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“Tappo una buca e tu mi dai voto”, M5S Perugia: “Solito ritornello”

stradeCONbuche(umbriajournal.com) PERUGIA – Nell’aria c’è ancora poco fermento di politica e democrazia; in cambio c’è una grande puzza di catrame e propaganda. Purtroppo questa volta l’amministrazione si trova a dover tappare le buche in eccesso che giorno dopo giorno si stanno aprendo nella nostra città, ormai ridotta a un colabrodo. A Perugia i problemi causati dalla mala gestione delle strade e dalla scarsa manutezione ordinaria si vedono in ogni quartiere e sembra che all’amministrazione non sia mai interessato nulla, fino a 2 mesi prima delle elezioni. Ma il problema è ben più grave. Mentre si stendono chilometri di asfalto e si dipingono segnaletiche orizzontali, su strade che le aspettavano da anni, sono molti i casi di smottamenti e frane anche molto pericolose.

Tra le più gravi ed abbandonate si possono segnalare. -Via Tancredi Ripa di Meana, dove in una delle curve un intero versante di collina si è letteralmente sfilato da sotto il manto stradale e sono quasi 3 anni che è rimasto abbandonato a se stesso.

L’unico intervento fatto sono dei separatori in cemento per ridisegnare la via stradale, con la speranza che il terreno sottostante non decida da un momento all’altro di sbriciolarsi ancora e di aprire altre voragini. -Tra via della Pergola e Viale Sant’Antonio il Comune ha chiuso da due mesi l’accesso, con notevole intralcio per la circolazione in direzione Monteluce. Anche in questo punto il versante del fosso del Bulagaio sta franando direttamente da sotto la strada; anche qui solo qualche transenna per evitare che le vetture si arrischino sopra; ma per quanto tempo resisterà prima di cedere del tutto?

Nella strada comunale di San Martino che permette di collegare il bulagaio a San Marino, e di conseguenza San Marco, sono oramai mesi che svariati smottamenti ostruiscono per più di metà la strada; ma il comune, invece di ripulire la strada e metterla in sicurezza, ha preferito mettere della segnaletica verticale per indicare il divieto di accesso, chiaro segno che non sarà a breve la risoluzione del problema.

Dulcis in fundo altri due disastri più recenti. Proprio pochi giorni fa si è aperta una grande voragine nel bel mezzo di Via fonti coperte, un buco che occupa per intero le 2 carreggiate, e poi a seguire un’altra in via Campo di Marte. Ma alle persone che devono passare per questi tratti di strada chi la garantisce la sicurezza di tornare a casa sani e salvi? In definitiva Perugia sta venendo giù pezzo per pezzo, come sempre ha fatto nella sua storia geologica recente. Invece di attuare un serio intervento per contenere il dissesto idro-geologico, che farebbe risparmiare molti soldi di opere straordinarie, si preferisce girarsi dall’altra parte e tappare qualche buca qua e là, magari nei quartieri da riconquistare politicamente come Via Sicilia. In un contesto climatico che prevede sempre più piogge torrenziali, che mettono a dura prova la tenuta dei fianchi della città, non effettuare un’attenta valutazione dei rischi e non mettere in sicurezza preventivamente i punti più critici, vuol dire lasciare che una città millenaria si disgreghi sotto il suo peso, e speriamo questo non avvenga entro le prossime elezioni.

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