraio 1968, così come recepita e modificata dalla legge regionale dell’Umbria n. 4/2015, relativo alle operazioni dell’Ufficio unico circoscrizionale e dell’Ufficio Centrale regionale, laddove ai fini del riparto dei seggi tra le liste, impone il rispetto della soglia del 2,5 % del totale “dei voti validamente espressi nell’intera circoscrizione”.

Ritiene il Collegio che il totale dei voti “validamente espressi nell’intera circoscrizione” debba dirsi comprensivo anche dei voti assegnati solamente ai candidati alla presidenza della Giunta, in base al dato letterale della suddetta norma, ai lavori preparatori nonché alla stessa ratio del sistema elettorale per l’elezione degli organi regionali vigente nella Regione Umbria.

Giova anzitutto evidenziare come nell’attuale sistema elettorale regionale non vi è dubbio che il voto alla carica di Presidente della Giunta valga anche quale voto a favore della lista o della coalizione collegata, avendosi come parametro di riferimento la complessiva volontà dell’intero corpo elettorale.

L’assunto della difesa del controinteressato, incentrato sulla distinzione tra le funzioni spettanti al Presidente della Giunta e al Consiglio Regionale non è persuasivo, in quanto si scontra apertamente con il vigente sistema elettorale per le elezioni degli organi regionali, laddove l’art. 11-bis comma 3, lett. a) della legge n. 108/1968 sancisce invece – senza distinzioni di sorta – la diretta ed univoca riferibilità ex lege del singolo voto dato esclusivamente al candidato della Presidenza della Giunta anche alle singole liste riunite nella coalizione che sostiene quest’ultimo o comunque alle singole liste ad esso collegate…».

Tar Umbria accoglie ricorso Carla Casciari

3 Commenti su Tar Umbria accoglie ricorso Carla Casciari, l’ex assessore entra in Consiglio Regionale

  1. Siamo messi bene, la confusione regna sempre su tutto quello , dove i partiti hanno messo le mani. La Marini, per paura di perdere, aveva cambiato la legge regionale sulle votazioni ed ecco il pasticcio. Già sono 21, anzichè 20 come la Legge nazionale dice…poi vi ricordate il riconto delle preferenze?…ora, a distanza di 5 mesi, troviamo un altro inghippo burocratico di interpretazione……poi faccio anche alla Casciarri i complimenti per la sua campagna elettorale, come tutti gli altri ad esclusione del Movimento 5 Stelle, che è l’unico che ha rispettato gli spazi elettorali. Peccato che non posso aggiungere le foto della Casciarri affissa su spazzi altrui.

  2. Mi fa molto piacere che abbia vinto il ricorso. Doltronde avendola votata mi fa piacere che mi rappresenti. Todi amico incontrato a Palazzo Francisci – Centro per i disturbi alimentari – il giorno prima delle elezioni

  3. Non desiderare la roba d’altri! I voti devono portare ad attribuire i seggi con il criterio proporzionale.
    Invece certa gente, ormai abbandonata dal Popolo Sovrano, invece di prenderne atto e riparare ruba i voti e la rappresentanza legittima del Popolo. CHE SCHIFO!

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