Bastia Umbra, sul servizio di Igiene Urbana la politica deve dare indispensabili chiarimenti

Che differenza c’è tra raccogliere un metro cubo di rifiuti indifferenziati e uno di plastica, carta, o umido?

Bastia Umbra, sul servizio di Igiene Urbana la politica deve dare indispensabili chiarimenti
Francesco Fratellini

Bastia Umbra, sul servizio di Igiene Urbana la politica deve dare indispensabili chiarimenti
da Francesco Fratellini (Assessore all’Assetto del Territorio e Ambiente) – “L’Inchiesta sui rifiuti, oltre agli aspetti penalmente rilevanti sui quali si pronuncerà l’Autorità Giudiziaria, pone alcune domande alla politica alle quali gli amministratori responsabili  ai vari livelli non possono sottrarsi, in primis il legislatore regionale.

Mi sembra  di primaria rilevanza per gli amministratori pubblici la questione economica del vigente sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti in Umbria. Vorrei che gli amministratori ponessero con forza e determinazione nelle sedi opportune alcune questioni che ho avuto modo di rilevare in qualità di assessore all’Ambiente del Comune di Bastia.

Mi riferisco ad alcune questioni che emergono osservando l’andamento dei contratti stipulati in seguito alla gara europea  definita da oltre sei anni,  che ha visto partecipare un solo concorrente.

A cosa è servito raggruppare i Comuni negli ATI, se poi ogni ente locale ha dovuto trattare individualmente il costo dei servizi con il gestore?  L’aver accorpato la gestione dei rifiuti ha prodotto i risparmi che erano attesi?

Osservando i prezzi praticati, appare evidente un problema: mentre per lo spazzamento e per il servizio di raccolta indifferenziata tutti i Comuni dell’ATI 2 pagano lo stesso prezzo a metro quadro equivalente alla superficie spazzata, così come tutti pagano 776,69 euro a metro cubo equivalente per raccogliere il secco residuo (indifferenziata), mi domando perché, senza aver ottenuto finora una risposta soddisfacente, per la raccolta dei prodotti differenziati invece il prezzo varia, in maniera sensibile, anche da Comune a Comune. Per fare un esempio: mentre Bastia Umbra per un metro cubo equivalente paga  2.974 euro, a Bettona lo stesso servizio costa 5.295,78, e in altri comuni i costi risultano ancora maggiori.

Che differenza c’è tra raccogliere un metro cubo di rifiuti indifferenziati e uno di plastica, carta, o umido?  Nessuna differenza, perché questi servizi vengono prestati utilizzando i cassonetti che vengono svuotati meccanicamente con camion dello stesso tipo.

Questo è solo un esempio, ma altre perplessità emergono dal calcolo del costo del servizio.

Una questione rilevante, sulla quale interrogarsi, riguarda l’intero appalto rifiuti d’importo miliardario che avrebbe dovuto consentire importanti economie di spesa, mentre in realtà produce aumenti anomali, di gran lunga superiori alla media dell’inflazione calcolata sui prezzi praticati.

Un esempio di tali anomalie riguarda lo smaltimento delle potature e degli sfalci che è passato da 29.31 euro/t (prezzo 2009 ante appalto) a 79.40 euro/t  (prezzo 2010 post appalto) per arrivare nel 2014 a 93.09.  Si tratta di aumenti non giustificati, se il servizio di potature e sfalci oggi è identico a quello del 2009.

Va inoltre considerato che nell’ipotesi, molto probabile, di ammodernamento dell’impianto di compostaggio di Pietramelina il progetto economico prevede che il costo scenda ampiamente sotto i 50 euro a tonnellata. Da domandarsi, allora, perché finora non è stato adottato il migliore sistema possibile per il trattamento di questi rifiuti.

Ritengo possibile, non solo auspicabile, la necessità di rivedere il vigente contratto di raccolta e smaltimento rifiuti revisionando le tabelle alla luce di reali criteri di trasparenza sul costo dei servizi. D’altro canto, il gestore del contratto non dovrebbe  temere sorprese sgradite, perché il contratto in vigore prevede a sua tutela un ricarico pari al 20 % a titolo di spese generali e utile d’impresa.

La costituzione dell’AURI, inoltre, è un’occasione da non perdere perché, accorpando la gestione, è possibile ottenere considerevoli risparmi, a condizione che l’accorpamento sia vero e non fittizio per stabilire, per quanto possibile, prezzi unici per gli stessi servizi in tutti i comuni serviti.

Sarebbe addirittura clamoroso, se dagli accertamenti su eventuali irregolarità ascrivibili al gestore, si arrivasse ad aumenti di spesa che inevitabilmente ricadrebbero sui cittadini”.

Igiene Urbana

 

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