SVENDUTO IL CHIOSCO DI PIAZZALE BYRON SOTTO LA CASCATA

cascata delle marmore(UJ.com3.0) TERNI – La discussione ieri in consiglio comunale ha visto due episodi che la dicono lunga sul livello di faciloneria e pressapochismo con cui siamo amministrati, dalla Giunta Polli in Provincia e da quella Di Girolamo in Comune.

a)- Gestione degli impianti sportivi. Abbiamo innanzitutto presentato una interrogazione sulla vera e propria “serrata” che la Provincia ha dichiarato per gli impianti sportivi di proprietà, dopo aver favorito per molti anni una rendita di posizione dell’amico gestore A. di A. e della Cooperativa Carli di Orvieto alle cui dipendenze sembra lavori l’ex Assessore che gestì in modo “amicale” tale ambito. Una gestione dissennata, quella della Provincia, con spese per le utenze folli ed uno sbilancio vergognoso fra quanto spendeva l’Ente e quanto incassavano i gestori privati: al solito, pubblicizzazione delle perdite e privatizzazione dei guadagni, soprattutto se questi sono grandi elettori con le conseguenze che si è poi costretti a svendere per un piatto di lenticchie gli immobili (vedi punto successivo) penalizzando ulteriormente le casse pubbliche ed arricchendo di nuovo altri privati, sempre amici.

b)- Svendita del chiosco alla Cascata delle Marmore.

Apprendiamo esterrefatti che all’interno della proprietà pubblica, a Piazzale Byron, sotto la Cascata sulla quale la Giunta di cui mi onoro di aver fatto parte fece investimenti milionari, in gran parte con fondi europeoi, ma altri ne furono fatti dalle ammin istrazioni successive, Cascata visitata da circa 400.000 turisti l’anno, la Provincia, senza avvertire il Comune, proprietario di gran parte di quell’area, ha letteralmente svenduto per 90.000 euro la proprietà del bar, che rende ogni anno cifre iperboliche. Cosa risponde l’Assessore al Turismo, Fabrini, agli interroganti del PD? Che in fondo si trattava di un bene avente destinazione d’uso a “magazzino” (se fosse vero per tutti questi anni si sarebbero consentiti introiti milionari con una destinazione d’uso impropria!), come se il valore commerciale di un bene non fosse dato dal valore attuale della rendita futura ma dalla burocratica classifica catastale! Ma all’ineffabile Assessore comunale fa poi eco il Sindaco, sostenendo che, anche se il Comune fosse stato avvertito, non avrebbe avuto la possibilità economica di intervenire. Come dire che dei sei milioni di multe comminate dai due autovelox in Viale dello Stadio o in Via Alfonsine non poteva essere investito nulla in quei pochi metri quadrati che avrebbero reso oro al Comune piuttosto che introitare la Provincia una mancia dai furbissimi acquirenti. Non solo, creando in questo modo all’interno della Cascata una piccola enclave da cui il neo Creso pretenderà servitù e diritti vari e con cui da oggi Comune e Provincia dovranno fare i conti per tutto e su tutto. L’Assessore ha poi aggiunto che, volendo, si potrebbe recintare il chiosco, escludendolo dall’area Cascata: altra perla che merita di essere citata solo per dimostrare plasticamente la qualità della Giunta di cui Di Girolamo ci ha fatto dono.

Se poi ci fossero dubbi su quanto interessi alla Provincia il bene di alcuni privati contraenti, basta confrontare la meticolosità con cui ha trattato con il Comune la predisposizione della convenzione per la gestione della Cascata e confrontarla con la liberalità con cui ha invece gestito la vendita del chiosco: due comportamenti diametralmente opposti.

Abbiamo chiesto di avere copia di tutta la documentazione, a cominciare dal fatturato del bar, perchè non possiamo credere che la Provincia l’abbia venduto facendo finta di non sapere quanto rende, dal certificato di destinazione urbanistica, al contratto di locazione del “magazzino”, ecc.

Siamo convinti che la pubblica opinione, prima ancora della Corte dei Conti, che merita di studiare il caso, sia interessata a capire come e perchè sono state prese certe decisioni.

Quanto a Polli e Di Girolamo, se togliessero il disturbo anzitempo, siamo tutti convinti, a cominciare dai consiglieri del PD che hanno presentato l’interrogazione, che, come suol dirsi, non farebbero un soldo di danno!

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