Stabilizzazione precari, entro 2015, Paparelli risponde a Liberati e Carbonari

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Stabilizzazione precari, entro 2015, Paparelli risponde a Liberati e Carbonari

La Prima Commissione regionale, presieduta da Andrea Smacchi, si è riunita questa mattina per discutere l’interrogazione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati, sull’avviso pubblico precari 2011. Ha risposto, a nome della Giunta, l’assessore al Lavoro, Fabio Paparelli. Nell’illustrare l’interrogazione, Maria Grazia Carbonari ha sottolineato come l’avviso pubblico precari 2011 è “cofinanziato dal fondo sociale europeo nell’ambito del programma operativo regionale. Ci sono gravi ritardi nell’erogazione degli incentivi ad alcune aziende, visto che era previsto un limite di tre anni. Vorremmo sapere le motivazioni di questi ritardi e i tempi previsti per l’erogazione delle restanti spettanze ai soggetti che ne hanno diritto”. Nella risposta l’assessore Paparelli ha annunciato che “entro la fine del 2015 chiuderemo tutte le pratiche e erogheremo tutti i finanziamenti alle aziende.

L’avviso prevede un incentivo a favore del datore di lavoro fino a 9mila euro per ciascun lavoratore precario stabilizzato. C’è stato un notevole interesse visto che le domande ammissibili per il finanziamento sono state 468, con 1050 lavoratori coinvolti.

L’avviso metteva a disposizione 8 milioni 300mila euro. Di questi sono stati impegnati 7 milioni 490mila euro per le domande ammesse a finanziamento, con un risparmio di circa 800mila euro che verranno reinvestiti nei progetti. Ad oggi sono state liquidate per intero 181 domande, per 160 è in corso l’istruttoria di liquidazione, 30 domande sono di aziende in crisi, che quindi probabilmente non sarà possibile erogare il finanziamento, mentre per 97 domande l’istruttoria è in via di acquisizione.

Sono queste quelle rimaste indietro. Complessivamente sono stati liquidati 4 milioni 519mila euro. Le maggiori criticità che hanno rallentato le procedure sono: il numero elevato di adesioni al progetto, con un conseguente aumento dei tempi di verifica e controllo; la costante consulenza data dagli uffici, visto che la maggior parte delle richieste sono state di piccole e medie aziende; i tre anni previsti dall’avviso si sono dimostrati un periodo eccessivamente lungo; la crisi che ha portato molte imprese ad avere il Durc non regolare; la difficoltà nell’avere una documentazione completa. Importante, poi, l’innovazione di dare alle aziende la possibilità di scegliere la modalità di erogazione: unica soluzione o in tre tranche annuali, che consente di non sottoscrivere fidejussioni a garanzia dell’importo ricevuto, cosa che in passato aveva creato criticità.

Questo, però, ha comportato il triplicarsi delle istruttorie con conseguente difficoltà per gli uffici. Considerando che l’istruttoria dell’avviso è partita a metà 2012 le procedure si sarebbero dovute concludere a metà 2015.

Però siamo in ritardo solo di qualche mese malgrado i problemi sono stati molti. Comunque ho spronato gli uffici a fare meglio e di più”. Nella replica Maria Grazia Carbonari si è dichiarata “parzialmente soddisfatta delle motivazioni portate dall’assessore per spiegare i ritardi. Però il problema – ha rimarcato – non sono solo le 97 domande che ancora non hanno concluso l’istruttoria, ma anche le 160 ancora in attesa di liquidazione. Spero che i tempi dati oggi da Paparelli verranno rispettati. Noi vigileremo”.

 

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