Sosta selvaggia: la Giunta risolva i problemi quotidiani

Mori: "L'Amministrazione comunale intervenga trovando una soluzione"

Sosta selvaggia: la Giunta risolva i problemi quotidiani

Sosta selvaggia: la Giunta risolva i problemi quotidiani

da Emanuela Mori (consigliera comunale)
I residenti del centro storico di Perugia sono esasperati da una situazione che si sta perpetrando da ormai troppo tempo: i parcheggi nei settori ad essi dedicati risultano costantemente occupati da coloro che sono autorizzati a salire in centro storico per lavoro, tanto che si verificano spesso situazioni paradossali: molti di essi sono costretti a dover parcheggiare la propria auto nei settori non di pertinenza, subendo per questo pesanti sanzioni.

Parcheggi abusivi anche negli spazi dove non ci sono le strisce blu vengono consentiti o comunque tollerati da coloro che dovrebbero sanzionarli; automobili ovunque, soprattutto davanti ai passaggi pedonali, fatto che rende impossibile il passaggio di sedie a rotelle o addirittura il normale defluire della viabilità.

La situazione negli ultimi tempi si è ulteriormente aggravata, tanto che la “sosta selvaggia” sembra essere diventata un’abitudine: questo non è più sopportabile in una città civile.

Addirittura l’Amministrazione aveva paventato la possibilità di concedere agevolazioni per il parcheggio della SIPA in centro storico ai residenti: forse però ci si dimentica che gli abitanti del centro già corrispondono una quota al Comune per poter parcheggiare nelle vicinanze di casa propria.

Purtroppo evidentemente le regole non sono uguali per tutti. Siamo di fronte ad un fatto vergognoso: non si può battere cassa sulle spalle dei cittadini già vessati da una pesante tassazione.

L’Amministrazione comunale intervenga trovando una soluzione che tuteli i pochi residenti rimasti nel nostro centro storico, affinché non debbano più subire questi disagi che purtroppo si trovano a vivere quotidianamente.

Sosta selvaggia

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*